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Cassazione Civile, Ordinanza n. 26316/2024 del 09/10/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

Il contribuente impugnava in cassazione la sentenza della CTR che aveva confermato il rigetto dell'opposizione a un avviso di accertamento IMU relativo all'annualità 2013, emesso dal Comune su un'area agricola/verde pubblico ricompresa in un meccanismo di perequazione urbanistica. Con il primo motivo deduceva violazione delle norme sulla base imponibile dei terreni edificabili, sostenendo che il fondo, per il suo assetto urbanistico, non avrebbe dovuto essere tassato o comunque che mancava il presupposto impositivo, anche in ragione della natura del diritto edificatorio collegato all'area. Con il secondo motivo denunciava nullità della sentenza per motivazione apparente e contraddittoria, lamentando l'omessa considerazione delle prove documentali e tecniche prodotte. Con il terzo motivo deduceva violazione dei criteri di determinazione del valore venale, lamentando che la CTR non avesse valutato l'incidenza dei vincoli urbanistici e delle limitazioni edificatorie sul valore dell'area ai fini dell'imposta. Nella memoria il ricorrente richiamava anche sopravvenienze urbanistiche e precedenti di legittimità, ma la Corte ha ritenuto tali elementi non rilevanti per il giudizio in corso.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il motivo sulla motivazione della sentenza di merito, reputando che la CTR avesse esposto in modo sufficiente le ragioni del convincimento e del valore attribuito ai beni. Ha accolto, sul piano argomentativo ma non sull'esito finale, la distinzione tra diritti edificatori compensativi e perequativi, precisando che nel caso concreto i terreni erano inseriti in un comparto perequativo con attribuzione di un indice edificatorio costante, dunque con mera potenzialità edificatoria rilevante ai fini ICI/IMU. Ha quindi confermato la tassabilità dell'area e la correttezza della determinazione del valore venale, osservando che i vincoli urbanistici di destinazione incidono sul quantum della base imponibile ma non escludono la natura edificabile del suolo. Ha inoltre ritenuto sufficiente la motivazione dell'avviso di accertamento, poiché recava riferimenti normativi, dati catastali e aliquote applicate. Le spese sono state poste a carico del ricorrente soccombente.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    utilizzato per denunciare violazioni di legge sostanziale in tema di presupposto impositivo e criteri di stima

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    utilizzato per censurare la nullità della sentenza per motivazione apparente o contraddittoria

  • art. 13, comma 2, D.L. n. 201 del 2011

    richiamato come norma sostanziale in tema di IMU e presupposto impositivo

  • art. 9, comma 1, D.Lgs. n. 23 del 2011

    richiamato come norma sostanziale in tema di imponibilità dei beni immobili

  • art. 1, D.Lgs. n. 546 del 1992

    richiamato nel motivo sulla nullità della sentenza

  • art. 36, D.Lgs. n. 546 del 1992

    indicato quale parametro della motivazione della sentenza tributaria

  • art. 132, n. 4, c.p.c.

    richiamato quale parametro della motivazione della sentenza

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    richiamato quale parametro della motivazione della sentenza

  • art. 5, comma 5, D.Lgs. n. 504 del 1992

    richiamato nel motivo sul valore venale dell'area ai fini ICI/IMU

  • art. 5, comma 3, D.L. n. 70 del 2011

    richiamato per distinguere e qualificare i diritti edificatori trasferibili e la loro circolazione

  • art. 2643, comma 1, n. 2-bis, c.c.

    richiamato per la trascrizione dei contratti che trasferiscono diritti edificatori

  • art. 2, D.Lgs. n. 504 del 1992

    interpretato come norma che definisce in senso ampio l'area edificabile, basato sulla mera potenzialità edificatoria

  • art. 52, D.Lgs. n. 446 del 1997

    richiamato come base regolamentare dell'azione accertativa comunale e dei valori predeterminati

  • art. 59, comma primo, lett. f), D.Lgs. n. 446 del 1997

    richiamato in tema di eventuale riconoscimento comunale di variazioni/rimborsi per annualità pregresse

  • art. 48, D.Lgs. n. 267 del 2000

    richiamato in relazione al regolamento comunale sui valori delle aree edificabili

  • art. 348-ter, commi 4 e 5, c.p.c.

    applicato per dichiarare inammissibili le censure sul vizio motivazionale in presenza di doppia conforme

  • art. 360, n. 5, c.p.c.

    richiamato per la riqualificazione delle censure sul travisamento/omesso esame del valore venale

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    richiamato nel dispositivo per il raddoppio del contributo unificato

  • Cass., Sez. U., n. 25506 del 2006

    richiamata per affermare che le variazioni urbanistiche incidono sulle annualità future e non su quelle pregresse

  • Cass., Sez. U., n. 23902 del 2020

    richiamata per il principio secondo cui il diritto edificatorio compensativo non ha natura reale e non è imponibile come qualità del terreno

  • Cass. n. 26895 del 2021

    richiamata in continuità sul diritto edificatorio compensativo non assoggettabile a imposta

  • Cass. n. 16467 del 2022

    richiamata per il principio sulla rilevanza del vincolo di destinazione a verde pubblico ai fini ICI/IMU

  • Cass. n. 19161 del 2004

    richiamata per la nozione ampia di area edificabile ai fini ICI

  • Cass. n. 21351 del 2021

    richiamata per la distinzione tra vincoli di destinazione e vincoli di inedificabilità assoluta

  • Cass. n. 17764 del 2018

    richiamata per la medesima distinzione sulla natura edificabile dell'area

  • Cass. n. 23814 del 2016

    richiamata per il principio che i vincoli di destinazione incidono sul valore ma non escludono l'edificabilità ai fini fiscali

  • Cass. n. 14763 del 2015

    richiamata in tema di aree destinate a servizi pubblici e carattere edificabile

  • Cass. n. 5161 del 2014

    richiamata sul rilievo dei vincoli di destinazione ai fini del valore venale

  • Cass. n. 9778 del 2010

    richiamata sul rapporto tra vincoli urbanistici e base imponibile

  • Cass. n. 9510 del 2010

    richiamata sul rapporto tra vincoli urbanistici e base imponibile

  • Cass. n. 27121 del 2019

    citata come orientamento diverso, non condiviso, che escludeva l'edificabilità in presenza di vincoli di destinazione

  • Cass. n. 5992 del 2015

    citata come orientamento non seguito

  • Cass. n. 25672 del 2008

    citata come orientamento non seguito

  • Cass. n. 11643 del 2019

    richiamata sulla valenza del regolamento comunale come fonte di presunzioni per l'accertamento del valore

  • Cass. n. 15312 del 2018

    richiamata sul valore dei regolamenti comunali nella stima delle aree edificabili

  • Cass. n. 5947 del 2023

    richiamata sul regime della doppia conforme e l'onere di allegazione della diversità delle ragioni di fatto

  • Cass. n. 26774 del 2016

    richiamata sul regime della doppia conforme e l'onere di allegazione della diversità delle ragioni di fatto

  • Cass. n. 26431 del 2017

    richiamata sul contenuto minimo della motivazione dell'avviso di accertamento tributario

  • Cass. n. 5315 del 2015

    richiamata per il concetto di motivazione non meramente apparente

  • Cass. n. 16736 del 2007

    richiamata per la definizione di motivazione omessa o apparente

Massime di principio

  • Ai fini ICI/IMU la nozione di area edificabile è ampia e si fonda sulla mera potenzialità edificatoria risultante dagli strumenti urbanistici o da concrete possibilità di costruzione, non richiedendosi l'immediata edificabilità abitativa in senso stretto.
  • I vincoli urbanistici di destinazione, anche quando incidono sensibilmente sulla concreta utilizzazione del suolo, non escludono di per sé il carattere edificabile del bene; essi rilevano soprattutto nella determinazione del valore venale e quindi della base imponibile.
  • Il diritto edificatorio di origine compensativa, essendo svincolato dal fondo e trasferibile separatamente, non ha natura reale inerente al terreno e non costituisce qualità intrinseca del bene tassabile.
  • Diverso è il caso della perequazione urbanistica, nella quale l'indice perequativo attribuito ai suoli del comparto costituisce una qualità intrinseca del terreno e ne giustifica l'assoggettamento a imposizione.
  • La motivazione dell'avviso di accertamento è sufficiente quando consente al contribuente di comprendere la pretesa nei suoi elementi essenziali, mediante l'indicazione dei dati soggettivi e oggettivi, dei riferimenti normativi, degli identificativi catastali e dei criteri di calcolo adottati.
  • In presenza di doppia conforme, le censure di vizio motivazionale sono inammissibili se il ricorrente non allega specificamente la diversità delle ragioni di fatto poste a base delle due decisioni di merito.
  • La contestazione del valore venale dell'area è una questione di merito non sindacabile in cassazione quando il giudice di merito abbia fornito una motivazione non apparente e abbia valorizzato criteri di stima coerenti e omogenei.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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