Cassazione Civile, Ordinanza n. 09167/2025 del 08/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)
La controversia
L'Agenzia delle entrate ha impugnato in cassazione la sentenza della CTR Lombardia che aveva respinto il suo appello e accolto l'appello incidentale della società contribuente contro due avvisi di accertamento per gli anni 2012-2013. Gli atti avevano disconosciuto costi dedotti ai fini Irap e detratto Iva relativi a fatture ritenute generiche emesse da cooperative poi risultate, all'esito di indagini penali, gestite da un soggetto indicato come evasore totale; avevano inoltre irrogato sanzioni amministrative. I motivi del ricorso erano tre: violazione delle norme fiscali per avere la CTR escluso la tassabilità di proventi illeciti nonostante l'accertata condotta di sostituzione e trasferimento di denaro di provenienza illecita; violazione delle norme sulla deducibilità dei costi e dell'onere della prova per aver ritenuto deducibili costi senza prova della loro inerenza e strumentalità; nullità della sentenza per motivazione apparente. La Corte, però, ha rilevato d'ufficio un vizio preliminare e assorbente: la nullità dei giudizi di merito per violazione del contraddittorio, perché nei giudizi relativi ad accertamenti Irap e Iva riguardanti una società di persone era necessario il simultaneus processus anche dei soci, non risultando essi parti del giudizio.
La decisione
La Corte non ha esaminato i motivi di merito del ricorso perché ha rilevato d'ufficio la nullità insanabile dei giudizi di primo e secondo grado per difetto di litisconsorzio necessario originario. Ha quindi cassato la sentenza impugnata e ha disposto la rimessione della causa alla Corte di giustizia tributaria di primo grado di Milano, affinché venga integrato il contraddittorio nei confronti di tutti i litisconsorti necessari, cioè società e soci. Ha inoltre compensato le spese di tutti i gradi di giudizio.
Norme richiamate
art. 14, comma 4, L. n. 537/1993
richiamato dalla ricorrente come norma sulla non tassabilità dei proventi illeciti, ma la Corte non decide sul punto perché assorbe il merito nel rilievo del difetto di contraddittorio
art. 36, comma 34-bis, D.L. n. 223/2006, conv. in L. n. 248/2006
menzionato nel primo motivo come norma fiscale invocata dall'Agenzia
art. 67, comma 1, lett. l), d.P.R. n. 917/1986
richiamato nel primo motivo di ricorso
art. 109, comma 5, d.P.R. n. 917/1986
richiamato nel secondo motivo sulla deducibilità dei costi in assenza di prova di inerenza
richiamati nel secondo motivo con riferimento a presunzioni e onere della prova
art. 111, comma 6, Cost.
richiamato nel terzo motivo a sostegno della censura di motivazione apparente
art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.
richiamato nel terzo motivo sulla motivazione della sentenza
art. 36, comma 1, n. 4, d.lgs. n. 546/1992
richiamato nel terzo motivo sulla motivazione della decisione tributaria
richiamato per affermare la tempestività del ricorso per cassazione nel termine semestrale
richiamato per la sospensione straordinaria dei termini processuali durante l'emergenza coronavirus
art. 36, comma 1, D.L. n. 23/2020
richiamato per il computo della sospensione straordinaria dei termini
art. 360, comma 1, nn. 3 e 4, c.p.c.
indica i vizi dedotti nel ricorso per cassazione
richiamato nel ricorso per qualificare la condotta come riciclaggio
norma posta a fondamento dell'integrazione del contraddittorio nei giudizi tributari con litisconsorzio necessario
richiamato per la riunione dei processi in ipotesi di litisconsorti necessari
art. 59, comma 1, lett. b), d.lgs. n. 546/1992
richiamato per la rimessione della causa al primo giudice quando il contraddittorio non sia integro in appello
art. 383, ultimo comma, c.p.c.
richiamato per la cassazione con rinvio al primo giudice a seguito di nullità per difetto di contraddittorio
art. 111, secondo comma, Cost.
richiamato nella giurisprudenza citata sul bilanciamento con la ragionevole durata del processo
art. 6 CEDU
richiamato nella giurisprudenza citata sulla ragionevole durata del processo
art. 13 CEDU
richiamato nella giurisprudenza citata sulla tutela effettiva
Massime di principio
- Nei giudizi tributari aventi a oggetto accertamenti fondati su elementi comuni a società di persone e soci, quando opera il meccanismo dell'imputazione per trasparenza, ricorre un litisconsorzio necessario originario tra tutti i soggetti interessati, salvo che siano dedotte questioni personali.
- Se il giudizio è stato celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorti necessari, la nullità del procedimento è assoluta e deve essere rilevata anche d'ufficio in ogni stato e grado, compresa la cassazione.
- In presenza di nullità per difetto di contraddittorio non sanata nei gradi di merito, la Corte deve cassare la decisione e rinviare al primo giudice per l'integrazione del contraddittorio.
- L'esigenza di simultaneus processus può giustificare la riunione o la conservazione del giudizio solo quando siano già soddisfatti, in concreto, i presupposti di un'unica vicenda processuale e non vi sia compromissione del contraddittorio effettivo.
- Quando il vizio processuale è assorbente, i motivi di ricorso attinenti al merito dell'accertamento restano inesaminati.
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