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Cassazione Civile, Ordinanza n. 31622/2023 del 14/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (agente della riscossione)

La controversia

Il contribuente ha impugnato in Cassazione la sentenza della CTR che aveva accolto l'appello dell'agente della riscossione contro la decisione di primo grado favorevole al contribuente. La controversia riguardava estratti di ruolo e cartelle esattoriali relative a tasse automobilistiche. Con i primi tre motivi il ricorrente ha contestato: la ritualità della notifica delle cartelle, sostenendo che fosse stata eseguita a persona diversa dal destinatario senza deposito della raccomandata informativa; l'omessa pronuncia sulla dedotta prescrizione triennale del tributo; l'erroneità della statuizione secondo cui, una volta divenute definitive le cartelle perché non opposte entro 60 giorni, non sarebbe più eccepibile la prescrizione del credito maturata successivamente. Con il quarto motivo ha dedotto l'inammissibilità dell'appello dell'agente della riscossione perché proposto tramite avvocato del libero foro e non tramite funzionario interno.

La decisione

La Corte ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto assorbente, ai fini dell'ammissibilità delle censure sulla cartella/estratto di ruolo, l'applicazione dello ius superveniens introdotto dall'art. 3-bis del d.l. n. 146 del 2021, che rende l'estratto di ruolo non impugnabile e consente l'impugnazione diretta del ruolo e della cartella solo in presenza di specifici pregiudizi tipizzati, che il ricorrente non aveva allegato né dimostrato. Ha quindi dichiarato inammissibili le censure relative alla cartella e alla prescrizione. Quanto al quarto motivo, ha escluso l'invalidità della costituzione/appello dell'agente della riscossione a mezzo di avvocato del libero foro, richiamando la disciplina processuale vigente e i precedenti delle Sezioni Unite. Nessuna pronuncia sulle spese per mancata difesa dell'intimato; disposto l'obbligo del contributo unificato aggiuntivo.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In tema di riscossione a mezzo ruolo, l'estratto di ruolo non è autonomamente impugnabile; la diretta impugnazione del ruolo o della cartella invalidamente notificata è ammessa solo se il contribuente dimostra uno specifico pregiudizio tipizzato dalla legge.
  • La disciplina sopravvenuta che specifica l'interesse ad agire si applica anche ai processi pendenti, poiché l'interesse alla tutela immediata è una condizione dell'azione suscettibile di essere ridefinita fino alla decisione.
  • Nel giudizio di legittimità, la sussistenza dell'interesse ad agire richiesto dalla disciplina sopravvenuta può essere allegata anche in Cassazione mediante produzione documentale, ma solo se il pregiudizio è effettivamente dedotto e, se necessario, provato; in difetto, le censure contro la cartella o il ruolo sono inammissibili.
  • La definitiva stabilizzazione della cartella per mancata impugnazione nel termine non esclude, di per sé, la necessità di verificare l'ammissibilità dell'azione proposta contro l'estratto di ruolo o contro la cartella stessa alla luce della disciplina vigente al momento della decisione.
  • L'agente della riscossione può validamente stare in giudizio mediante avvocati del libero foro nei casi consentiti dalla disciplina processuale e dai principi elaborati dalla giurisprudenza di legittimità; la costituzione così effettuata non è invalida per il solo fatto di non essere avvenuta tramite funzionario interno.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioRiscossioneImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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