Cassazione Civile, Ordinanza n. 23390/2025 del 16/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (contribuente)
La controversia
La controversia nasce da un'azione proposta da un contribuente contro un estratto di ruolo rilasciato nel 2019 e riferito a due avvisi di addebito emessi nel 2016. In primo grado era stato riconosciuto, per il primo avviso, il diritto alla restituzione di una somma versata ad ADER a seguito di sgravio; per il secondo, invece, era stata dichiarata l'inammissibilità del ricorso per tardività, ritenuta corretta la notificazione del titolo. La Corte d'appello, in riforma parziale, ha respinto la domanda restitutoria escludendo la compensazione impropria con l'obbligo contributivo derivante dal secondo avviso. In cassazione il ricorrente ha articolato sei motivi: nullità della sentenza per violazione degli artt. 112 e 345 c.p.c. e omessa considerazione della nullità/inesistenza dell'atto e della notifica; violazione dell'art. 30 d.l. 78/2010 per asserita mancanza di elementi essenziali dell'avviso di addebito; nullità della notifica via PEC per violazione di varie norme sulla notificazione telematica; violazione degli artt. 112, 345, 421 e 437 c.p.c. per asserita inesistenza della notifica da indirizzo non istituzionale; violazione dell'art. 116, comma 8-bis, L. 388/2000 e dell'art. 6 d.lgs. 472/1997 sulla sanzione applicata; infine violazione dell'art. 25 d.lgs. 46/1999 e dell'art. 3 L. 335/1995 per decadenza e prescrizione del credito contributivo. L'INPS ha eccepito l'inammissibilità di più motivi e l'infondatezza del sesto.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto preliminare e assorbente il difetto di interesse ad agire dell'azione originaria, alla luce dell'art. 12, comma 4-bis, d.P.R. 602/1973, come interpretato dalle Sezioni Unite. Ha affermato che la disciplina sopravvenuta tipizza i casi in cui la mancata o invalida notificazione del ruolo/cartella/avviso di addebito consente l'impugnazione diretta, subordinandola alla dimostrazione di specifici pregiudizi. Nel caso concreto il ricorrente non aveva allegato elementi idonei a dimostrare tale interesse nei termini richiesti dalla norma, sicché la domanda non era proponibile. Per questo la sentenza impugnata è stata cassata senza rinvio, perché il giudizio non avrebbe dovuto essere instaurato. Le spese di tutti i gradi sono state integralmente compensate in ragione dello ius superveniens e dell'intervento delle Sezioni Unite intervenuti dopo il deposito del ricorso.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.
richiamato come parametro del primo motivo per dedurre nullità della sentenza e violazione di norme processuali
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
richiamato per i motivi di violazione di legge sostanziale e processuale
invocato per assumere omessa pronuncia e ultrapetizione; la Corte non entra nel merito dei singoli vizi perché assorbe tutto il difetto di interesse
richiamato per sostenere l'ammissibilità o meno di questioni nuove in appello e in cassazione
richiamato nel quarto motivo insieme ad altre norme processuali
richiamato nel quarto motivo insieme ad altre norme processuali
richiamato per sostenere la nullità/inesistenza dell'avviso di addebito per difetto di elementi essenziali
richiamato in tema di notificazione e disciplina degli atti della riscossione/contributivi
richiamato per la notifica a mezzo PEC
richiamato per la disciplina delle notificazioni degli atti tributari
richiamato per la notifica telematica e l'utilizzo degli indirizzi PEC
art. 116, comma 8-bis, L. n. 388/2000
invocato per contestare l'applicazione di sanzioni ritenute non pertinenti alla fattispecie
richiamato per contestare la sanzione applicata e la sua riferibilità al caso concreto
invocato per sostenere la decadenza dal potere di notifica dell'avviso di addebito
richiamato in relazione alla prescrizione del credito contributivo
art. 12, comma 4-bis, d.P.R. n. 602/1973
norma decisiva: condiziona l'impugnabilità diretta del ruolo/cartella/avviso invalidamente notificato alla sussistenza di specifici e tassativi pregiudizi, che devono essere allegati e dimostrati
art. 3-bis d.l. 21 ottobre 2021, n. 146
ha introdotto la disposizione poi confluita nell'art. 12, comma 4-bis, d.P.R. 602/1973
legge di conversione della disciplina richiamata
art. 12, comma 1, d.lgs. 29 luglio 2024, n. 110
ha modificato la disposizione citata, che la Corte considera nel quadro dello ius superveniens
evocato indirettamente dall'onere di allegare e provare l'interesse ad agire nei casi tipizzati
non citato espressamente nel testo, non incluso
Massime di principio
- L'interesse ad agire nell'impugnazione diretta di ruolo, cartella o avviso di addebito asseritamente invalidamente notificati è condizione dell'azione e può essere ridisegnato da norme sopravvenute anche nei giudizi pendenti.
- Dopo l'introduzione dell'art. 12, comma 4-bis, d.P.R. 602/1973, l'impugnazione immediata dell'atto della riscossione presuppone la deduzione e dimostrazione di pregiudizi tipizzati dalla legge; la mera allegazione di vizi formali o della mancata/notificata notifica non basta di per sé.
- Quando manca la prova dell'interesse ad agire nei termini richiesti dalla disciplina sopravvenuta, il giudice di legittimità può rilevare officiosamente il difetto e cassare senza rinvio la decisione di merito, perché la domanda non era proponibile ab origine.
- Le questioni di nullità della notifica, di validità dell'atto e di prescrizione o decadenza restano assorbite se il ricorso originario difetta della condizione dell'azione richiesta per la sua proponibilità.
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