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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23352/2025 del 16/08/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (INPS)

La controversia

La controversia riguarda una domanda di pensione di reversibilità paterna proposta da una figlia maggiorenne che assumeva di essere totalmente inabile, di aver vissuto a carico del genitore pensionato deceduto e di possedere il requisito reddituale. I giudici di merito avevano accolto la domanda e respinto l’eccezione di prescrizione sollevata dall’ente previdenziale, ritenendo genericamente formulata l’eccezione in primo grado e poi, in appello, ritenendo applicabile il termine di prescrizione quinquennale previsto dalla normativa sopravvenuta per i giudizi pendenti, con decorrenza interrotta dalla domanda amministrativa. L’ente previdenziale ha quindi proposto ricorso per cassazione con due motivi: con il primo ha denunciato violazione degli artt. 2935 c.c. e 112 c.p.c., sostenendo che la Corte territoriale, pur affermando la rilevanza della domanda amministrativa ai fini interruttivi, avrebbe dovuto dichiarare estinti per prescrizione i ratei anteriori e, comunque, non avrebbe potuto considerare infondata l’impugnazione senza individuare correttamente il dies a quo e il periodo di prescrizione; con il secondo ha dedotto omessa pronuncia ex art. 112 c.p.c. sulla domanda volta a far decorrere gli accessori di legge non da epoca anteriore, ma dalla domanda amministrativa, ritenuta equivalente a messa in mora. La parte privata ha resistito eccependo anche l’inammissibilità del ricorso per difetto di specificità e autosufficienza.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto entrambi i motivi. Ha affermato che la mancata indicazione, nell’eccezione di prescrizione, del dies a quo non rende di per sé generica la difesa né impedisce al giudice di esaminare la fattispecie estintiva nella sua interezza; una volta dedotta la prescrizione, il termine iniziale resta comunque scrutinabile d’ufficio sulla base degli elementi ritualmente acquisiti e la durata/individuazione del momento iniziale costituisce una quaestio iuris che il giudice deve qualificare secondo il corretto schema normativo, non essendo vincolato dalle deduzioni di parte. Ha inoltre rilevato che la sentenza impugnata non si era pronunciata sulla specifica domanda relativa alla decorrenza degli accessori di legge. Per tali ragioni la sentenza di appello è stata cassata con rinvio alla Corte d’appello di Catanzaro in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 2935 c.c.

    La decorrenza della prescrizione va individuata in relazione al momento in cui il diritto può essere fatto valere; la questione del dies a quo è scrutinabile dal giudice anche d’ufficio sulla base degli elementi ritualmente acquisiti.

  • art. 2934 c.c.

    L’elemento costitutivo della prescrizione è l’inerzia del titolare del diritto per il tempo determinato dalla legge.

  • art. 112 c.p.c.

    Il giudice non può omettere di pronunciarsi sulla domanda o sull’eccezione ritualmente devoluta; la mancata pronuncia sugli accessori di legge integra violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.

  • art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.

    È il parametro processuale invocato per denunciare errori di attività, tra cui la violazione dell’art. 112 c.p.c. e la nullità della sentenza.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    È il parametro processuale invocato per denunciare la violazione di legge in relazione all’omessa pronuncia sugli accessori.

  • art. 38, comma 1, lett. d), n. 2, L. n. 111/2011

    La Corte territoriale aveva ritenuto la disposizione applicabile ai giudizi pendenti, ma la Cassazione si concentra sul corretto trattamento della prescrizione e del dies a quo alla luce degli elementi di causa.

Massime di principio

  • Quando viene dedotta la prescrizione, il giudice deve esaminare l’intera fattispecie estintiva, compresa la corretta individuazione del dies a quo, anche se l’eccezione non lo indica espressamente.
  • La mancata specificazione del termine iniziale della prescrizione non rende automaticamente generica l’eccezione, se dagli atti emergono gli elementi necessari per la sua verifica.
  • La durata della prescrizione e l’identificazione del momento iniziale sono qualificazioni giuridiche che spettano al giudice, il quale non è vincolato alle sole deduzioni delle parti.
  • Se il giudice di merito omette di pronunciarsi su una domanda specifica relativa agli accessori di legge, la sentenza è affetta da violazione dell’art. 112 c.p.c. e va cassata.
  • La domanda amministrativa può rilevare come atto interruttivo della prescrizione, ma ciò non esonera il giudice dall’individuare il periodo effettivamente prescritto e da distinguere tra ratei anteriori e successivi all’interruzione.

Come è indicizzato

MateriePensioniImpugnazioniProve
RamiPrevidenzaProcesso civile
IstitutiPrescrizioneOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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