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Cassazione Civile, Ordinanza n. 32437/2025 del 12/12/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente riscossione)

La controversia

Il contribuente aveva impugnato un estratto di ruolo ottenuto da cui risultavano 19 atti impositivi (cartelle esattoriali e avvisi di addebito) per complessivi € 139.141,66, deducendo di non aver mai ricevuto la notifica dei titoli e chiedendo l’accertamento della prescrizione e/o decadenza dei crediti ex art. 25 d.lgs. n. 46/1999, con annullamento del ruolo e del debito sottostante. In primo grado il Tribunale aveva respinto il ricorso ritenendo regolari le notifiche, non maturata la prescrizione e tardive le ulteriori eccezioni, perché da far valere entro 40 giorni dalla conoscenza legale dei titoli. La Corte d’appello aveva confermato il rigetto affermando, però, la non impugnabilità dell’estratto di ruolo in assenza della deduzione e prova dei pregiudizi tassativamente previsti dall’art. 12, comma 4-bis, del DPR n. 602/1973. In cassazione il ricorrente ha dedotto: (1) violazione di legge per avere la Corte d’appello escluso l’interesse ad agire ex art. 100 c.p.c., nonostante la lesione concreta e attuale derivante dall’iscrizione alla piattaforma MePA per partecipare a gare pubbliche e dal pignoramento presso terzi subito; (2) violazione di legge per avere ritenuto infondata l’impugnazione degli avvisi di addebito, sostenendo che l’art. 12, comma 4-bis, DPR n. 602/1973 riguarderebbe solo le cartelle; (3) nullità della sentenza per asserita violazione dell’art. 276 c.p.c. e del protocollo d’intesa tra AdER e Avvocatura dello Stato del 22.6.2017, assumendo che per tali liti l’Agenzia dovesse avvalersi dell’Avvocatura.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il terzo motivo, richiamando il principio per cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può essere rappresentata da un avvocato del libero foro nei gradi di merito, salvo diversa previsione convenzionale, e che la scelta non richiede particolari formalità (Cass. S.U. n. 30008/2019). Ha dichiarato inammissibile il primo motivo per novità, osservando che la Corte d’appello aveva accertato che il ricorrente non aveva dedotto in appello la specifica ragione di interesse all’impugnazione fondata sull’iscrizione alla piattaforma MePA e sul pignoramento presso terzi, senza che il ricorso per cassazione indicasse dove e quando tale deduzione fosse stata svolta. Per effetto della sorte del primo motivo, ha dichiarato inammissibile anche il secondo. Il ricorso è stato quindi integralmente rigettato, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese in favore di INPS, INAIL e AdER, oltre al disposto sull’ulteriore contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, DPR n. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 100 c.p.c.

    l’interesse ad agire deve essere concreto e attuale; nel caso di specie il motivo è stato dichiarato inammissibile per novità perché la specifica allegazione dell’interesse non risultava dedotta nei gradi di merito

  • art. 12, comma 4-bis, DPR n. 602/1973

    richiamato dalla Corte d’appello per affermare la non impugnabilità dell’estratto di ruolo salvo la deduzione e prova dei pregiudizi tipizzati dalla norma

  • art. 19 d.lgs. n. 546/1992

    richiamato dal ricorrente nel dedurre la violazione di legge relativa all’impugnabilità degli atti della riscossione

  • art. 25 d.lgs. n. 46/1999

    richiamato dal ricorrente quale base della domanda di prescrizione e/o decadenza dei crediti portati dai titoli

  • art. 26 DPR n. 602/1973

    richiamato dal ricorrente nel quadro delle censure sulla notifica dei titoli esattoriali

  • art. 60, comma 1, lett. b-bis, DPR n. 600/1973

    richiamato dal ricorrente con riferimento alle modalità di notificazione

  • art. 3-bis L. n. 53/1994

    richiamato dal ricorrente con riferimento alle notifiche eseguite tramite avvocato

  • art. 16-ter DL n. 179/2012

    richiamato dal ricorrente nel contesto delle notificazioni telematiche

  • art. 57-bis d.lgs. n. 827/2005

    richiamato dal ricorrente nel contesto delle notifiche e della prova delle stesse

  • art. 30, comma 14, DL n. 78/2010

    richiamato dal ricorrente nel secondo motivo come norma collegata alla disciplina dell’impugnazione

  • art. 14 disp. att. c.p.c.

    richiamato dal ricorrente nel secondo motivo

  • art. 276 c.p.c.

    richiamato dal ricorrente a fondamento del vizio di nullità della sentenza per asserita irregolarità della difesa dell’AdER

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    richiamato quale norma sul vizio processuale dedotto nel terzo motivo

  • art. 13, comma 1-quater, DPR n. 115/2002

    la Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato

  • Cass. S.U. n. 30008/2019

    richiamata per affermare che AdER può stare in giudizio con avvocato del libero foro, salvo diversa riserva convenzionale all’Avvocatura dello Stato

Massime di principio

  • In tema di impugnazione dell’estratto di ruolo, il giudice può dichiarare inammissibile il motivo se la specifica ragione di interesse ad agire non risulta allegata nei gradi di merito e viene introdotta solo per la prima volta in cassazione.
  • La deduzione di un interesse concreto e attuale all’impugnazione deve essere tempestiva e specificamente provata; non basta invocarla in modo generico in sede di legittimità.
  • La disciplina sulla non impugnabilità dell’estratto di ruolo opera salvo che il contribuente deduca e dimostri uno dei pregiudizi tipizzati dalla normativa applicabile.
  • L’Agenzia delle Entrate-Riscossione può essere validamente rappresentata e difesa da un avvocato del libero foro nei giudizi di merito, salvo che una convenzione vigente riservi espressamente la difesa all’Avvocatura dello Stato.
  • La mancata allegazione in appello di un determinato fatto costitutivo dell’interesse o della censura preclude la sua introduzione in cassazione, con conseguente inammissibilità del motivo per novità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContenzioso tributarioRiscossione
RamiProcesso civileTributi
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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