Cassazione Civile, Ordinanza n. 10250/2026 del 20/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (ente pubblico)
La controversia
La controversia nasce da cinque avvisi di accertamento IMU emessi dal Comune per gli anni dal 2017 al 2021, con cui veniva contestato all'ente proprietario di immobili ERP un insufficiente versamento dell'imposta, negando l'esenzione invocata per alcuni immobili e ritenendo dovuta l'imposizione anche per due immobili accatastati in ditta GESCAL. L'ente contribuente aveva impugnato gli atti, sostenendo: difetto di motivazione degli avvisi; omesso esame della circostanza che nelle dichiarazioni IMU era stato indicato che gli immobili possedevano i requisiti dell'esenzione; violazione del principio del contraddittorio preventivo; erronea esclusione dell'esenzione per gli alloggi sociali; erronea attribuzione automatica alla contribuente degli immobili già GESCAL; inapplicabilità delle sanzioni per obiettiva incertezza normativa. La Corte di merito aveva rigettato l'appello dell'ente contribuente ritenendo gli avvisi sufficientemente motivati, non necessaria una fase di contraddittorio preventivo per i tributi locali, non spettante l'esenzione agli immobili ERP e trasferiti ex lege gli immobili GESCAL agli IACP e poi all'ente successore.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo, il terzo e il settimo motivo, ha rigettato il quarto motivo e ha dichiarato assorbiti i restanti. Ha quindi cassato la sentenza impugnata limitatamente ai motivi accolti e ha rinviato la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità. In particolare, ha ritenuto che la motivazione della sentenza di appello fosse inadeguata sul diniego dell'esenzione IMU riferita agli alloggi sociali, che l'assenza di contraddittorio preventivo non invalidasse l'atto nei tributi locali in mancanza di previsione normativa, e che non vi fosse automatismo nel trasferimento degli immobili già GESCAL, dovendosi verificare in concreto il singolo trasferimento. I motivi relativi all'eventuale esenzione degli immobili ERP e alle sanzioni sono rimasti assorbiti.
Norme richiamate
art. 13, comma 2, lett. b), d.l. 6 dicembre 2011, n. 201
L'esenzione IMU per gli alloggi sociali richiede una specifica motivazione sul diniego quando il contribuente alleghi la riconducibilità degli immobili a tale categoria.
legge 22 dicembre 2011, n. 214
Norma di conversione richiamata quale fonte dell'esenzione IMU in tema di alloggi sociali.
art. 1, comma 707, legge 27 dicembre 2013, n. 147
Richiamato per la disciplina degli alloggi sociali ai fini IMU.
art. 3 della legge 19 gennaio 1974, n. 9
Non comporta un trasferimento automatico di tutti gli immobili ex GESCAL agli IACP e ai loro aventi causa; occorre accertare in concreto il trasferimento del singolo immobile.
art. 3, comma 1, legge 7 agosto 1990, n. 241
Richiamato come norma generale sulla motivazione degli atti amministrativi, ritenuta violata in ricorso quanto alla carenza motivazionale degli avvisi.
art. 7, comma 1, legge 27 luglio 2000, n. 212
L'avviso di accertamento deve essere motivato in modo da consentire al contribuente di conoscere la pretesa; in tema IMU è nullo se privo di specifica motivazione sul diniego dell'esenzione per alloggi sociali.
art. 1, comma 162, legge 27 dicembre 2006, n. 296
Richiamato quale parametro della motivazione degli avvisi di accertamento tributari.
art. 12, comma 7, legge 27 luglio 2000, n. 212
Il contraddittorio endoprocedimentale è imposto, secondo il caso, nei controlli con accesso, ispezione o verifica; non si estende automaticamente ai tributi locali accertati a tavolino.
art. 6, comma 2, d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472
Richiamato in tema di sanzioni amministrative tributarie e colpevolezza, motivo poi assorbito.
art. 10, comma 3, legge 27 luglio 2000, n. 212
Richiamato dal ricorrente in tema di non punibilità per obiettiva incertezza normativa, ma il motivo è rimasto assorbito.
art. 36, comma 2, n. 4), d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
Richiamato per la motivazione delle sentenze tributarie, prospettata la sua violazione per motivazione apparente.
art. 132, secondo comma, n. 4), c.p.c.
Richiamato per il vizio di motivazione apparente della sentenza impugnata.
art. 111, sesto comma, Cost.
Richiamato come parametro costituzionale del dovere di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali.
art. 360, primo comma, nn. 3, 4 e 5), c.p.c.
Norme processuali indicate come censure di legittimità per violazione di legge, nullità della sentenza e omesso esame di fatto decisivo.
Richiamato per escludere la produzione in cassazione di documenti volti a provare il trasferimento del singolo immobile ex GESCAL.
art. 13, comma 10, d.l. 6 dicembre 2011, n. 201
Richiamato dalla Corte di merito e nel ricorso in relazione alla detrazione prevista per immobili sociali, distinta dall'esenzione.
art. 1, comma 749, legge 27 dicembre 2019, n. 160
Richiamato quale disciplina successiva della detrazione IMU, distinta dall'esenzione per alloggi sociali.
art. 1, commi 740 e 741, lett. c), n. 3), legge 27 dicembre 2019, n. 160
Richiamato nel ricorso per la disciplina IMU degli immobili e delle esclusioni dall'imposizione.
Massime di principio
- L'avviso di accertamento tributario è sufficientemente motivato quando indica gli elementi essenziali della pretesa e consente al contribuente di comprendere e contestare an e quantum del tributo; tuttavia, se la pretesa riguarda il diniego di un'esenzione specificamente invocata, la motivazione deve confrontarsi in modo espresso con tale profilo.
- In tema di IMU, il diniego dell'esenzione per alloggi sociali non può essere sorretto da una motivazione meramente apparente o generica, specie quando dagli atti del contribuente emerga l'allegazione della sussistenza dei requisiti esonerativi.
- Per i tributi locali non armonizzati non sussiste, in via generale, un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo prima dell'emissione dell'avviso di accertamento, salvo una specifica previsione normativa o l'ipotesi tipizzata di accesso/ispezione/verifica disciplinata dallo Statuto del contribuente.
- La qualificazione di immobili già appartenuti a GESCAL come attualmente appartenenti all'ente subentrante non può fondarsi su un automatismo normativo generale: è necessario verificare in concreto l'avvenuto trasferimento del singolo bene, poiché il dato catastale non è di per sé costitutivo della titolarità.
- Quando una censura principale viene accolta per vizio di motivazione o per violazione di legge su un punto decisivo, i motivi che presuppongono la medesima questione possono restare assorbiti senza ulteriore scrutinio.
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