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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30873/2024 del 03/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento per omesso versamento dell'IMU 2012 relativo a un fabbricato del Comune. L'ente proprietario aveva concesso a un istituto religioso una porzione dell'immobile per 75 anni, a fronte di un canone annuo molto basso e dell'accollo di alcune spese di ristrutturazione, mantenendo per sé la restante parte per la scuola materna. Il Comune sosteneva che l'esenzione per gli immobili degli enti non commerciali non spettasse perché vi era utilizzazione indiretta dell'immobile, attività svolta a fronte di corrispettivi non simbolici e mancato adeguamento statutario alle prescrizioni del d.m. 200/2012. Inoltre censurava la riqualificazione del rapporto come comodato anziché locazione. L'ente resistente, a sua volta, proponeva ricorso incidentale lamentando: assenza di contraddittorio endoprocedimentale, motivazione inadeguata dell'avviso di accertamento, insufficiente motivazione sulla quantificazione dell'imposta e illegittima compensazione delle spese. La Corte ha ritenuto infondato il motivo sulla qualificazione del contratto, ma ha accolto il motivo principale relativo ai presupposti dell'esenzione, osservando che il corrispettivo percepito per le attività didattiche non era simbolico e che dunque non ricorrevano le condizioni per l'agevolazione; ha rigettato gli altri motivi del ricorso principale e quelli del ricorso incidentale, dichiarando assorbita la censura sulle spese.

La decisione

La Corte ha accolto solo il secondo motivo del ricorso principale del Comune, rigettando il primo e dichiarando inammissibile il quarto; ha ritenuto assorbito il terzo. Ha rigettato il ricorso incidentale dell'ente. La sentenza impugnata è stata cassata limitatamente al motivo accolto e la causa è stata rinviata alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte, in diversa composizione, anche per le spese di legittimità. La Corte ha inoltre dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato in capo al ricorrente incidentale, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 7, comma 1, lett. i, d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504

    L'esenzione per gli immobili degli enti non commerciali spetta solo se il bene è destinato esclusivamente a svolgimento con modalite0 non commerciali delle attivite0 indicate e vi sia, in linea di principio, utilizzazione diretta o un comodato tra enti funzionalmente o strutturalmente collegati nei limiti tracciati dallo ius superveniens.

  • art. 9, comma 8, d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23

    Richiama per l'IMU le esenzioni previste per l'ICI, compresa quella di cui all'art. 7, comma 1, lett. i, d.lgs. 504/1992.

  • art. 91-bis, comma 3, d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, conv. in l. 24 marzo 2012, n. 27

    Norma invocata per delimitare i presupposti dell'esenzione in relazione all'utilizzazione dell'immobile.

  • art. 3 d.m. 19 novembre 2012, n. 200

    Richiamato dal Comune per sostenere il mancato adeguamento statutario dell'ente ai requisiti regolamentari dell'esenzione.

  • art. 1362 c.c.

    La Corte ribadisce che l'interpretazione del contratto va censurata in cassazione solo per violazione dei canoni ermeneutici o motivazione illogica; non basta proporre una diversa lettura del testo negoziale.

  • art. 1, comma 759, lett. g, l. 27 dicembre 2019, n. 160

    Norma sopravvenuta, con decorrenza dal 2020, che prevede l'esenzione IMU per gli immobili posseduti e utilizzati dagli enti non commerciali per attivite0 non commerciali.

  • art. 1, comma 71, l. 30 dicembre 2023, n. 213

    Norma di interpretazione autentica, con efficacia retroattiva, che estende il concetto di possesso e di utilizzo anche agli immobili concessi in comodato a soggetti collegati funzionalmente o strutturalmente, a determinate condizioni.

  • art. 7, comma 5, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Lo ius superveniens di rango primario prevale sul regolamento comunale incompatibile, che va disapplicato in parte qua.

  • art. 24 l. 7 gennaio 1929, n. 4

    Richiamato dal resistente per sostenere l'obbligo di contraddittorio; la Corte non ne ha tratto un principio generale idoneo a fondare l'illegittimite0 dell'accertamento a tavolino nei tributi non armonizzati.

  • art. 12, comma 7, l. 27 luglio 2000, n. 212

    Per i tributi non armonizzati non esiste un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo negli accertamenti a tavolino.

  • art. 111, sesto comma, Cost.

    La motivazione e8 nulla solo se manca del tutto o e8 meramente apparente, cioe8 incapace di far comprendere la ratio decidendi.

  • art. 132, secondo comma, n. 4, c.p.c.

    La sentenza deve contenere l'esposizione, sia pure concisa, delle ragioni di fatto e di diritto della decisione.

  • art. 36, comma 2, n. 4, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Nel processo tributario la sentenza deve esporre concisamente le ragioni della decisione; la motivazione per relationem e8 ammissibile se consente il controllo sulla ratio decidendi.

  • art. 366 c.p.c.

    Il ricorso per cassazione deve essere autosufficiente; se si contesta la motivazione dell'avviso di accertamento occorre trascrivere i passi essenziali dell'atto.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    De0 luogo all'obbligo dell'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto/inammissibilite0 del ricorso, se dovuto.

Massime di principio

  • L'esenzione IMU/ICI per gli enti non commerciali richiede, di regola, che l'immobile sia direttamente utilizzato dall'ente possessore per attivite0 meritevoli svolte con modalite0 non commerciali; l'utilizzazione indiretta non basta, salvo casi di comodato tra enti collegati funzionalmente o strutturalmente secondo i requisiti oggi tipizzati dalla disciplina interpretativa sopravvenuta.
  • Per stabilire se un'attivite0 didattica sia svolta con modalite0 non commerciali non conta il solo dato della perdita di esercizio, ma occorre verificare se il corrispettivo richiesto agli utenti sia meramente simbolico, cioe8 riferibile a una frazione esigua dei costi del servizio; rette che coprano una quota rilevante dei costi escludono l'agevolazione.
  • La qualificazione del contratto compiuta dal giudice di merito e8 censurabile in cassazione solo per violazione dei canoni legali di interpretazione o per motivazione apparente/incongrua; non e8 sufficiente contrapporre una diversa lettura del testo negoziale.
  • Nel comodato, l'essenzialite0 della gratuite0 non e8 incompatibile con l'accollo da parte del comodatario di spese di manutenzione o ristrutturazione che restino funzionali al suo interesse e non integrino un vero corrispettivo del godimento del bene.
  • Nel processo tributario la motivazione per relationem e8 legittima se, letta insieme agli atti richiamati, consente di comprendere le ragioni della decisione e di controllarne la coerenza; la nullite0 sussiste solo in caso di adesione acritica o di motivazione meramente apparente.
  • Per i tributi locali non armonizzati l'obbligo di contraddittorio endoprocedimentale non opera come principio generale per gli accertamenti a tavolino, salvo specifiche previsioni di legge.
  • In cassazione, chi contesta il contenuto motivazionale di un avviso di accertamento deve riprodurre testualmente nel ricorso i passaggi rilevanti dell'atto, altrimenti la censura e8 inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributario
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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