Cassazione Civile, Ordinanza n. 32364/2024 del 13/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (ente locale)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di accertamento IMU per l'anno 2014 notificato dal Comune su alcuni immobili già appartenenti a un patrimonio separato destinato a finalità previdenziali e, secondo il contribuente, aventi diritto all'esenzione. Il soggetto ricorrente ha sostenuto che l'atto impositivo fosse carente di motivazione e di prova, che l'onere probatorio gravasse sull'ente impositore, che la mera locazione a terzi degli immobili non ne mutasse la destinazione previdenziale e non facesse venir meno l'esenzione, e che il Comune avesse illegittimamente determinato la base imponibile su una rendita catastale superiore a quella già accertata con precedenti sentenze passate in giudicato. Ha inoltre dedotto che il giudice di merito avesse errato nel ritenere irrilevante il giudicato esterno e nel valorizzare una pretesa destinazione commerciale dell'immobile, nonché nell'omettere pronuncia su vari profili decisivi.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto integralmente il ricorso. Ha ritenuto sufficiente la motivazione dell'avviso di accertamento, ha ribadito che l'onere di provare i requisiti dell'esenzione IMU incombe sul contribuente, ha escluso che la locazione dell'immobile a terzi basti a mantenere il beneficio in assenza di utilizzo diretto e con modalità non commerciali, e ha dichiarato in parte inammissibili e in parte infondate le censure sul giudicato esterno e sulla rendita catastale. Ha inoltre affermato che il giudicato sulla rendita catastale non si forma nei rapporti tra ente locale e contribuente, ma tra quest'ultimo e l'ufficio catastale competente. Le spese non sono riportate nel testo fornito.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 4 c.p.c.
È stato invocato per dedurre omessa pronuncia e nullità della sentenza, ma le doglianze sono state respinte o dichiarate inammissibili quando formulate in modo eterogeneo e confuso.
art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.
È stato richiamato per denunciare violazione di legge, ma non ha condotto all'accoglimento delle censure.
art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c.
È stato evocato per omesso esame di fatti decisivi; la Corte ha rilevato che alcune censure erano inammissibili e altre comunque infondate, anche per il limite del doppio conforme.
Richiamato per omessa pronuncia; la Corte non ha ravvisato un vizio idoneo a cassare la sentenza nei punti decisivi.
L'onere della prova dell'esenzione grava sul contribuente, che deve dimostrare in concreto i requisiti per fruire del beneficio.
art. 1, comma 162, L. 296/2006
Invocato come parametro sulla motivazione degli atti impositivi; la Corte ha ritenuto l'atto sufficientemente motivato.
Norma richiamata a sostegno della censura sulla motivazione dell'avviso; il ricorso è stato respinto.
art. 7, comma 5-bis, d.lgs. 546/1992
Richiamato per la ripartizione/prova nel processo tributario; la Corte ha confermato che l'esenzione va provata dal contribuente.
art. 7, comma 1, lett. i), d.lgs. 504/1992
L'esenzione spetta solo se ricorrono insieme i requisiti soggettivi e oggettivi, con utilizzo diretto dell'immobile e svolgimento di attività non commerciali.
art. 1, comma 1, lett. d), d.m. 200/2012
Richiamato per sostenere che l'attività può risultare dallo statuto o dall'atto costitutivo; la Corte ha però ribadito la necessità del requisito oggettivo concreto.
art. 2 d.lgs. 155/2006
Invocato dalla ricorrente in tema di impresa sociale e attività di utilità sociale; non è stato ritenuto decisivo ai fini dell'IMU nel caso concreto.
art. 87, comma 1, lett. d), TUIR
Richiamato dalla ricorrente per sostenere la non commercialità di taluni investimenti; la Corte non ne ha tratto conseguenze favorevoli alla parte.
Richiamato per descrivere il fondo speciale previdenziale e il vincolo di destinazione degli immobili.
Richiamato quale titolo della trascrizione del vincolo reale di destinazione sugli immobili.
Richiamati per descrivere la trasformazione del soggetto originario nel nuovo ente ricorrente.
Richiamato per sostenere la necessità di notificazione degli atti di modifica della rendita catastale; la Corte non ha accolto la censura sul punto.
Richiamato in relazione all'efficacia del giudicato esterno; la Corte ha escluso il giudicato sulla rendita catastale nel rapporto tra Comune e contribuente.
Indicato come necessario per provare il passaggio in giudicato della sentenza invocata come giudicato esterno.
art. 348-ter, quinto comma, c.p.c.
Richiamato per il limite al ricorso in cassazione sul vizio di motivazione in caso di doppia conforme.
art. 11, comma 2-bis, d.lgs. 504/1992
Richiamato in tema di motivazione degli avvisi ICI/IMU; non impone l'indicazione di tutte le possibili esenzioni astrattamente applicabili.
Richiamato per il regime dell'esenzione degli immobili degli enti non commerciali destinati ad attività svolte con modalità non commerciali.
Richiamato per i requisiti generali dello svolgimento di attività con modalità non commerciali.
Massime di principio
- L'avviso di accertamento tributario è sufficientemente motivato se consente al contribuente di comprendere la pretesa nei suoi elementi essenziali, con indicazione dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche, senza che l'ente debba confutare in anticipo tutte le possibili cause di esenzione.
- Chi invoca un'esenzione IMU deve provare in concreto la sussistenza di tutti i requisiti richiesti dalla legge; la mera natura non commerciale soggettiva dell'ente o la destinazione statutaria dell'immobile non sono, da sole, sufficienti.
- Per l'esenzione prevista per gli enti non commerciali, è necessario che l'immobile sia utilizzato direttamente dall'ente e che l'attività vi si svolga con modalità non commerciali; l'utilizzazione indiretta, anche se collegata a finalità istituzionali o previdenziali, non basta.
- Le norme agevolative e di esenzione fiscale sono di stretta interpretazione e non possono essere estese oltre i casi e le condizioni espressamente previsti dal legislatore.
- La locazione a terzi di un immobile può essere incompatibile con il beneficio esentativo quando interrompa il requisito dell'utilizzazione diretta da parte dell'ente possessore.
- In tema di giudicato esterno, la parte che lo invoca deve dimostrarne l'effettiva formazione con produzione della sentenza munita dell'attestazione di passaggio in giudicato; la semplice allegazione della decisione non è sufficiente.
- Il giudicato sulla rendita catastale non può essere opposto indistintamente all'ente impositore locale se il rapporto sostanziale e processuale rilevante intercorre con l'ufficio catastale competente.
- Nel giudizio di cassazione è inammissibile la mescolanza di censure eterogenee, come la combinazione indistinta di omesso esame di fatti, violazione di legge e vizi motivazionali in un unico motivo confuso.
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