Cassazione Civile, Sentenza n. 21206/2024 del 30/07/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso per cassazione contestava la sentenza della CTR che aveva confermato la condanna di Londei per sanzioni tributarie connesse a operazioni oggettivamente inesistenti (anni 2008-2009, società AKENTANNOS SRL), deducendo: (1) nullità della sentenza per violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato (art.112 c.p.c.); (2) violazioni procedurali e dei principi di oralità, immediatezza e concentrazione per ritardo nella pronuncia dopo tre udienze (artt.34-35 D.Lgs.546/1992 e correlati); (3) omissione di pronuncia circa la non applicabilità della limitazione di responsabilità prevista dall'art.7 d.l. 269/2003 (e art.9 d.lgs.472/1997).
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il motivo principale sul presunto vizio di procedimento relativo ai termini di decisione: la CTR aveva validamente riservato la decisione ai sensi dell'art.35 D.Lgs.546/1992 e il superamento del termine di 30 giorni non comporta automaticamente nullità della sentenza. I restanti motivi (corrispondenza tra chiesto e pronunciato e omessa pronuncia sull'art.7 d.l. 269/2003) sono stati giudicati infondati perché la sentenza impugnata ha affrontato e motivato tutte le questioni di fatto e di diritto, avendo accertato l'esistenza del "gruppo Londei", la natura di "cartiera" di Akentannos e il ruolo di dominus/ amministratore di fatto di Londei, per cui la limitazione di responsabilità prevista dall'art.7 non opera. Condanna del ricorrente alle spese e liquidazione secondo dispositivo; applicazione del doppio contributo unificato.
Norme richiamate
Norma richiamata per la contestazione delle sanzioni; la Corte accerta l'applicabilità delle sanzioni al soggetto ritenuto amministratore di fatto e socio occulto.
D.L. 269/2003 (convertito) art. 7
Norma eccezionale che limita la responsabilità sanzionatoria all'ente solo se il rappresentante ha agito nell'interesse e a beneficio dell'ente; non opera se l'ente è una "cartiera" o fittizia e il rappresentante ha agito per proprio vantaggio.
Richiamata con riguardo alla disciplina delle sanzioni amministrative; la Corte valuta la non applicabilità della limitazione prevista dall'art.7 DM 269/2003 quando ricorra la fittizietà dell'ente.
D.Lgs. 546/1992 artt. 34-35-36
Art.35 (riserva di decisione) consente il rinvio della deliberazione in camera di consiglio sino a 30 giorni: la Corte osserva che la riserva è stata espressamente presa e che il superamento del termine, in sé, non comporta nullità della decisione; art.36 è richiamato con riferimento al contenuto della motivazione.
Codice di procedura civile art. 112
Richiamato dal ricorrente per violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato; la Corte ha ritenuto che la CTR abbia dato risposta a tutti i motivi d'appello, escludendo la nullità invocata.
Codice di procedura civile art. 276
Citato tra le norme processuali alle quali il ricorrente riferiva le presunte violazioni procedurali; la Corte non ha ritenuto sussistente un vizio idoneo ad invalidare la sentenza.
Costituzione artt. 24, 97, 111
Richiamati nei motivi relativi ai principi di giustizia, imparzialità e giusto processo; la Corte ha ritenuto compatibile il comportamento processuale della CTR con tali principi.
Richiamato nel contesto delle deduzioni sulla decadenza e termini di contestazione IVA; la CTR ha esaminato la questione e motivato la propria decisione.
Richiamato in relazione alle contestazioni tributarie; la Corte ha confermato l'accertamento svolto sui flussi documentali e bancari.
D.L. 1/2015 (Legge 208/2015) art. 1 comma 132
Menziionato con riferimento alla disciplina sui termini di decadenza; la CTR ha valutato la ritenuta inapplicabilità della novella rispetto ai fatti di causa.
Richiamato tra le doglianze di impugnazione; la CTR ha considerato e motivato le questioni processuali e di diritto sollevate.
Massime di principio
- Se l'Amministrazione dimostra, anche mediante presunzioni semplici, l'oggettiva inesistenza di operazioni ("missing trader"/operazioni fittizie), l'onere probatorio si sposta sul contribuente che deve provare l'effettiva esistenza delle operazioni.
- La limitazione di responsabilità prevista dall'art.7 d.l. 269/2003 è di carattere eccezionale: non opera quando la società è una "cartiera" o fittizia e il rappresentante/amministratore ha agito per il proprio esclusivo interesse; in tali casi la sanzione può colpire la persona fisica.
- L'accertamento della "fittizietà" della società si fonda su elementi concreti quali assenza di struttura operativa, flussi bancari e documentali incoerenti, ruoli organizzativi riconducibili a un dominus; tali elementi possono giustificare la ricostruzione della responsabilità personale.
- Il superamento del termine di 30 giorni per la decisione dopo una riserva ai sensi dell'art.35 D.Lgs.546/1992 non determina automaticamente la nullità della sentenza: la riserva espressa e la motivazione della CTR sono decisive per l'ammissibilità della decisione.
- In appello e in cassazione è importante che il ricorrente contesti sia gli accertamenti di fatto sia le loro conseguenze giuridiche: se la documentazione e le presunzioni dell'Amministrazione non vengono efficacemente contrastate, la decisione del giudice di merito sarà probabilmente confermata.
- Quando si contesta la responsabilità dell'ente per violazioni tributarie, è fondamentale provare la reale autonomia e l'effettiva operatività dell'ente (locali, personale, attività effettiva) per evitare che il giudice qualifichi la società come cartiera.
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