Cassazione Civile, Ordinanza n. 05797/2026 del 14/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)
La controversia
La controversia riguarda un avviso di accertamento catastale con cui, a seguito di denuncia DOCFA per ampliamento e diversa distribuzione degli spazi interni, un immobile di proprietà della contribuente è stato riclassato da A/2, classe 3, ad A/1 con aumento della rendita. In primo e secondo grado l’atto è stato ritenuto legittimo perché fondato sulla documentazione acquisita, sulle caratteristiche dell’immobile e sul raffronto con unità similari della stessa zona, senza necessità di sopralluogo. In cassazione la contribuente propone cinque motivi: (1) violazione delle norme catastali e vizio motivazionale, sostenendo che il criterio comparativo sarebbe stato applicato solo ad alcune unità e che l’ampliamento non era reale ma solo grafico; contesta inoltre il richiamo a un precedente classamento A/1 non notificato e la qualificazione dell’unità come abitazione signorile; (2) violazione delle norme sul procedimento catastale per l’asserita necessità di un sopralluogo preventivo e per il difetto di motivazione apparente; (3) violazione dello Statuto del contribuente per l’omesso invito a chiarimenti e la lesione dei principi di collaborazione e buona fede; (4) violazione delle norme sul classamento e sull’obbligo di considerare i dati indicati nella denuncia di variazione, ancora con deduzione di motivazione apparente; (5) omesso esame di un fatto decisivo, lamentando che la sentenza avrebbe acriticamente aderito all’accertamento dell’Ufficio. La Corte rileva che i motivi sono in gran parte confusi tra violazione di legge e vizi motivazionali, mirano in realtà a una rivalutazione del merito e, per alcuni profili, sono nuovi o non autosufficienti.
La decisione
La Corte di cassazione rigetta il ricorso. Ritiene inammissibili tutti i motivi perché, in sostanza, sollecitano un nuovo esame del merito e della prova, vietato in sede di legittimità; alcuni profili sono inoltre cumulativi e non autosufficienti, altri riguardano questioni non trattate nella sentenza impugnata o fanno riferimento a un precedente classamento distinto e autonomo rispetto all’atto oggetto di causa. Sul punto del sopralluogo, richiama il principio per cui la revisione della rendita catastale, specie quando il nuovo classamento deriva da denuncia di variazione del contribuente, non richiede visita sopralluogo. Quanto alla motivazione, afferma che quella della sentenza di merito supera il minimo costituzionale e consente il controllo logico-giuridico. Condanna la ricorrente alle spese e dà atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
Norme richiamate
Regio Decreto-legge 13 aprile 1939 n. 652
richiamato tra le norme sul classamento e l’estimo catastale applicate dalla ricorrente a fondamento delle censure
D.P.R. 1 dicembre 1949 n. 1142
richiamato quale disciplina catastale del classamento e della rendita
art. 11, comma 1, D.L. 14 marzo 1988 n. 70 conv. in L. 13 maggio 1988 n. 154
richiamato come norma invocata dalla ricorrente sul procedimento di classamento
art. 3, comma 58, L. 23 dicembre 1996 n. 662
richiamato dalla ricorrente in relazione al precedente classamento e alla procedura catastale
art. 74, L. 21 novembre 2000 n. 342
richiamato per sostenere che gli atti attributivi o modificativi della rendita producono effetti dalla notificazione
art. 1, commi 334-339, L. 30 dicembre 2004 n. 311
richiamato quale base del precedente classamento e della relativa procedura
art. 2, D.L. n. 16/1993 conv. in L. n. 75/1993
richiamato nel secondo motivo per contestare la rettifica della rendita senza sopralluogo
richiamato quale regolamento sulle procedure automatizzate DOCFA e sull’aggiornamento catastale
art. 6, comma 5, L. 27 luglio 2000 n. 212
invocato per l’obbligo dell’Ufficio di richiedere chiarimenti in caso di incertezze rilevanti
art. 10, comma 1, L. 27 luglio 2000 n. 212
invocato per il principio di collaborazione e buona fede nei rapporti tra contribuente e amministrazione
art. 61, D.P.R. 1 dicembre 1949 n. 1142
richiamato nel quarto motivo come norma sul classamento catastale
art. 7, L. 27 luglio 2000 n. 212
richiamato nel quarto motivo nell’ambito dei doveri motivazionali e di trasparenza dell’amministrazione
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
richiamato come parametro del ricorso per violazione o falsa applicazione di legge
art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.
richiamato come parametro del motivo per omesso esame di un fatto decisivo; la Corte ribadisce il significato restrittivo del vizio dopo la riforma del 2012
art. 366, comma 1, n. 4 c.p.c.
richiamato per l’inammissibilità dovuta a mancanza di specificità e autosufficienza
art. 366, comma 1, n. 6 c.p.c.
richiamato in relazione all’onere di indicare compiutamente gli atti e i documenti rilevanti
art. 369, comma 2, n. 4 c.p.c.
richiamato per l’onere di deposito e indicazione degli atti sui quali il ricorso si fonda
art. 111, comma 6, Cost.
richiamato come parametro del minimo costituzionale della motivazione
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115
richiamato per il raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto
L. 24 dicembre 2012 n. 228, art. 1, comma 17
richiamata quale norma che ha introdotto il raddoppio del contributo unificato
Massime di principio
- In sede di legittimità non è consentito trasformare il ricorso per cassazione in un terzo grado di merito: le censure che, pur formalmente dedotte come violazioni di legge, mirano in realtà a ottenere una nuova valutazione dei fatti e delle prove sono inammissibili.
- La denuncia di un vizio di motivazione apparente è ammissibile solo se la sentenza non consente alcun controllo effettivo sul percorso logico-giuridico seguito; se il giudice espone le ragioni della decisione in modo comprensibile e coerente, il sindacato di legittimità non può sostituirsi alla valutazione di merito.
- Nel processo tributario, il nuovo classamento catastale conseguente a denuncia di variazione del contribuente non richiede necessariamente un sopralluogo dell’Ufficio, potendo l’accertamento essere fondato sulla documentazione acquisita e sugli elementi già disponibili.
- Il motivo di ricorso per cassazione deve essere autosufficiente e specifico: la parte deve indicare gli atti e i documenti rilevanti, riportare i passaggi essenziali delle difese precedenti e spiegare dove la questione sia stata dedotta nei gradi di merito.
- Il vizio di cui all’art. 360, n. 5, c.p.c., nella formulazione successiva alla riforma del 2012, riguarda solo l’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, decisivo e discusso tra le parti; non consente di censurare genericamente la motivazione o di riproporre valutazioni già compiute dal giudice di merito.
- In cassazione non possono essere introdotte questioni nuove che richiedano accertamenti di fatto non svolti nei precedenti gradi di giudizio.
- La contestazione riferita a un precedente atto di classamento autonomo e distinto non può essere trasferita automaticamente al giudizio avente ad oggetto un diverso avviso di accertamento catastale.
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