Cassazione Penale, Sentenza n. 47397/2022 del 15/12/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del 17/02/2022 del Tribunale del riesame che, accogliendo l'appello del Pubblico Ministero, aveva esteso la custodia cautelare in carcere anche al capo 6) (concorso in porto abusivo di arma comune da sparo, con soggetto rimasto ignoto). Il ricorrente deduceva tre vizi: 1) illogicità e carenza della motivazione sulla gravità indiziaria; 2) nullità per mancata specifica indicazione delle ragioni che rendono inidonea la custodia domiciliare con controllo a distanza; 3) errata applicazione di legge e mancanza di gravità indiziaria rispetto al reato di porto abusivo di arma, per la mancata identificazione dell'esecutore materiale e perché il reato sarebbe "proprio".
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il terzo motivo, ritenendolo fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente al capo 6) e ha rinviato al Tribunale in funzione di riesame per integrare la motivazione sulla configurabilità del reato contestato all'indagato. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile; il secondo motivo è stato assorbito dalla decisione sul terzo motivo e non è stato deciso separatamente. L'indagato rimane detenuto per gli altri capi di imputazione; la sentenza dispone gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Norme richiamate
Norma che disciplina l'appello al Tribunale in funzione di riesame contro le ordinanze del GIP; qui richiamata come titolo dell'impugnazione con cui il PM aveva ottenuto la modifica della misura cautelare
Principio del concorso di persone nel reato; richiamato in relazione alla contestazione di concorso in porto di arma tra soggetto ignoto e l'indagato quale mandante
Circostanza aggravante (abuso dell'arma/mezzo) evocata nell'incolpazione e nella valutazione della gravità delle condotte
Norma del settore armi/ordinamento (richiamata insieme all'art. 7 della stessa legge) utilizzata nella contestazione del porto di arma comune da sparo
Ulteriore richiamo normativo in materia di armi; utilizzato nel quadro della fattispecie contestata (porto di arma)
R.D. n. 773 del 18/6/1931, art. 38
Norma richiamata sul regime di denuncia/tenuta delle armi e sui soggetti esonerati; la Corte la utilizza per delineare l'obbligo di denuncia dei detentori e le esenzioni per soggetti istituzionali
L. 18 aprile 1975 n. 110, art. 10, comma 6
Norma che fissa limiti e obblighi relativi alle armi comuni da sparo; citata per spiegare il quadro normativo relativo alla denuncia e al numero di armi
d.l. 8 giugno 1992 n. 306, conv. L. 7 agosto 1992 n. 356
Modifica normativa richiamata a complemento della disciplina sulle armi e la denuncia
L. 21 febbraio 1990 n. 36, art. 7
Norma che elenca categorie esonerate dall'obbligo di licenza/denuncia per il porto d'armi (es. magistrati); utilizzata per precisare che l'esonero è tassativo
R.D. 6 maggio 1940 n. 635, art. 73
Richiamato per la disciplina delle esenzioni dalla licenza di porto d'armi e per sottolineare la tassatività dell'elenco degli esentati
art. 292 cod. proc. pen., comma 2, lett. c)
Norma citata dal ricorrente per contestare la mancata specificità della motivazione del Tribunale sulla inidoneità della custodia domiciliare; riguarda i requisiti formali dell'ordinanza cautelare
art. 275 cod. proc. pen., comma 3 (e comma 3-bis)
Richiamata in relazione agli obblighi motivazionali e alla valutazione delle misure cautelari alternative (controllo a distanza)
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limiti dell'impugnazione in cassazione e ambito dei motivi deducibili, richiamato in relazione ai limiti del ricorso
Norma sulla gravità indiziaria; citata dalla Corte per spiegare il livello probatorio richiesto in sede cautelare e i limiti del sindacato di legittimità
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata per gli adempimenti successivi alla declaratoria di annullamento parziale dell'ordinanza (disposizioni pratiche relative alla custodia)
Massime di principio
- La configurabilità del reato di porto abusivo di arma (soprattutto quando il portatore materiale è ignoto) richiede indizi specifici e non può fondarsi su mere congetture o massime di esperienza prive di plausibilità; se manca anche un indizio minimo sull'identità o sul carattere di abusività del porto, la contestazione può essere ritenuta non sufficientemente motivata.
- In materia di misure cautelari, il sindacato della Cassazione è limitato: non può rimettere in discussione valutazioni di merito sull'attendibilità delle prove o sul peso degli indizi, salvo che la motivazione del giudice di merito sia mancante o manifestamente illogica.
- Quando il pubblico ministero ottiene in appello (ex art. 310) la riforma a sfavore dell'indagato, la gravità indiziaria richiesta resta inferiore allo standard del giudizio di merito ma deve comunque essere esposta con motivazione coerente e non contraddittoria; il giudice di riesame non è esente dall'obbligo di fornire argomentazioni fondate e non soltanto ipotetiche.
- Il rigetto di misure alternative meno afflittive (es. arresti domiciliari con controllo a distanza) deve essere motivato specificamente, indicando perché tali misure non garantiscano le esigenze cautelari; motivazioni generiche o apparenti possono essere censurate o assorbite dalla valutazione complessiva.
- Nelle ipotesi in cui vengano richiamate esenzioni o autorizzazioni al porto d'armi (es. titoli istituzionali o autorizzazioni pregresse), il giudice deve considerare la rilevanza di tali elementi nella ricostruzione indiziaria: l'esistenza di una possibile autorizzazione al porto dell'esecutore materiale può incidere sulla configurabilità del reato di porto abusivo e richiede valutazione argomentata.
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