Cassazione Penale, Sentenza n. 47363/2022 del 15/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per deterrizione ai fini di spaccio (eroina e cocaina) ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990. Sono stati articolati tre motivi: 1) vizio per violazione dell'art. 86 d.P.R. n. 309/1990, per omissione di adeguata motivazione sulla destinazione ad uso personale della sostanza; 2) nullità assoluta della sentenza per mancata notifica al difensore della citazione in appello (artt. 178, comma 1, lett. c) e 179, comma 1, c.p.p.); 3) prescrizione del reato, essendo la sentenza d'appello stata pronunciata oltre i termini di prescrizione.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo nella parte in cui la mancata citazione configura una nullità ai sensi degli artt. 178 e 179 c.p.p., ma ha applicato il principio di prevalenza delle cause di estinzione del reato (art. 129 c.p.p.) quando esse siano immediatamente constatabili senza accertamenti di merito. Poiché la prescrizione del reato era intervenuta anteriormente alla sentenza di appello, la Corte ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio per estinzione del reato per prescrizione. Perciò il primo motivo è stato ritenuto superfluo.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 5
Norma applicata per inquadrare il reato di detenzione ai fini di spaccio; la condanna impugnata riguardava questa fattispecie.
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 86
Riferita nella censura difensiva come norma collegata alla distinzione tra uso personale e detenzione ai fini di spaccio; il ricorrente lamentava carenza motivazionale rispetto all'esclusione della destinazione ad uso personale.
Codice di procedura penale, art. 178, comma 1, lett. c)
Norma richiamata per identificare la nullità per mancata citazione dell'imputato; la Corte ha riconosciuto la nullità conseguente all'omessa notifica della citazione in appello.
Codice di procedura penale, art. 179, comma 1
Ulteriore riferimento alla nullità derivante dall'omessa citazione; rilevata come causa di annullamento ma sovrastata dalla causa estintiva quando questa sia accertabile immediatamente.
Codice di procedura penale, art. 129
Principio della immediata declaratoria delle cause di non punibilità: la Corte lo applica per dare prevalenza alla causa estintiva (prescrizione) rispetto alla nullità processuale, quando l'operatività della causa estintiva non richieda accertamenti di merito.
Massime di principio
- Quando in cassazione coesistono una nullità processuale e una causa di estinzione del reato, va data normalmente prevalenza alla causa di estinzione (art. 129 c.p.p.), con annullamento senza rinvio se la estinzione è accertabile senza ulteriori indagini di merito.
- La mancata citazione dell'imputato al difensore costituisce nullità assoluta ai sensi degli artt. 178 e 179 c.p.p., ma questa può diventare irrilevante se nel frattempo il reato si è estinto per prescrizione e tale estinzione è comprovabile in sede di legittimità.
- Se l'accertamento della prescrizione richiede valutazioni di fatto riservate al giudice di merito, la nullità processuale assume rilievo pregiudiziale e impone la rinnovazione del giudizio; viceversa, se la prescrizione è configurabile per ispezione degli atti, prevale l'annullamento per estinzione.
- In casi simili la difesa dovrebbe tempestivamente eccepire la prescrizione e richiedere che il giudice di legittimità verifichi la sua operatività, poiché ciò può determinare l'annullamento senza rinvio.
- La presenza di più motivi di impugnazione non impedisce alla Corte di cassazione di decidere sul punto risolutivo di maggior rilievo (es. estinzione del reato), limitando l'esame degli altri motivi se divenuti irrilevanti.
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