Cassazione Civile, Ordinanza n. 31170/2022 del 21/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (ente impositore)
La controversia
La lite nasce da un avviso di accertamento ICI per l'anno 2007, relativo a un terreno e a due fabbricati ubicati nel territorio comunale, con applicazione di interessi e sanzioni. La contribuente aveva sostenuto che i fabbricati dovessero considerarsi rurali e quindi esenti, e che anche il terreno dovesse beneficiare dell'agevolazione prevista per i terreni agricoli. La Commissione tributaria regionale aveva però rigettato l'appello, rilevando che i fabbricati risultavano catastalmente classificati nelle categorie A/7 e C/6, e non nelle categorie rurali A/6 o D/10, e che per il terreno non era stata provata la qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale né la conduzione diretta. Nel ricorso per cassazione la società ha dedotto, con il primo motivo, violazione di legge sostenendo che la classificazione catastale A/6 o D/10 non sarebbe stata indispensabile per l'esenzione ICI dei fabbricati rurali; con il secondo motivo ha denunciato omesso esame di fatti decisivi, sostenendo che la ruralità dei fabbricati risultasse da documentazione prodotta e che i requisiti per l'agevolazione sul terreno fossero stati dimostrati. Ha inoltre invocato l'efficacia di un preteso giudicato esterno formatosi in altre controversie tra le stesse parti per annualità diverse.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha escluso anzitutto l'efficacia espansiva del preteso giudicato esterno, perché le decisioni richiamate riguardavano annualità diverse e, nel caso dell'anno 2007, la situazione accertata dalla sentenza impugnata era diversa, essendo i fabbricati classificati in catasto come A/7 e C/6. Nel merito ha ribadito che, ai fini dell'esenzione ICI, rileva la classificazione catastale del bene come rurale, con attribuzione della categoria A/6 o D/10, non essendo sufficiente la mera destinazione di fatto né l'autocertificazione se non seguita dal relativo procedimento catastale e dalla conseguente annotazione. Quanto al terreno, ha ritenuto che il ricorso fosse carente di autosufficienza e, comunque, infondato, poiché la contribuente non aveva adeguatamente dimostrato i requisiti soggettivi e oggettivi richiesti dall'art. 9 del d.lgs. n. 504/1992 per l'agevolazione sui terreni agricoli. Il ricorso è stato quindi respinto, con condanna della ricorrente alle spese e con obbligo dell'ulteriore contributo unificato se dovuto.
Norme richiamate
art. 7, comma 2-bis, D.L. 13 maggio 2011 n. 70
convertito, con modificazioni, dalla Legge 12 luglio 2011 n. 106
ha introdotto la facoltà di presentare domanda di variazione catastale per il riconoscimento della ruralità, sulla base di autocertificazione, con effetti retroattivi nei limiti di legge
art. 13, comma 14-bis, D.L. 6 dicembre 2011 n. 201
convertito, con modificazioni, dalla Legge 22 dicembre 2011 n. 214
le domande di variazione catastale producono gli effetti per il riconoscimento della ruralità, fermo restando il classamento originario degli immobili abitativi
art. 2, comma 5-ter, D.L. 31 agosto 2013 n. 102
convertito, con modificazioni, dalla Legge 28 ottobre 2013 n. 124
chiarisce che domanda di variazione e annotazione catastale producono gli effetti per il requisito di ruralità a decorrere dal quinto anno antecedente alla domanda
art. 9, D.L. 30 dicembre 1993 n. 557
convertito, con modificazioni, dalla Legge 26 febbraio 1994 n. 133
indica i requisiti di ruralità dei fabbricati e, per i terreni, i presupposti soggettivi e oggettivi dell'agevolazione
art. 2, comma 1, lett. a, D.Lgs. 30 dicembre 1992 n. 504
richiamato in relazione alla disciplina dell'ICI e all'esenzione per fabbricati rurali
art. 1, comma 2, L. 27 luglio 2000 n. 212
richiamato come norma di interpretazione delle disposizioni tributarie evocata dalla ricorrente e dal giudice
art. 3, comma 14-bis, D.L. 6 dicembre 2011 n. 201
convertito, con modificazioni, dalla Legge 22 dicembre 2011 n. 214
letto in combinazione con la disciplina sulla ruralità catastale e sulle domande di variazione
art. 1, D.M. 26 luglio 2012
stabilisce che i fabbricati rurali sono classificati secondo le regole ordinarie e che il requisito di ruralità è annotato in catasto
art. 58, comma 2, D.Lgs. 15 dicembre 1997 n. 446
richiamato per i requisiti soggettivi relativi ai terreni agricoli agevolati
art. 11, L. 9 gennaio 1963 n. 9
richiamato per l'iscrizione negli appositi elenchi ai fini della qualifica di coltivatore diretto
richiamato per la preclusione derivante dalla c.d. doppia conforme nel giudizio di cassazione
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
base del motivo di ricorso per violazione e falsa applicazione di legge
art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
base del motivo di ricorso per omesso esame di fatto decisivo; il vizio è circoscritto all'omesso esame di un fatto storico decisivo, non alla mera contestazione della valutazione delle prove o delle deduzioni difensive
art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.
impone l'onere di specifica indicazione degli atti e documenti su cui il ricorso si fonda, senza eccessivo formalismo ma con necessaria specificità
art. 369, comma 2, n. 4, c.p.c.
richiamato in relazione all'onere di deposito degli atti e documenti posti a fondamento del ricorso
art. 27, comma 1, D.L. 28 ottobre 2020 n. 137
convertito, con modificazioni, dalla Legge 18 dicembre 2020 n. 176
richiamato solo per le modalità della camera di consiglio da remoto
art. 16, comma 3, D.L. 30 dicembre 2021 n. 228
convertito, con modificazioni, dalla Legge 25 febbraio 2022 n. 15
richiamato solo per la proroga delle modalità di trattazione da remoto
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115
fondamento dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato in caso di rigetto
Massime di principio
- In materia di ICI sui fabbricati rurali, il beneficio fiscale richiede la classificazione catastale del bene nelle categorie previste per la ruralità; la mera destinazione di fatto o l'autocertificazione non sono sufficienti se non si conclude il procedimento catastale con la relativa annotazione.
- Il giudicato esterno in materia tributaria può espandersi oltre il singolo periodo d'imposta solo per fatti o qualificazioni giuridiche aventi carattere tendenzialmente permanente o pluriennale; non opera quando il giudizio successivo riguarda una diversa annualità e una situazione fattuale non coincidente.
- Il motivo di ricorso ex art. 360, n. 5, c.p.c. è ammissibile solo se indica un fatto storico decisivo effettivamente omesso dal giudice, non se mira soltanto a contestare la valutazione delle prove, delle deduzioni difensive o delle questioni giuridiche.
- Nel ricorso per cassazione il principio di autosufficienza impone l'indicazione specifica degli atti e documenti su cui la censura si fonda; l'onere è rispettato se il contenuto rilevante è sintetizzato o trascritto nei passaggi essenziali e se la produzione è individuabile nel fascicolo.
- Per l'agevolazione ICI sui terreni agricoli non basta la mera titolarità del bene: occorre la prova dei requisiti soggettivi del possessore e della conduzione diretta richiesti dalla normativa di settore.
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