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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33369/2024 del 19/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dalla richiesta di pagamento del contributo unificato per un giudizio instaurato al TAR. L'associazione contribuente sosteneva di non dover corrispondere il contributo perché qualificabile come ONLUS e, quindi, esente in base alla disciplina agevolativa richiamata. La CTR aveva rigettato l'appello confermando il primo rigetto. In cassazione l'associazione ha proposto quattro motivi: 1) violazione di norme sulle esenzioni tributarie, sostenendo che l'esenzione dal contributo unificato dovesse estendersi anche ad essa; 2) questione di legittimità costituzionale degli artt. 10 e 13, comma 6-bis, d.P.R. n. 115 del 2002, dell'art. 8 l. n. 266 del 1991 e dell'art. 82 d.lgs. n. 117 del 2017, in relazione agli artt. 24, 53 e 97 Cost.; 3) ulteriore questione di costituzionalità delle stesse disposizioni, anche in relazione a Convenzione di Aarhus, direttiva 2003/4/CE, Carta UE e CEDU; 4) censura relativa al mancato riconoscimento dell'esclusione delle sanzioni per asserita incertezza normativa sull'obbligo di pagamento del contributo.

La decisione

La Corte ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché, secondo giurisprudenza di legittimità già consolidata, le norme agevolative in materia di contributo unificato per ONLUS e associazioni di volontariato sono di stretta interpretazione e non consentono estensioni analogiche o interpretazioni estensive. Ha reputato manifestamente infondate le questioni di costituzionalità, rilevando anche la non pertinenza del richiamo alle norme sull'imposta di bollo e richiamando precedenti che escludono la violazione degli artt. 3, 24, 45, 53, 97 e 113 Cost. Sul terzo motivo ha osservato che l'accesso alla giustizia, nei casi previsti, è garantito dagli strumenti del gratuito patrocinio e non dall'esenzione dal contributo unificato. Quanto al quarto motivo, ha ritenuto che la censura fosse inammissibile nella parte formulata ex art. 360, n. 5, c.p.c. per la doppia conforme e comunque infondata, perché l'incertezza normativa va esclusa quando la giurisprudenza di legittimità è consolidata. La ricorrente è stata condannata alle spese e al raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 27-bis dell'Allegato B al d.P.R. n. 642 del 1972

    Norma agevolativa di stretta interpretazione, non estensibile alle ONLUS ai fini dell'esenzione dal contributo unificato.

  • art. 10 d.P.R. n. 115 del 2002

    Disposizione sulle esenzioni dal contributo unificato; non consente l'esenzione invocata dall'associazione nei termini prospettati.

  • art. 23-bis d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato nel primo motivo come parte del quadro normativo invocato dalla ricorrente.

  • art. 8 l. n. 266 del 1991

    Richiamato quale norma agevolativa; la Corte ribadisce che le esenzioni tributarie sono soggette a interpretazione stretta.

  • art. 13, comma 6-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato nelle questioni di legittimità costituzionale; la Corte nega la fondatezza delle censure.

  • art. 82 d.lgs. n. 117 del 2017

    Richiamato tra le norme oggetto delle censure costituzionali, senza accoglimento delle stesse.

  • art. 10 l. n. 212 del 2000

    Invocato per escludere le sanzioni in presenza di incertezza normativa; la Corte esclude che vi fosse una reale incertezza.

  • art. 16, comma 1, d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato nel quarto motivo in relazione al regime sanzionatorio e al contributo unificato.

  • art. 161-bis d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato nel quarto motivo nel medesimo contesto sanzionatorio.

  • art. 24 Cost.

    Richiamato nelle censure costituzionali; la Corte esclude la violazione perché l'accesso alla giustizia è garantito dagli strumenti di patrocinio a spese dello Stato nei casi previsti.

  • art. 53 Cost.

    Richiamato nelle censure costituzionali; la Corte non ravvisa violazioni nel mancato riconoscimento dell'esenzione dal contributo unificato.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato nelle censure costituzionali; la Corte non accoglie la doglianza.

  • art. 117, primo comma, Cost.

    Richiamato in relazione al parametro interposto del diritto UE e della Convenzione di Aarhus; la Corte lo ritiene inconferente rispetto alle norme di esenzione invocate.

  • art. 6 CEDU

    Richiamato dalla ricorrente, ma ritenuto incongruente ai fini dell'esenzione dal contributo unificato.

  • art. 47 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

    Richiamato dalla ricorrente; la Corte non lo ritiene utile a fondare l'esenzione dal contributo unificato.

  • art. 6 direttiva 2003/4/CE

    Richiamato nel motivo di costituzionalità; non altera il regime del contributo unificato.

  • Convenzione di Aarhus

    Richiamata dalla ricorrente, ma la Corte osserva che la tutela dell'accesso alla giustizia opera tramite il patrocinio a spese dello Stato nei casi previsti.

  • art. 9 Convenzione di Aarhus

    Richiamato indirettamente dalla Corte per affermare che l'accesso alla giustizia si realizza mediante il patrocinio a spese dello Stato.

  • art. 119 d.P.R. n. 115 del 2002

    Norma sul patrocinio a spese dello Stato; la Corte indica che questa è la via per assicurare accesso alla giustizia nei casi previsti.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Usato come base formale del primo motivo per violazione di legge.

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    La Corte rileva l'inammissibilità del motivo per doppia conforme nella parte in cui è formulato come vizio motivazionale.

  • art. 348-ter, comma 5, c.p.c.

    In caso di doppia conforme, il ricorso ex art. 360, n. 5, c.p.c. è inammissibile se non indica ragioni di fatto diverse tra primo e secondo grado.

  • art. 65 r.d. n. 12 del 1941

    Richiamato per affermare che spetta alla Corte di cassazione assicurare l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    La Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 1, comma 17, l. n. 228 del 2012

    Norma che ha inserito il comma 1-quater dell'art. 13 d.P.R. n. 115 del 2002.

Massime di principio

  • Le norme che prevedono esenzioni o agevolazioni tributarie sono di stretta interpretazione e non possono essere estese in via analogica o interpretativa oltre i casi espressamente previsti.
  • Le associazioni di volontariato e gli enti non lucrativi non sono automaticamente esenti dal contributo unificato per le attività giurisdizionali connesse alle finalità statutarie, salvo una previsione normativa espressa.
  • Le questioni di legittimità costituzionale sono manifestamente infondate quando investono disposizioni non pertinenti rispetto alla censura effettivamente formulata o quando la disciplina contestata risulta già scrutinata in senso conforme dalla giurisprudenza costituzionale e di legittimità.
  • Il diritto di accesso alla giustizia non si traduce necessariamente in esenzione dal contributo unificato, potendo essere assicurato, nei casi e alle condizioni previste, dagli istituti del patrocinio a spese dello Stato.
  • In presenza di giurisprudenza di legittimità consolidata, non sussistono obiettive condizioni di incertezza normativa idonee a escludere le sanzioni tributarie; i contrasti nella sola giurisprudenza di merito non sono sufficienti a dimostrare l'incertezza.
  • Nel caso di doppia conforme, il motivo di ricorso ex art. 360, n. 5, c.p.c. è inammissibile se non vengono indicate e confrontate le diverse rationes di fatto poste a base delle due decisioni di merito.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioSpese di liteImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaPrescrizione

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