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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06262/2025 del 09/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia origina da una verifica fiscale svolta su una società industriale per più annualità d’imposta, culminata in un processo verbale di constatazione e in diversi avvisi di accertamento. Nel giudizio relativo a uno di tali avvisi, la società aveva ottenuto ragione in primo grado e in appello. L’Agenzia delle entrate ha quindi proposto ricorso per cassazione articolato in cinque motivi. Con il primo motivo ha dedotto la violazione delle norme sulla determinazione del reddito d’impresa e dell’onere probatorio, sostenendo che la CTR avesse erroneamente escluso l’occultamento di ricavi senza considerare gli indizi valorizzati dall’Ufficio. Con il secondo motivo ha censurato la deducibilità di costi per servizi infragruppo, contestando l’inerenza e la documentazione di un costo di euro 860.000 relativo a un consulente, assumendo che la società non avesse provato il reale apporto del professionista all’attività d’impresa. Con il terzo motivo ha contestato il mancato recupero a tassazione di riserve in sospensione d’imposta non ricostituite a seguito di fusione, assumendo l’erronea applicazione della disciplina dell’art. 172, comma 5, TUIR. Con il quarto motivo ha denunciato la nullità della sentenza per motivazione apparente in tema di accantonamento fiscalmente deducibile per svalutazione crediti. Con il quinto motivo ha lamentato la violazione della norma sanzionatoria per omessa documentazione e registrazione di operazioni non imponibili, motivo che però è rimasto assorbito.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo, ha dichiarato assorbito il quinto, e ha accolto il secondo, il terzo e il quarto motivo. Ha quindi cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado competente, in diversa composizione, anche per le spese. La decisione di merito della CTR è stata dunque annullata limitatamente ai capi censurati e il giudizio dovrà essere riesaminato in sede di rinvio.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In tema di ricorso per cassazione, quando la decisione di merito è sorretta da doppia conforme e il ricorrente non censura la diversità delle ragioni di fatto tra primo e secondo grado, non è consentito sollecitare una nuova valutazione del compendio probatorio: la censura che mira a rivalutare i fatti è inammissibile.
  • Ai fini della deducibilità dei costi d’impresa, il contribuente deve provare l’inerenza del costo all’attività imprenditoriale e la sua concreta destinazione alla produzione del reddito; non è sufficiente un richiamo astratto all’utilità del costo, neppure potenziale o indiretta.
  • Nelle operazioni di fusione, le riserve in sospensione d’imposta iscritte nelle società fuse o incorporate devono essere ricostituite nel bilancio della società incorporante; in difetto, esse concorrono a formare il reddito secondo la disciplina dell’art. 172, comma 5, TUIR.
  • La motivazione della sentenza è solo apparente, e quindi nulla in cassazione, quando non consente di individuare la ratio decidendi o si limita ad adesioni apodittiche prive di effettivo confronto con i motivi di gravame.
  • Nel processo tributario, il giudice deve confrontarsi con i rilievi specificamente dedotti dall’Ufficio o dal contribuente: una risposta meramente assertiva o riproduttiva della decisione di primo grado non assolve l’obbligo di motivazione.
  • rami

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributario
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaNullità

Testo integrale

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