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Cassazione Civile, Ordinanza n. 07807/2025 del 24/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (riscossione)

La controversia

L'agente della riscossione aveva chiesto l'ammissione al passivo fallimentare di un credito di circa 1,9 milioni di euro, in parte privilegiato e in parte chirografario, fondato su due fideiussioni rilasciate da una società cooperativa di garanzia collettiva fidi a favore dell'amministrazione finanziaria nell'interesse di una società associata, a garanzia di debiti fiscali del debitore principale. Il giudice delegato aveva respinto l'insinuazione ritenendo nulle le fideiussioni, perché rilasciate da un confidi minore al di fuori dell'attività consentita. Il tribunale, in opposizione allo stato passivo, aveva invece accolto la domanda, reputando valide le fideiussioni poiché espressamente previste dalla normativa tributaria. Il fallimento ha proposto ricorso per cassazione denunciando violazione degli artt. 106, 107 e 155 T.U.B., sostenendo che la disciplina bancaria e finanziaria prevalesse su quella tributaria e che i confidi minori non potessero rilasciare garanzie in favore dell'erario, con conseguente nullità virtuale delle fideiussioni e insussistenza del credito ammesso al passivo. Nel controricorso è stata anche sollevata eccezione di difetto di legittimazione passiva dell'agente della riscossione, poi respinta.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il motivo unico, richiamando il principio di diritto delle Sezioni Unite secondo cui la fideiussione rilasciata da un confidi minore non è nulla per violazione di norma imperativa, poiché il rilascio di fideiussioni non è attività riservata ai soli intermediari autorizzati e dalle norme limitative non si ricava un divieto assoluto di prestare garanzie diverse da quelle dirette a favorire il finanziamento bancario. La Corte ha quindi confermato, sia pure con diversa motivazione, la correttezza della decisione del tribunale che aveva ammesso il credito al passivo. Ha inoltre respinto l'eccezione di difetto di legittimazione passiva dell'agente della riscossione, richiamando la disciplina per cui l'insinuazione al passivo spetta al concessionario/agente sulla base del ruolo e per conto dell'ente creditore. Spese compensate per sopravvenuto orientamento nomofilattico e dichiarazione della sussistenza dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La fideiussione rilasciata da un confidi minore non è nulla per violazione di norme imperative solo perché il soggetto è iscritto nell'elenco dei confidi minori e non in quello speciale degli intermediari finanziari, mancando una previsione testuale di nullità e non potendosi ricavare un divieto assoluto di prestare garanzie diverse da quelle funzionali al credito bancario.
  • Le limitazioni normative all'attività dei confidi devono essere interpretate in modo non estensivo: esse non incidono sulla capacità generale del soggetto di rilasciare garanzie, salvo specifici divieti espressi.
  • La fideiussione non è un contratto riservato per natura ai soggetti bancari o finanziari; pertanto, in assenza di una riserva di legge o di una nullità espressa, non può affermarsi la nullità del negozio solo perché stipulato da un confidi minore.
  • Quando il debitore fallisce, l'agente della riscossione chiede l'ammissione al passivo sulla base del ruolo e per conto dell'ente creditore, ferma la possibilità di chiamare in causa quest'ultimo per la tutela delle rispettive posizioni processuali.

Come è indicizzato

MaterieLiquidazione giudizialeAccertamentoContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiFallimentare / Crisi d'impresaBancario e finanziarioTributiProcesso civile
IstitutiNullitàOnere della prova

Testo integrale

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