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Sentenza

Sentenza del 21/09/2016 n. 18479 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’Agenzia aveva emesso un avviso di liquidazione recuperando le agevolazioni prima casa, ritenendo l’immobile di lusso perché la sua superficie utile superava i 240 mq. I contribuenti avevano impugnato l’avviso: la Commissione tributaria provinciale di Verona aveva accolto il ricorso, ma la Commissione tributaria regionale aveva riformato la decisione, quantificando la superficie in 336 mq e includendo piscina e area wellness. In Cassazione i contribuenti hanno formulato sei motivi: difetto di motivazione dell’avviso circa le caratteristiche di lusso; violazione dell’onere della prova e contestazione del valore probatorio della stima dell’UTE; vizi di motivazione e uso di documentazione asseritamente tardiva o inattendibile; valutazione incoerente delle risultanze istruttorie e difforme da quella del consulente; errata applicazione del criterio legale di calcolo della superficie utile.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato tutti e sei i motivi. Ha ritenuto adeguatamente motivati gli avvisi, poiché indicavano una superficie utile di 336 mq e contenevano gli elementi necessari alla difesa. Ha inoltre confermato che, per il limite di 240 mq previsto per qualificare l’abitazione come di lusso, sono esclusi soltanto i locali tassativamente indicati dalla disciplina, mentre rileva l’utilizzabilità degli ambienti anche se non abitabili; ha quindi confermato la decisione della CTR e il recupero dell’agevolazione. C.T. e S.M. sono stati condannati in solido alle spese del giudizio di legittimità, liquidate in complessivi 6.000 euro oltre accessori di legge. Decisione assunta l’8 giugno 2016 e depositata il 21 settembre 2016.

Norme richiamate

  • Legge 28 dicembre 1995, n. 549, art. 3, comma 131

    È indicata come base dell’agevolazione prima casa di cui i contribuenti avevano usufruito; la Corte decide la controversia applicando il criterio della superficie utile per stabilire se l’immobile fosse di lusso.

  • D.M. 2 agosto 1969, art. 6

    Questa Corte ha avuto modo di stabilire che l'elencazione dei locali esclusi dal computo dei 240 mq di superficie utile prevista dal D.M. 2 agosto 1969, art. 6 (cantine, soffitte, terrazzi e balconi) è tassativa.

    Dal calcolo della superficie utile possono essere sottratti solo i locali elencati tassativamente dalla norma. La qualificazione non dipende dall’abitabilità formale: rileva anche l’utilizzabilità o la potenzialità abitativa degli ambienti.

  • D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, Tariffa, parte I, art. 1, nota II-bis

    In tema di imposta di registro, ipotecarie o catastali, per stabilire se un'abitazione sia di lusso e, quindi, esclusa dai benefici per l'acquisto della prima casa ai sensi della tariffa 1, art. 1, nota 2 bis, del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, la sua superficie utile - complessivamente superiore a mq. 240 - va calcolata alla stregua del D.M. Lavori Pubblici 2 agosto 1969, n. 1072.

    Per l’agevolazione prima casa, la soglia di 240 mq si verifica applicando il criterio di superficie utile stabilito dal D.M. 2 agosto 1969; il superamento della soglia comporta l’esclusione del beneficio.

  • Legge 11 dicembre 2000, n. 212, art. 7

    La norma è richiamata dai ricorrenti per contestare la motivazione degli avvisi, ma la Corte respinge la censura ritenendo che gli atti contenessero gli elementi necessari per consentire la difesa.

  • Legge 7 agosto 1990, n. 241, art. 3

    La disposizione è invocata dai contribuenti in relazione al difetto di motivazione dell’avviso; la censura è respinta perché l’atto indicava la superficie utile contestata e permetteva di comprendere la ragione del recupero.

  • D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 56

    Richiamato dai ricorrenti a sostegno della contestazione sulla motivazione dell’avviso; la Corte esclude il vizio sulla base del contenuto concreto degli atti impugnati.

  • Codice civile, art. 2697

    I contribuenti sostenevano che l’Ufficio non avesse provato l’assenza dei requisiti per l’agevolazione. La Corte rigetta la doglianza, confermando la valutazione della CTR sulla superficie dell’immobile e sulle risultanze utilizzate.

  • Decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, art. 61

    È invocato contro l’uso di documentazione ritenuta tardiva, ma la relativa censura è respinta insieme agli altri motivi concernenti la valutazione delle prove.

Massime di principio

  • Per verificare il limite di 240 mq ai fini dell’agevolazione prima casa, si applica il criterio del D.M. 2 agosto 1969: sono sottraibili solo le categorie di locali tassativamente escluse, non ulteriori superfici per analogia.
  • Un ambiente può concorrere alla superficie utile anche se non è formalmente abitabile, quando è utilizzabile o presenta una concreta potenzialità abitativa, anche mediante interventi edilizi semplici.
  • L’avviso di liquidazione soddisfa l’esigenza di motivazione quando espone in modo comprensibile il presupposto del recupero e gli elementi essenziali contestati, consentendo al contribuente di difendersi.
  • In Cassazione, le contestazioni sulla ricostruzione della superficie e sulla valutazione delle risultanze di fatto non prevalgono quando la CTR ha motivato la propria conclusione e la decisione trova riscontro negli atti.

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