Sentenza del 19/12/2023 n. 35442 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
Socotherm aveva presentato interpello disapplicativo ex art. 167, comma 5 TUIR per non applicare il regime CFC alla partecipata estera PPSC Industrial Holding SDN BHD, con sede in Paese 'black list'. La società documentava lo svolgimento di effettiva attività commerciale nello Stato estero e un livello di imposizione pari al 28%. L'Agenzia ha negato l'istanza; Socotherm ha impugnato il diniego in Commissione tributaria che le ha dato ragione; l'Agenzia ha proposto appello e poi ricorso per cassazione contestando (i) l'autonoma impugnabilità del provvedimento di diniego d'interpello e (ii) la valutazione in fatto operata dalla CTR, sostenendo che quest'ultima non avrebbe svolto alcun vaglio critico della documentazione e avrebbe omesso di considerare fatti e contestazioni rilevanti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha confermato che il provvedimento di diniego dell'interpello disapplicativo è autonomamente impugnabile e ha ritenuto infondato il primo motivo. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile poiché attacca valutazioni di merito (accertamenti di fatto) già compiute dalla CTR, riverite in questa sede. Pertanto è stato confermato l'accoglimento del ricorso di Socotherm da parte della CTR. L'Agenzia è stata condannata alle spese di cassazione (liquidate in Euro 5.600,00 oltre accessori e rimborso).
Norme richiamate
D.P.R. n. 917/1986 (TUIR) art. 167
Disciplina CFC: prevede l'inclusione dei redditi prodotti da controllate estere nella base imponibile del partecipante residente salvo l'ipotesi di disapplicazione quando la partecipata svolge effettiva attivita commerciale nello Stato estero (comma 5 lett. a)). Nel caso concreto la società ha invocato tale esimente e prodotto documentazione probatoria.
D.P.R. n. 917/1986 (TUIR) art. 168
Norme correlate alla disciplina CFC e relative modalità di imputazione e tassazione dei redditi di partecipazione; citata a supporto dell'assetto normativo oggetto dell'interpello disapplicativo.
D.M. 21 novembre 2001 (black list)
Elenca gli Stati considerati a fiscalità privilegiata (black list). La partecipata PPSC aveva sede in uno di questi Stati, circostanza che attiva le presunzioni CFC salvo prova contraria di effettiva attivita commerciale e adeguata tassazione.
Elenca gli atti impugnabili nel contenzioso tributario. La Corte ha confermato che, pur essendo l'elencazione tassativa, è ammissibile l'impugnazione del diniego d'interpello disapplicativo qualora esso comporti una pretesa tributaria rilevante per il contribuente.
art. 360 c.p.c. comma 1 nn. 3,4,5
Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione (violazione di norme di diritto, vizio di motivazione, omesso esame di fatti decisivi). La Corte ha ritenuto il primo motivo infondato e i rilievi relativi alla valutazione probatoria come impugnazioni di fatto non esperibili in cassazione (inammissibili).
Regola la ripartizione dell'onere della prova. L'Agenzia contestava la valutazione probatoria della CTR e l'asserito mancato rispetto dell'onere della prova, ma la Corte ha ritenuto che la doglianza sollevasse in realtà una diversa valutazione delle prove di merito, non sindacabile in cassazione.
Riconosce interesse ad impugnare ai soggetti la cui situazione giuridica soggettiva è incidere da un atto amministrativo. La Corte ha affermato che il diniego dell'interpello disapplicativo integra una conoscenza di una pretesa tributaria e dunque dà interesse all'impugnazione.
D.P.R. n. 600/1973 art. 37 bis (interpello antielusivo)
Citato nella giurisprudenza di riferimento: precedente orientamento su impugnabilità delle risposte d'interpello antielusivo e principio esteso ai dinieghi d'interpello disapplicativi CFC.
Permette al Pubblico Ministero di depositare memoria; presente nel fascicolo con richiesta di rigetto del ricorso.
D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 art. 13 comma 1 quater
Norma sul contributo unificato; la Corte osserva che non si applica la deroga prevista perchè parte soccombente (Agenzia) è pubblica e difesa dall'Avvocatura dello Stato.
Massime di principio
- Il diniego dell'istanza di interpello disapplicativo CFC è autonoma fonte di interesse impugnabile: il contribuente può ricorrere perché il diniego esprime una pretesa tributaria che incide sulla sua posizione fiscale.
- In tema CFC l'onere probatorio grava sul contribuente che invoca la disapplicazione: deve produrre documenti idonei a dimostrare lo svolgimento di effettiva attività commerciale all'estero e il livello di imposizione effettivo; se ciò è provato il regime CFC può essere disapplicato.
- La Corte di legittimità non riesamina il merito e le valutazioni critiche della prova compiute dal giudice di merito: i rilievi che sollecitano una diversa valutazione delle risultanze istruttorie sono inammissibili in cassazione.
- Quando la controversia concerne valutazioni probatorie complesse (esame documentale sull'effettività dell'attività estera), il contribuente deve costruire un fascicolo probatorio solido in primo grado e appello: le conclusioni dei giudici di merito, se congruamente motivate, sono difficilmente riformabili in sede di legittimità.
- La determinazione dell'adeguatezza del livello di imposizione nello Stato estero (c.d. comparazione con la tassazione italiana) è rilevante per il superamento della presunzione CFC: livelli di tassazione non notevolmente inferiori a quello italiano favoriscono la disapplicazione.
- L'Amministrazione deve articolare censure specifiche e dimostrare dove il giudice di merito avrebbe errato nella valutazione delle prove o avrebbe omesso fatti 'storici' decisivi; la mera rivendicazione di mancato vaglio critico è spesso insufficiente in sede di cassazione.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza tributaria
- Sentenza · 19 dic 2023Sentenza del 19/12/2023 n. 163 - Corte di giustizia tributaria di primo grado di Imperia
- Sentenza · 19 dic 2023Sentenza del 19/12/2023 n. 349 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Friuli Venezia Giulia
- Sentenza · 19 dic 2023Sentenza del 19/12/2023 n. 368 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Molise
- Sentenza · 19 dic 2023Sentenza del 19/12/2023 n. 859 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado dell'Abruzzo
- Sentenza · 19 dic 2023Sentenza del 19/12/2023 n. 35502 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 19 dic 2023Sentenza del 19/12/2023 n. 35518 - Corte di Cassazione
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza tributaria →