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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25437/2021 del 21/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento emesso a seguito di controllo automatizzato su una dichiarazione IVA, con recupero di somme ritenute indebitamente compensate. La società aveva impugnato l’atto davanti al giudice tributario, ottenendo accoglimento in primo grado; in appello la CTR del Lazio aveva respinto il gravame dell’Ufficio, ritenendo che l’erroneo utilizzo in compensazione del credito IVA non avesse arrecato danno all’erario, anche perché, secondo la ricostruzione dell’Ufficio stesso, la contribuente avrebbe potuto regolarizzare l’errore versando la differenza e poi riutilizzarla nei limiti consentiti. L’Agenzia delle Entrate ricorre per cassazione con tre motivi: (1) denuncia violazione degli artt. 34 L. 388/2000 e 8, commi 2 e 3, d.P.R. 542/1999, sostenendo che il superamento del limite annuo alla compensazione rendeva comunque illegittima l’operazione, a prescindere dall’asserita assenza di danno erariale e dalla pretesa natura formale della violazione; (2) denuncia violazione degli artt. 36-bis d.P.R. 600/1973 e 54-bis d.P.R. 633/1972, sostenendo la legittimità del controllo automatizzato e dell’iscrizione a ruolo, perché basati sul mero riscontro cartolare tra dichiarazione e dati in possesso dell’Amministrazione; (3) in via subordinata, denuncia violazione dell’art. 57 d.lgs. 546/1992, contestando la qualificazione come nuova eccezione delle difese dell’Ufficio, ritenendo che si trattasse solo di argomentazioni difensive. La società intimata non svolge difese in cassazione.

La decisione

La Corte accoglie il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, ritiene fondate le censure principali alla luce dei precedenti di legittimità in materia di limite annuale alla compensazione IVA e di legittimità del controllo automatizzato, e cassa la sentenza impugnata con rinvio alla CTR del Lazio in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese. Il terzo motivo viene dichiarato inammissibile per difetto di interesse, poiché il riferimento della CTR alla novità delle eccezioni dell’Ufficio è considerato un mero obiter dictum, mentre la vera ratio decidendi è il rigetto nel merito dell’appello dell’Amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 34 L. 388/2000

    limite massimo dei crediti d'imposta e dei contributi compensabili

    per il periodo applicabile, fissa un limite annuo invalicabile alla compensazione dei crediti fiscali e del debito IVA; il superamento del limite non è consentito neppure nelle liquidazioni periodiche IVA.

  • art. 8, commi 2 e 3, d.P.R. 542/1999

    l’istanza/comunicazione prevista costituisce presupposto per il corretto esercizio della compensazione o per il rimborso del credito IVA; la sua omissione non esclude l’esistenza del credito, ma giustifica le conseguenze sanzionatorie.

  • art. 36-bis d.P.R. 600/1973

    consente il controllo automatizzato e l’iscrizione a ruolo quando la verifica è meramente cartolare, senza valutazioni discrezionali, basata sul riscontro tra dati dichiarati e dati dell’anagrafe tributaria.

  • art. 54-bis d.P.R. 633/1972

    legittima il controllo automatizzato in materia IVA nei casi di verifica documentale e di mero riscontro dei dati dichiarati.

  • art. 57 d.lgs. 546/1992

    la censura dell’Ufficio è inammissibile perché il riferimento del giudice di merito alla novità delle eccezioni era solo incidentale e non decisivo.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    norma processuale richiamata come veicolo delle censure per violazione di legge.

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    norma processuale richiamata come veicolo della censura di nullità della sentenza/procedimento.

  • art. 17 d.lgs. 241/1997

    richiamato come base della compensazione dei crediti fiscali nei limiti fissati dalla legge.

  • art. 13 d.lgs. 471/1997

    l’erronea compensazione in assenza dei presupposti giustifica l’applicazione della sanzione per omesso/ritardato versamento.

Massime di principio

  • In materia di IVA, il limite annuo alla compensazione dei crediti fiscali è un tetto legale invalicabile: non può essere superato nemmeno attraverso le liquidazioni periodiche, sebbene il contribuente conservi il diritto al recupero del credito entro un termine ragionevole.
  • L’utilizzo in compensazione del credito IVA in assenza dei presupposti previsti dalla disciplina di settore non costituisce una mera irregolarità formale, perché determina il mancato versamento del tributo alle scadenze e un ritardo nell’incasso erariale; può quindi essere sanzionato anche se il credito esiste.
  • La dichiarazione o istanza prevista dalla normativa IVA per il rimborso o per la compensazione opera come presupposto del valido esercizio della compensazione stessa; la sua mancanza non elimina il credito, ma impedisce di considerare legittimo l’uso immediato in compensazione.
  • Il controllo automatizzato ex artt. 36-bis d.P.R. 600/1973 e 54-bis d.P.R. 633/1972 è legittimo quando l’iscrizione a ruolo deriva da un riscontro meramente cartolare tra i dati dichiarati e quelli risultanti dagli archivi dell’Amministrazione, senza necessità di un avviso di accertamento e senza valutazioni interpretative.
  • Una censura sul divieto di domande nuove nel processo tributario è inammissibile per carenza di interesse quando il passaggio della sentenza che richiama la novità delle eccezioni sia soltanto incidentale e non sorregga la decisione, mentre la ratio decidendi effettiva sia di merito.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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