Cassazione Civile, Ordinanza n. 24881/2021 del 15/09/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)
La controversia
La lite nasce da un avviso di accertamento relativo all'anno d'imposta 1983 con cui l'Ufficio ha ritenuto esistente, tra i due contribuenti, una società di fatto e ha quindi assoggettato il reddito ai correlati effetti fiscali. I ricorrenti hanno contestato la decisione della Commissione tributaria centrale che aveva confermato gli accertamenti, sostenendo: che il giudice di merito non avrebbe considerato l'esito di un procedimento penale relativo al 1984, definito con sentenza di non luogo a procedere; che la prova della società di fatto sarebbe stata insufficiente, essendosi l'Ufficio fondato solo su indizi generici e sulla cointestazione di conti correnti, senza dimostrare organizzazione di impresa, scopo sociale e attività comune; che per gli anni 1981 e 1982 era stata già esclusa l'esistenza della società di fatto; che i due svolgevano autonomamente la professione di commercialista e, ove avessero voluto svolgere attività lucrativa in forma collettiva, avevano costituito società di capitali; infine, che l'ILOR non sarebbe stata applicabile ai liberi professionisti in assenza di prova di proventi diversi da quelli professionali.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi perché, in materia tributaria, l'esistenza della società di fatto può essere desunta anche da indizi gravi, precisi e concordanti; il giudice di merito aveva adeguatamente valorizzato l'attività comune svolta dai contribuenti, l'uso dei medesimi locali e la contitolarità di più conti correnti, elementi idonei a dimostrare sia l'esteriorizzazione del vincolo sia gli elementi costitutivi della società ex art. 2247 c.c. La Corte ha inoltre escluso rilievo alla sentenza penale richiamata, sia perché riferita a un anno d'imposta diverso, sia per l'autonomia del giudizio tributario rispetto a quello penale. Conseguentemente è rimasta assorbita la doglianza sull'applicabilità dell'ILOR ai professionisti. Nessuna statuizione sulle spese per mancata difesa dell'Agenzia; è stato dato atto dell'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
invocato per denunciare violazione di legge, ma la Corte ritiene infondate le censure
art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.
il vizio motivazionale è ritenuto non correttamente articolato, perché non indica fatti decisivi trascurati
art. 31 d.P.R. n. 600 del 1973
richiamato dai ricorrenti come parametro della censura, ma non valorizzato dalla Corte nei termini prospettati
art. 37 d.P.R. n. 600 del 1973
richiamato dai ricorrenti, senza accoglimento della censura
art. 7, comma 4, d.lgs. n. 546 del 1992
richiamato per evidenziare i limiti probatori del processo tributario e l'ammissibilità delle presunzioni semplici
art. 32 d.P.R. n. 600 del 1973
richiamato dai ricorrenti a sostegno della mancanza di prova dell'Ufficio
assunto come parametro per accertare gli elementi costitutivi della società di fatto: conferimenti, fondo comune, utili e perdite, affectio societatis
richiamato solo per ipotizzare la natura del provvedimento penale, senza effetti sul giudizio tributario
richiamato solo per ipotizzare un'assoluzione penale piena, comunque priva di automatica efficacia nel tributario
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
consente il raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto del ricorso
Massime di principio
- In materia tributaria, l'esistenza di una società di fatto non richiede la sola esteriorizzazione del vincolo verso i terzi, ma può essere desunta da elementi indiziari gravi, precisi e concordanti che rivelino in concreto gli elementi costitutivi del rapporto societario.
- La prova della società di fatto può fondarsi su presunzioni semplici e su manifestazioni comportamentali complessivamente significative, quali attività comune, uso di locali comuni e disponibilità di un fondo comune.
- Il giudice di legittimità non può essere investito di una nuova valutazione del merito delle prove quando il giudice di merito abbia motivato in modo congruo e logico l'accertamento compiuto.
- Nel processo tributario la sentenza penale, anche se irrevocabile e anche se favorevole all'imputato, non produce automatica efficacia vincolante, perché i due giudizi sono autonomi e operano regole probatorie diverse.
- Quando la società di fatto è ritenuta sussistente, viene meno l'interesse a esaminare la censura sull'inapplicabilità del tributo al singolo professionista in quanto tale.
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