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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20616/2022 del 28/06/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (contribuente)

La controversia

La società contribuente aveva impugnato un avviso di accertamento per maggiori IRES, IRAP e IVA e un atto di irrogazione di sanzioni IVA, emessi a seguito di vari rilievi: riporto di perdite fiscali da fusione ritenuto indebito per carenza dei requisiti di vitalità ex art. 172, settimo comma, TUIR; deduzione di costi infragruppo e di sconti/abbuoni non adeguatamente documentati; costi di manutenzione straordinaria ritenuti eccedenti il limite di deducibilità; indebita detrazione IVA; infedele dichiarazione. In cassazione ha dedotto sette motivi: violazione dell'art. 172, settimo comma, TUIR sul test di vitalità e sul riporto perdite; violazione dell'art. 2697 c.c. sull'onere della prova; nullità della sentenza per motivazione apparente ex artt. 36 d.lgs. 546/1992 e 132 c.p.c.; violazione degli artt. 109 TUIR e 19 d.P.R. 633/1972 sulla deducibilità/detraibilità dei costi infragruppo; ulteriori censure sulla mancata giustificazione della percentuale di sconti e abbuoni e sulla qualificazione di alcuni costi come manutenzione straordinaria. Con memoria ha inoltre chiesto l'applicazione dello ius superveniens più favorevole in tema di sanzioni.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondati il primo, il secondo, il terzo, il quarto e il sesto motivo, confermando in linea di principio la legittimità della ripresa sul riporto delle perdite da fusione e dell'impostazione sull'onere della prova e sulla deducibilità dei costi infragruppo. Ha invece accolto il quinto e il settimo motivo, rilevando che la motivazione della sentenza d'appello era apparente, perché priva di un percorso argomentativo percepibile sui punti relativi alla modifica delle percentuali di sconti e abbuoni infragruppo e alla qualificazione dei costi come manutenzione straordinaria. Di conseguenza ha cassato la sentenza impugnata limitatamente ai motivi accolti e anche ai fini della rimodulazione delle sanzioni secondo lo ius superveniens più favorevole, con rinvio alla CTR Lombardia, sezione staccata di Brescia, in diversa composizione, per nuovo esame e per la liquidazione delle spese di legittimità.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel riporto delle perdite in caso di fusione, i limiti posti dal TUIR hanno natura antielusiva e impediscono l'utilizzo di perdite di società prive di reale operatività o utilizzate come mere "bare fiscali"; il contribuente deve dimostrare la sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge.
  • Nelle operazioni infragruppo, la deducibilità dei costi richiede prova dell'effettività del servizio, della concreta utilità per la società che sopporta il costo e della sua adeguata documentazione; contratto e fatture, da soli, non bastano se non consentono di verificare l'inerenza della spesa.
  • Quando il giudice di merito si limita ad affermazioni apodittiche senza indicare il percorso logico, i dati probatori valutati e le ragioni del convincimento, la motivazione è solo apparente e la sentenza è nulla.
  • Se la questione di diritto è stata decisa correttamente, una motivazione insufficiente può essere emendata dalla Corte di cassazione senza cassazione sul punto, ma resta ferma la nullità quando il difetto motivazionale impedisca di individuare la ratio decidendi su questioni fattuali decisive.
  • In sede di legittimità, lo ius superveniens sanzionatorio più favorevole può incidere sulla regolazione delle sanzioni e deve essere valutato dal giudice di rinvio quando la causa sia stata cassata con rinvio.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioRimborsi
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaNullitàGiudicato

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