Cassazione Civile, Sentenza n. 7298/2021 del 16/03/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Veneto che aveva respinto l'appello avverso avvisi di accertamento I.V.A. per gli anni 2004, 2005 e 2006 (con definizione agevolata per 2004 e 2006), nei quali l'Amministrazione aveva ripreso a tassazione operazioni di cessione di bovini ritenute soggettivamente inesistenti e riconducibili a soggetti "cartiere" dediti a frodi IVA; il ricorrente deduce violazioni processuali e di diritto in ordine all'onere della prova, alla valutazione delle prove, alla mancata considerazione di proprie eccezioni e all'applicabilità di sanzioni amministrative in presenza di ipotesi penali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto integralmente il ricorso. Ha ritenuto corretta l'applicazione del principio secondo cui l'Amministrazione deve provare la fittizietà del fornitore e, anche per via presuntiva, la consapevolezza del destinatario circa l'inserimento dell'operazione in una frode IVA; una volta assolto tale onere, grava sul contribuente l'onere di provare di aver adottato la diligenza massima esigibile. Il giudice del merito ha valutato come attendibili gli elementi indiziari che escludevano la buona fede del ricorrente (consapevolezza della natura "cartiera" dei fornitori) e pertanto il gravame è stato respinto. La Cassazione ha inoltre dichiarato inammissibili o prive di interesse diverse doglianze processuali del ricorrente (mancata produzione del processo verbale di constatazione, violazione del principio di non contestazione, ecc.) e ha confermato l'obbligo per il ricorrente al pagamento delle spese processuali e del contributo ex art. 13, comma 1-quater, d.p.r. n. 115/2002.
Norme richiamate
d.p.r. 26 ottobre 1972, n. 633
Richiamate in relazione all'IVA: il giudice ha applicato i principi circa la prova della fittizietà delle operazioni e la responsabilità del destinatario in caso di fatture relative ad operazioni soggettivamente inesistenti
Riferimenti agli oneri della prova: il giudice ha richiamato la distribuzione dell'onere della prova tra Amministrazione e contribuente
d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
Censura della motivazione della CTR ritenuta manifestamente infondata: la Corte ha ritenuto che la CTR avesse esaminato le eccezioni, quindi nessuna nullità per omessa valutazione
artt. 115, 116, 112, 360 c.p.c. (riferimenti motivazionali)
Richiamati in tema di principio di non contestazione, libero convincimento del giudice e limiti della sindacabilità in Cassazione: la valutazione di merito sulle prove è insindacabile salvo vizio di motivazione
d.l. 6 luglio 2011, n. 98, convertito
Contestata la valenza indiziaria dell'adesione a definizione agevolata; la Corte ha ritenuto tali rilievi obiter e non decisivi per la sentenza
d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472
Richiamato in relazione alla qualificazione della gravità delle violazioni amministrative; la Corte ha reputato tali affermazioni ininfluenti rispetto alla ratio decidendi
Eccezione sul principio di specialità (sanzioni penali vs amministrative): la Corte ha osservato che non risultava pendente procedimento penale per gli stessi fatti, per cui l'obiezione non rilevava
art. 13, comma 1-quater (come modificato dalla legge n. 228/2012, art. 1, c. 17)
La Corte ha accertato la sussistenza dei presupposti per l'applicazione del contributo dovuto dal ricorrente in caso di soccombenza
Massime di principio
- In materia di IVA, quando l'Amministrazione contesta operazioni soggettivamente inesistenti l'onere probatorio è duplice: deve dimostrare la fittizietà del fornitore e, anche mediante presunzioni basate su elementi oggettivi, la consapevolezza o la prevedibilità della frode da parte del destinatario.
- Una volta assolto l'onere probatorio dall'Amministrazione, grava sul contribuente l'onere di provare di aver adottato la diligenza massima esigibile per non essere coinvolto nella frode; la regolarità della contabilità o dei pagamenti non è di per sé sufficiente a provare la buona fede.
- La valutazione delle prove e delle inferenze indiziarie è di merito e, salvo vizio di motivazione, non è sindacabile in Cassazione; le doglianze sulla diversa valutazione probatoria sono in gran parte inammissibili se non formulate nei limiti previsti.
- Il principio di non contestazione (art. 115 c.p.c.) può trovare applicazione anche nel processo tributario, ma riguarda aspetti probatori e non vincola il giudice che, sulla base delle risultanze processuali, può escluderne l'esistenza.
- In Cassazione non sono ammissibili questioni nuove non sollevate in appello, salvo rilevabilità d'ufficio; pertanto è essenziale contestare tempestivamente in sede di merito le omissioni probatorie rilevanti.
- L'adesione a strumenti di definizione agevolata o condoni non costituisce automaticamente elemento probatorio decisivo della colpevolezza fiscale del contribuente, e ogni valutazione su tale scelta deve essere circostanziata prima di trarne effetti indiziari rilevanti.
- Le sanzioni amministrative restano applicabili salvo che esista un procedimento penale in corso per gli stessi fatti che imponga il principio di specialità; l'assenza di procedimento penale rende irrilevante l'eccezione di specialità.
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