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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 34289/2021 del 15/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso basato su più censure: 1) difetto di rappresentanza processuale del Comune (contestazione della legittimità della rappresentanza da parte del responsabile dell'Ufficio Tributi autorizzato da delibera di Giunta e delega del Sindaco); 2) omessa valutazione e richiesta di cancellazione di frasi offensive contenute negli scritti difensivi della controparte; 3) violazione dell'art. 89 c.p.c. per omissione di valutazione delle frasi offensive; 4) violazione di legge e omesso esame relativamente alla presunta carenza di motivazione dell'avviso di accertamento; 5) violazione dell'art. 31 legge n. 289/2002 e omesso esame sul carattere edificabile dei terreni e sulla decorrenza dell'obbligo di dichiarazione; 6) violazione dell'art. 112 c.p.c. e omesso esame su fatti decisivi in relazione alla valutazione dei terreni (fasce di rispetto, deprezzamento per depuratore e corretta stima dei valori).

La decisione

Il ricorso è stato rigettato integralmente. La Corte ha ritenuto fondate le ragioni del giudice di merito: la rappresentanza del Comune era valida in base alla normativa tributaria (dirigente dell'Ufficio Tributi o titolare della posizione organizzativa) e l'autorizzazione della Giunta, esibita in giudizio insieme alla delega del Sindaco, è idonea anche se intervenuta dopo l'instaurazione del giudizio; la richiesta di cancellazione di frasi offensive rientra nel potere discrezionale del giudice di merito e la mancata cancellazione non è rimediabile in Cassazione; le doglianze sulla motivazione dell'avviso di accertamento erano inammissibili in Cassazione (critica all'atto impositivo anziché alla sentenza) e il giudice di merito aveva comunque accertato che l'atto conteneva gli elementi previsti dalla legge; quanto all'edificabilità, il tribunale si è basato su accertamenti di fatto e sulla giurisprudenza che desume edificabilità dal PRG anche prima di approvazione regionale, con conseguente infondatezza del motivo; le contestazioni sulle valutazioni estimative dei terreni erano questioni di merito sottratte al sindacato di legittimità e il giudice di merito aveva motivato congruità della stima. Condanna della parte ricorrente alle spese della fase di legittimità, liquidate in euro 2.300,00 per compensi e euro 200,00 per esborsi, oltre oneri di legge, e adempimenti relativi al contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, n. 5, cod. proc. civ.

    Censura sulla mancata indicazione delle ragioni di fatto poste a base della decisione di primo grado e della sentenza di rigetto dell'appello (v. Cass. n. 26774 del 2016)

    Richiesta formale di motivazione circostanziata non è stata ritenuta decisiva; la Cassazione richiama la giurisprudenza sulla necessità di motivazione ma passa comunque all'esame dei singoli motivi

  • art. 11, comma 3, d.lgs. n. 546/1992 (come sostituito dall'art. 3-bis, d.l. n. 44/2005 conv. in l. n. 88/2005)

    Norma che regola la rappresentanza dell'ente locale nel contenzioso tributario davanti alle commissioni tributarie

    Consente all'ente locale di stare in giudizio mediante il Dirigente dell'Ufficio Tributi o, in mancanza, il titolare della posizione organizzativa: l'autorizzazione di Giunta richiesta dallo statuto comunale può essere esibita anche successivamente e ratificare la rappresentanza

  • art. 89, cod. proc. civ.

    Potere del giudice di disporre d'ufficio la cancellazione di frasi ingiuriose negli scritti difensivi

    La cancellazione è rimessa alla discrezionalità del giudice di merito; l'istanza di cancellazione non costituisce motivo autonomo di impugnazione in Cassazione se omesso l'esercizio di tale potere

  • art. 348-ter, cod. proc. civ.

    Richiamato a supporto dell'inammissibilità di alcune doglianze per ragioni procedurali: limita il sindacato in Cassazione su talune materie di merito o su questioni non adeguatamente dedotte in grado precedente

  • art. 7, legge n. 212/2000

    Le delibere comunali non rientrano tra gli atti che devono essere obbligatoriamente allegati ex art. 7, pertanto la loro mancata produzione non costituisce di per sé vizio di procedimento

  • art. 31, legge n. 289/2002

    Norma richiamata in ordine agli obblighi di comunicazione circa l'attribuzione della natura di area fabbricabile: la giurisprudenza specifica che l'inosservanza dell'obbligo di comunicazione non determina automaticamente una sanzione nei confronti dell'Amministrazione se non pregiudica la difesa del contribuente

  • art. 11-quaterdecies, comma 16, d.l. n. 203/2005 (conv. in l. n. 248/2005)

    Interpretazione autentica che, insieme alle disposizioni successive, stabilisce che l'edificabilità ai fini dell'ICI si desume dalla qualificazione nel PRG, indipendentemente dall'approvazione regionale o da strumenti attuativi

  • art. 36, comma 2, d.l. n. 223/2006 (conv. in l. n. 248/2006)

    Contribuisce, insieme ad altre norme, alla disciplina dell'individuazione dell'edificabilità e della base imponibile fondandosi sulla qualificazione urbanistica contenuta nel PRG

  • art. 2, comma 1, lett. b), d.lgs. n. 504/1992

    Riferimento normativo rispetto al quale sono state rese interpretazioni (attraverso norme successive) circa la determinazione della base imponibile per aree edificabili

  • art. 112, cod. proc. civ.

    Principio del libero convincimento del giudice di merito; le critiche a valutazioni estimative e alle valutazioni di fatto sono in genere sottratte al sindacato di legittimità se adeguatamente motivate

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Norma relativa al contributo unificato: la Corte dà atto dell'obbligo per la società ricorrente di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato ai sensi di tale disposizione

Massime di principio

  • La rappresentanza del Comune nei giudizi tributari può essere esercitata dal Dirigente dell'Ufficio Tributi o dal titolare della posizione organizzativa e le autorizzazioni interne (es. delibera di Giunta) possono anche ratificare la rappresentanza se esibite in giudizio, senza necessità di essere rinnovate grado per grado
  • La cancellazione di frasi offensive negli atti processuali è rimessa al potere discrezionale del giudice di merito: l'omesso esercizio di tale potere non costituisce di per sé un motivo valido per la Cassazione
  • Le doglianze dirette all'atto impositivo (avviso di accertamento) invece che alla decisione impugnata sono inammissibili in Cassazione; le questioni di legittimità devono riguardare la sentenza impugnata
  • L'edificabilità ai fini fiscali si desume dalla qualificazione attribuita dal piano regolatore comunale (PRG), indipendentemente dall'approvazione regionale o dagli strumenti attuativi; la mancata comunicazione prevista da norme come l'art. 31 l. 289/2002 non comporta automaticamente l'annullamento dell'accertamento quando la difesa del contribuente non risulta concretamente pregiudicata
  • Le valutazioni estimative dei beni e le valutazioni di fatto compiute dal giudice di merito sono difficilmente sindacabili in Cassazione se adeguatamente motivate: tale sindacato è limitato e la parte deve contestare nel merito davanti ai giudici di merito
  • Molte censure possono risultare inammissibili per ragioni procedurali (es. per carenza di deduzione in grado o per applicabilità di disposizioni che limitano il sindacato in Cassazione), quindi è importante sollevare e documentare compiutamente le questioni nelle fasi di merito

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