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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 34199/2021 del 15/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La Provincia impugnava la sentenza della Corte d'appello di Trento (sez. distaccata di Bolzano) che, nell'opposizione alla stima dell'indennità di esproprio promossa da Oberalp, aveva escluso la legittimazione passiva di B.L.S., determinato l'indennizzo spettante a Oberalp e aveva compensato le spese per un terzo ponendo i residui due terzi a carico della Provincia. La Provincia censurava la liquidazione delle spese, sostenendo che, dovendo farsi riferimento allo scaglione di valore inferiore (fino a euro 260.000), le spese erano state calcolate su uno scaglione superiore e quindi sproporzionate; denunciava violazioni di norme processuali e regolamentari (art. 1 legge 247/2012; art. 5 co. 3 D.M. 10/3/2014 n.55; artt. 99, 112, 10, 13 c.p.c.; art. 29 d.lgs. 150/2011; artt. 91, 92 c.p.c.; ecc.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Provincia. Ha confermato che, nel giudizio di opposizione alla stima dell'indennità di esproprio, si applica il principio della soccombenza (art. 91 c.p.c.) e che la regolazione e la ripartizione delle spese rientrano nel potere discrezionale del giudice di merito, il quale può disporre compensazioni parziali delle spese ai sensi dell'art. 92 c.p.c. (nella formulazione applicabile alla causa introdotta nel 2011), a condizione che la motivazione indichi "gravi ed eccezionali ragioni". La Corte ha ritenuto corretta la motivazione della Corte d'appello che aveva considerato l'esito complessivo della lite (accoglimento limitato alla decurtazione del 25% ma rifiuto sulle altre domande e sul valore di mercato invocato), ha confermato la base di calcolo delle spese sul valore effettivamente attribuito (e non sulla sola domanda prospettata), e ha ammesso la compensazione anche delle spese della consulenza tecnica d'ufficio. La Provincia è stata condannata al pagamento delle spese di cassazione (e ad ulteriori oneri per contributo unificato).

Norme richiamate

  • art. 91 cod. proc. civ.

    Principio della soccombenza: la parte soccombente è tenuta al rimborso delle spese processuali in relazione all'esito oggettivo della lite; la valutazione di chi sia soccombente è rimessa al giudice di merito.

  • art. 92 cod. proc. civ.

    Consente la compensazione totale o parziale delle spese per gravi ed eccezionali ragioni indicate nella motivazione; attribuisce al giudice di merito un ampio potere discrezionale, purché adeguatamente motivato.

  • art. 360, primo comma, n. 3 cod. proc. civ.

    Motivo di cassazione invocato dalla Provincia per violazione di legge; la Corte ha ritenuto il ricorso infondato limitatamente ai profili di legittimità invocati.

  • art. 702 bis cod. proc. civ.

    Richiamato per evidenziare i caratteri procedurali e il contenuto decisorio tipico del giudizio di opposizione alla stima, che il giudice di merito deve considerare nel determinare la portata della decisione e la ripartizione delle spese.

  • art. 15 legge provinciale n. 10/1991

    Norma locale che disciplina l'opposizione alla stima dell'indennità in tema di espropriazione; contesto normativo del procedimento oggetto della lite.

  • legge n. 69/2009 (modifica art. 92 c.p.c.)

    Ha introdotto la clausola che impone la motivazione per la compensazione delle spese per "gravi ed eccezionali ragioni", richiedendo al giudice motivazione specifica per potere compensare.

  • art. 1 legge n. 247/2012

    Norma richiamata dal ricorrente nella doglianza; nel provvedimento di legittimità è indicato che le presunte violazioni delle norme richiamate non sono state accertate e la Corte non ha ritenuto che ne derivasse un vizio idoneo a riformare la decisione di merito.

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115/2002 (come inserito dalla legge n. 228/2012)

    Norma richiamata in relazione al contributo unificato; la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della Provincia dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Nel giudizio di opposizione alla stima dell'indennità di esproprio si applica il criterio della soccombenza globale: la valutazione delle spese deve tenere conto dell'esito complessivo della lite e rientra nel potere discrezionale del giudice di merito.
  • L'art. 92 c.p.c., dopo la modifica, consente la compensazione totale o parziale delle spese solo se il giudice indica in motivazione "gravi ed eccezionali ragioni": la motivazione deve essere specifica e non generica per superare il principio di soccombenza.
  • Le spese per la consulenza tecnica d'ufficio sono oneri processuali suscettibili di compensazione e possono essere compensate anche quando una parte risulti formalmente vittoriosa, trattandosi di un costo dell'interesse generale della giustizia.
  • La Corte di Cassazione controlla la legittimità della ripartizione delle spese solo nei limiti in cui sia violato il principio per cui la parte totalmente vittoriosa non può essere condannata alle spese; la valutazione delle proporzioni della soccombenza resta prerogativa del giudice di merito.
  • Ai fini della liquidazione degli onorari e delle spese il valore da considerare è collegato all'esito (alla somma effettivamente attribuita) quando la domanda è accolta anche parzialmente; se la domanda è respinta, il valore della lite può essere quello richiesto dall'attore.
  • Per evitare contestazioni sulla competenza dello scaglione di valore e sulla liquidazione delle spese, le parti devono documentare e dedurre chiaramente in primo grado e in appello gli elementi sul valore della controversia e le ragioni per l'applicazione di uno scaglione anziché di un altro.

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