Cassazione Civile, Sentenza n. 34210/2021 del 15/11/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugna la sentenza di appello sostenendo, in sintesi: omesso esame di fatti decisivi relativi al concreto esercizio degli impianti e al preuso delle frequenze; inammissibile deferimento a consulenza tecnica d'ufficio (c.t.u.) di accertamenti che gravano sulle parti; violazione dell'onere della prova (art. 2697 c.c.) per presunta adesione acritica della corte alle risultanze della c.t.u.; mancata motivazione comparativa rispetto alla c.t.u. di primo grado; travisamento della prova e omissione di esame su modifiche agli impianti della N.O.R.I. che avrebbero interrotto il preuso; ultra petita per un provvedimento di cessazione delle interferenze ritenuto eccedente la domanda; contestazione della liquidazione degli onorari secondo il d.m. 55/2014.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili o infondati i vari motivi che chiedevano il sindacato di merito sulle valutazioni probatorie e peritali, confermando che la corte d'appello ha correttamente rinnovato e utilizzato la c.t.u. d'appello, ha esaminato documenti e fatti con metodo incrociato e ha provato l'illecito di concorrenza sleale (art. 2598 c.c.) per le diffuse interferenze imputate a Radio Mater. La Corte ha inoltre escluso violazioni di onere della prova, travisamento dei fatti o ultra petita. Ha confermato la liquidazione dei compensi in favore delle controricorrenti. Ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese di lite, liquidate in favore solidale delle controricorrenti in €10.000,00, oltre a €200,00 per esborsi e spese forfetarie nella misura del 15% sui compensi.
Norme richiamate
Norma richiamata per qualificare come illecito di concorrenza sleale le continue e diffuse interferenze sulle frequenze altrui; la corte d'appello ha ritenuto provato l'illecito ai sensi di tale articolo
Regola sull'onere della prova: la Corte ha ricordato che la censura in cassazione è ammissibile solo se riguarda un'errata attribuzione dell'onere della prova, non la valutazione delle prove svolta dal giudice del merito
Norma sulle presunzioni: la Corte ha ritenuto legittima l'apprezzamento per presunzioni semplici purché motivato, e che la valutazione della precisione e concordanza delle circostanze rientra nel giudizio di merito
Limita il sindacato di cassazione alle ipotesi di omesso esame di un fatto decisivo; la Corte ha affermato che non è consentito riaprire in cassazione il merito dei fatti o delle deduzioni difensive già valutate dal giudice di merito
Richiamato dalla ricorrente per contestare la motivazione: la Corte ha ritenuto invece che la motivazione di merito fosse sufficientemente ampia e non meramente apparente
art. 118 disp. att. cod. proc. civ.
Richiamato congiuntamente a art. 132 per contestare la motivazione; la Corte ha ritenuto la motivazione adeguata
artt. 112 e 113 cod. proc. civ.
Principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato: la Corte ha escluso ultra petita, ritenendo che la cessazione delle interferenze rientrasse nel petitum delle controparti
artt. 4-5, art. 5 comma 5 e 6
Regole per la liquidazione dei compensi professionali: la Corte ha confermato la liquidazione nel relativo scaglione per cause di valore indeterminabile, ritenuta adeguata dato l'oggetto e la complessità
art. 12 preleggi
Principi ermeneutici applicati all'interpretazione dei provvedimenti giurisdizionali: la Corte ha usato tali criteri per valutare la portata motivazionale della sentenza impugnata
Massime di principio
- La Corte di cassazione non coltiva in sede di legittimità un riesame libero delle prove o delle conclusioni tecniche del perito: le valutazioni tecniche e i fatti decisivi ricadono nella discrezionalità del giudice di merito, salvo omessa considerazione di un fatto storico decisivo espresso nella sentenza o negli atti
- È legittimo che il giudice d'appello rinnovi una c.t.u. e si formi convincimento sulle risultanze della nuova consulenza, anche se differiscono da quella di primo grado; la motivazione che richiama e condivide le conclusioni della c.t.u. è sufficiente quando la relazione peritale recepisce e replica i rilievi delle parti
- La denuncia di violazione dell'onere della prova ai sensi dell'art. 2697 c.c. è sindacabile in cassazione solo se il giudice ha attribuito l'onere a una parte diversa da quella correttamente onerata, non quando si contesti la valutazione delle prove
- La nozione di travisamento della prova è ora molto circoscritta: non consente un controllo generale sulla valutazione delle prove in cassazione; rimangono invece percorsi adeguati altri rimedi (es. revocazione) in casi limitati
- Il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato vieta provvedimenti manifestamente ultra petita, ma il giudice può disporre misure coerenti con la tutela richiesta dalle parti, come la cessazione delle interferenze quando questa rientri nell'oggetto della domanda
- In controversie di valore indeterminabile il giudice del merito può operare una valutazione discrezionale per la liquidazione dei compensi nel più alto scaglione previsto dal d.m. 55/2014 se la causa è particolarmente complessa o rilevante
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