Sentenza del 16/01/2019 n. 880 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate aveva emesso avvisi di accertamento per recuperare a tassazione IRPEF una plusvalenza non dichiarata derivante dalla vendita di un terreno, in parte edificabile. I contribuenti hanno contestato, tra l'altro, l'assenza di contraddittorio preventivo, il difetto di rappresentanza processuale, la mancata integrazione del contraddittorio con tutti i coobbligati, l'insufficienza della prova dell'edificabilità e della plusvalenza, il superamento dei termini per l'accertamento e la quantificazione della pretesa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto non sussistente un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per l'IRPEF; ha escluso che la successiva ratifica potesse sanare il ricorso originariamente proposto da soggetti privi del potere di rappresentanza, perché la ratifica era intervenuta oltre il termine decadenziale di 60 giorni per impugnare l'accertamento; ha escluso il litisconsorzio necessario tra coobbligati solidali; ha confermato che la cessione di un terreno è idonea a generare una plusvalenza imponibile quando lo strumento urbanistico consenta, anche solo parzialmente e con restrizioni, un'utilizzazione edificatoria. I motivi relativi ai termini dell'accertamento e alla quantificazione della pretesa sono stati dichiarati inammissibili per violazione del principio di autosufficienza e perché miravano a ottenere una nuova valutazione dei fatti. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali, liquidate in 1.800 euro oltre spese prenotate a debito.
Norme richiamate
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 81, oggi art. 67
La norma assoggetta a tassazione la plusvalenza realizzata a seguito di cessione di terreno sul quale lo strumento urbanistico vigente consenta, a qualunque titolo e per qualunque scopo, di edificare.
È sufficiente che il terreno sia suscettibile di edificazione secondo lo strumento urbanistico vigente; non occorre che sia possibile un'edificazione residenziale, né rileva che la possibilità edificatoria sia soggetta a restrizioni o sia strumentale a una destinazione agricola.
Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 12, comma 7
Non introduce, per i tributi non armonizzati come l'IRPEF, un obbligo generalizzato di contraddittorio endoprocedimentale, salvo che tale obbligo sia previsto da una specifica disposizione.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 21
Il ricorso contro l'avviso di accertamento deve essere proposto entro 60 giorni dalla notificazione; la proposizione da parte di un soggetto privo del potere di rappresentanza non impedisce la definitività dell'atto, se la ratifica interviene oltre tale termine.
Codice di procedura civile, art. 182
Il difetto di rappresentanza processuale può essere sanato anche in corso di causa, con efficacia retroattiva, mediante costituzione o ratifica del soggetto legittimato; secondo la disciplina applicabile al caso, la sanatoria non può però pregiudicare decadenze sostanziali già maturate.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 14
Le obbligazioni tributarie solidali tra più contribuenti non determinano, di regola, un litisconsorzio necessario, poiché si tratta di rapporti distinti, sebbene collegati.
Il coobbligato solidale rimasto inerte può, in determinate condizioni, invocare nei confronti dell'Amministrazione il giudicato favorevole ottenuto da un altro coobbligato.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 43
Disciplina i termini entro cui l'Amministrazione finanziaria deve notificare gli avvisi di accertamento; la censura dei contribuenti non è stata esaminata nel merito perché formulata in modo non autosufficiente.
Codice di procedura civile, art. 366, comma 1, n. 6
Il ricorso per Cassazione deve riportare gli elementi necessari per verificare la fondatezza delle censure, senza imporre alla Corte la ricerca del contenuto degli atti nei fascicoli dei precedenti gradi.
Massime di principio
- Per gli accertamenti IRPEF non esiste, in assenza di una specifica previsione normativa, un obbligo generale di contraddittorio preventivo; la mera omissione del contraddittorio non comporta automaticamente la nullità dell'avviso.
- Chi impugna un atto tributario deve dimostrare concretamente quali difese avrebbe potuto svolgere nel contraddittorio e che tali difese non sarebbero state pretestuose, soprattutto nei casi in cui il contraddittorio sia imposto dal diritto europeo.
- La procura o la rappresentanza processuale devono essere valide sin dall'impugnazione oppure ratificate tempestivamente: una ratifica tardiva può non impedire la definitività dell'atto tributario.
- La solidarietà tributaria tra più contribuenti normalmente non impone la partecipazione necessaria di tutti nello stesso processo; ciascun rapporto può essere trattato separatamente.
- Ai fini della tassazione della plusvalenza, un terreno è considerato edificabile anche quando la possibilità di costruire è parziale, condizionata, limitata o riferita a una destinazione diversa da quella residenziale.
- In Cassazione non è sufficiente sostenere genericamente che il giudice abbia valutato male le prove: occorre indicare con precisione gli atti rilevanti e denunciare un effettivo errore di diritto o un vizio motivazionale ammissibile.
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