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Sentenza

Sentenza del 16/01/2019 n. 39 - Comm. Trib. Prov. Salerno

TARI - TARSU - Aree scoperte - Specchio d'acqua - imponibilità - sussistenz.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

È stata riconosciuta l'imponibilità degli specchi d'acqua quando essi costituiscono superfici concretamente utilizzate e idonee a generare rifiuti urbani. Pertanto, ai fini TARSU, il concetto di area scoperta è stato interpretato in senso ampio e non limitato alla sola terraferma.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda l'interpretazione dell'espressione "aree scoperte" ai fini della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani prevista dall'art. 62 del D.lgs. n. 507/1993. La questione è se tale nozione comprenda anche gli specchi d'acqua, oltre alle superfici di terraferma. La sentenza afferma che il presupposto della tassa è collegato all'utilizzo concreto di superfici da parte di una comunità umana che produce rifiuti, senza che rilevi la natura terrestre o acquatica dell'area.

Norme richiamate

  • Art. 62 del D.lgs. n. 507/1993

    La nozione di aree scoperte comprende non soltanto le superfici di terraferma, ma anche gli specchi d'acqua, purché concretamente utilizzati da una comunità umana e idonei alla produzione di rifiuti da smaltire.

Massime di principio

  • Ai fini della TARSU, l'imponibilità dipende principalmente dall'utilizzo concreto della superficie e dalla potenziale produzione di rifiuti, non dalla sua natura fisica.
  • La nozione di area scoperta può comprendere anche superfici acquatiche, quando siano stabilmente o effettivamente fruite, ad esempio per attività produttive, commerciali, ricreative o di servizio.
  • Per contestare l'imposizione non è sufficiente dimostrare che l'area sia uno specchio d'acqua: occorre provare l'assenza di utilizzo rilevante oppure l'assenza, oggettiva o specificamente documentata, di produzione o conferibilità di rifiuti.
  • L'interpretazione deve essere applicata caso per caso, verificando l'effettiva destinazione dell'area, le attività svolte e la concreta possibilità di generare rifiuti urbani.

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