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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37923/2022 del 07/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Napoli che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo del fondo sito in Torre Annunziata e delle opere ivi esistenti (parcheggio a raso e opere pertinenziali) ritenute realizzate in violazione delle norme edilizie e paesaggistiche. Il ricorrente denunciava violazioni di legge e carenza di motivazione in relazione alla sussistenza del fumus commissi delicti (mancanza dei pareri tecnici/regionali e della VAS; presunta illegittimità della variante urbanistica) e del periculum in mora (i lavori risultavano già ultimati e il parcheggio avrebbe anzi ridotto il carico urbanistico). Richiamava inoltre decisioni dei giudici amministrativi (TAR Campania e Consiglio di Stato) che avevano ritenuto legittima la procedura amministrativa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato sotto due profili principali: 1) fumus commissi delicti: la corte ha rilevato errore di diritto nella valutazione della necessità della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), osservando che l'allegato IV, lettera B, richiede la VAS per parcheggi pubblici con capacità superiore a 500 posti; il progetto aveva 91 posti auto e 24 per ciclomotori, quindi la mancata applicazione della VAS non poteva costituire elemento decisivo per il fumus senza una valutazione più completa. 2) periculum in mora: la Corte ha concluso che il Tribunale del riesame non ha adeguatamente motivato l'esistenza di un pericolo attuale e concreto di aggravamento del danno paesaggistico, avendo presumuto il rischio dalla sola esistenza delle opere anziché dimostrando come la disponibilità delle stesse potesse ulteriormente deteriorare il bene. Per tali ragioni l'ordinanza è stata annullata e il procedimento rinviato al Tribunale di Napoli per un nuovo giudizio sul sequestro.

Norme richiamate

  • D.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia)

    art. 44, art. 83, art. 95

    Richiamate nella valutazione della configurabilità dei reati edilizi; la Corte rileva che l'accertamento del fumus non può prescindere da una verifica puntuale della documentazione tecnica e amministrativa relativa alla variante/permessi

  • D.Lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

    art. 181, comma 1-bis; art. 145

    Art. 181 richiamato in riferimento ai reati paesaggistici; la Corte ha richiesto che il periculum e il fumus siano accertati con riferimento all'impatto effettivo sull'ecosistema protetto; art. 145 evocato dalla parte come possibile obbligo di pareri, ma la Corte ha ritenuto necessaria analisi puntuale sulla compatibilità e sui vincoli

  • Codice penale

    art. 479, art. 323, art. 110, art. 81

    Richiamati in relazione ai reati ipotizzati (falsità, abuso d'ufficio ecc.); la Corte sottolinea che la sussistenza del fumus richiede prove e motivazione non meramente astratte

  • Codice di procedura penale

    art. 125, comma 3; art. 324, quinto comma; art. 173 disp. att.

    Art. 125 citato dalla difesa; la Corte ricorda che il ricorso per cassazione contro provvedimenti di sequestro è ammesso per violazione di legge e per vizi motivazionali radicali; l'art. 324 indica la competenza in caso di annullamento con rinvio

  • D.Lgs. 152/2006 (Testo unico ambientale)

    art. 6; Allegato IV, lettera B

    La Corte interpreta l'Allegato IV, lett. B, nel senso che la VAS è prevista per parcheggi pubblici con capacità superiore a 500 posti: atteso che il progetto prevedeva 91 posti auto, l'obbligo di VAS non emergeva automaticamente e la condanna del fumus sulla base della mancata VAS non era giustificata senza ulteriore approfondimento

  • Legge 1150/1942 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli interventi edilizi)

    art. 10; art. 5 (richiamato dalla difesa)

    L'art. 10 è stato interpretato per sostenere che varianti parziali che non incidono sui criteri informatori del piano non sono soggette a preventiva autorizzazione; la Corte ritiene che la variante in questione fosse assimilabile a variante parziale non soggetta ad autorizzazione preventiva e dunque non richiedente determinati pareri

  • Legge regionale Campania n.9/1983

    Richiamata per escludere l'obbligo di ulteriori pareri sul rischio sismico, in quanto il PRG risultava già adeguato alla normativa regionale

  • Legge regionale n.16/2004 (programmazione)

    La procedura amministrativa è stata inquadrata come atto di programmazione (art. 25) e non come variante del PRG soggetta a diverse autorizzazioni; questo ha influito sulla valutazione della necessità di pareri preventivi

Massime di principio

  • Nel giudizio sul sequestro preventivo in materia edilizia/paesaggistica il "fumus" richiede una valutazione puntuale delle risultanze tecniche e amministrative: non è sufficiente la mera astratta configurabilità del reato.
  • La VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e altre verifiche ambientali devono essere applicate secondo le soglie e le condizioni previste dalla normativa di riferimento (es. parcheggi pubblici > 500 posti): prima di fondare un sequestro sulla loro mancata esecuzione occorre accertare che il progetto rientri effettivamente nei casi previsti.
  • Il "periculum in mora" non può essere automatico per le opere già ultimate: bisogna dimostrare che la disponibilità materiale o giuridica delle opere possa ulteriormente aggravare il bene ambientale o paesaggistico.
  • Le decisioni dei giudici amministrativi (TAR, Consiglio di Stato) rilevanti e favorevoli alla legittimità dell'iter amministrativo devono essere tenute in considerazione nel giudizio penale, poiché possono incidere sulla valutazione del fumus.
  • Quando la variante urbanistica è qualificabile come variante parziale che non incide sui criteri informatori del piano, possono essere escluse talune autorizzazioni o pareri preventivi; occorre in ogni caso un'analisi giuridico-tecnica puntuale.
  • In Cassazione i ricorsi avverso provvedimenti di sequestro sono ammessi soprattutto per violazione di legge e per vizi motivazionali gravi: insufficiente o contraddittoria motivazione può determinare l'annullamento e il rinvio per un nuovo esame.

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