Cassazione Penale, Sentenza n. 37922/2022 del 07/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che confermava il sequestro finalizzato alla confisca di €10.698,98 ritenuti profitto dell'indebita percezione del reddito di cittadinanza. La ricorrente proponeva tre motivi: 1) mancato accertamento del dolo relativamente all'omessa indicazione del coniuge separato, deducendo che la separazione di fatto e la diversa residenza escludevano la responsabilità dolosa; 2) errata applicazione dell'art. 7 comma 2 del d.l. n.4/2019 con riferimento alla mancata comunicazione della presenza del figlio sottoposto a misura cautelare, rilevando che la misura cautelare era relativa al reato di cui all'art. 337 c.p., non ricompreso nell'art. 7 comma 3; 3) illegittimità del sequestro perché le somme sequestrate erano retribuzioni lavorative necessarie al mantenimento (minimo vitale) e soggette al limite di pignorabilità previsto dall'art. 545 c.p.c., senza che fosse stato effettuato un accertamento puntuale della natura e degli importi delle somme.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che il Tribunale del Riesame avesse adeguatamente motivato e valutato le risultanze investigative: al momento della presentazione della DSU la ricorrente era ancora sposata (l'omologa della separazione consensuale è intervenuta il 27/11/2019), per cui il coniuge doveva essere computato nel nucleo familiare secondo il D.P.C.M. n.159/2013; la mancata comunicazione della sottoposizione a misura cautelare del figlio rientra tra le "altre informazioni dovute" ai fini di revoca o riduzione del beneficio (art.7 comma 2 d.l. n.4/2019), indipendentemente dal titolo di reato che ha determinato la misura cautelare; la confisca diretta dei profitti del reato è ammissibile anche se il denaro sequestrato proviene in parte da fonti lecite, atteso il principio delle Sezioni Unite (sent. n.42415/2021) sulla natura diretta della confisca del profitto; inoltre l'eccezione circa il minimo vitale e la pignorabilità è stata ritenuta generica e non comprovata con indicazioni specifiche sugli importi salariali. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e la ricorrente condannata alle spese ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
decreto legge n.4 del 2019, art.7 commi 1 e 2
Comma 1 punisce chi, per ottenere indebitamente il reddito di cittadinanza, rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o omette informazioni dovute; comma 2 sanziona l'omessa comunicazione delle variazioni rilevanti ai fini della revoca o riduzione del beneficio (termine 30 giorni). La Corte ha ritenuto che entrambe le ipotesi potessero configurarsi nel caso di specie (omessa indicazione del coniuge al momento della domanda e mancata comunicazione della misura cautelare del figlio sopravvenuta durante l'erogazione).
decreto legge n.4 del 2019, art.2 comma 5
Richiama la disciplina per la determinazione del nucleo familiare in relazione all'ISEE e rimanda al D.P.C.M. n.159/2013; rilevanza temporale della condizione di famiglia al momento della domanda.
D.P.C.M. n.159 del 2013, art.3 comma 3
"quando è stata pronunciata separazione giudiziale o è intervenuta l'omologazione della separazione consensuale ai sensi dell'articolo 711 del codice di procedura civile, ovvero quando è stata ordinata la separazione ai sensi dell'articolo 126 del codice civile"
I coniugi con diversa residenza anagrafica costituiscono nuclei distinti solo in ipotesi tassative (es. separazione giudiziale o omologa della separazione consensuale); la sola separazione di fatto o la diversa dimora non bastano a scindere il nucleo ai fini ISEE/beneficio.
decreto legge n.4 del 2019, art.3 comma 13
"nel caso in cui il nucleo familiare beneficiario abbia tra i suoi componenti soggetti che si trovano in stato detentivo, ovvero sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica, il parametro della scala di equivalenza ... non tiene conto di tali soggetti. La medesima riduzione ... si applica nei casi in cui faccia parte del nucleo familiare un componente sottoposto a misura cautelare o condannato per taluno dei delitti indicati all'articolo 7, comma 3"
La sottoposizione a misura cautelare di un componente incide sul calcolo del beneficio (riduzione), e quindi la mancata comunicazione dello stato detentivo o della misura cautelare è informazione dovuta indipendentemente dal reato che ha causato la misura.
Sezioni Unite, sentenza n.42415 del 27/05/2021
La confisca del denaro che costituisce profitto o prezzo del reato deve essere qualificata come confisca diretta; la natura fungibile del denaro comporta che non sia ostativo alla confisca la prova che la specifica somma ha origine lecita.
Regola l'impugnazione in cassazione delle ordinanze in materia di sequestro: il ricorso è ammesso per violazione di legge o vizi della motivazione così gravi da renderla incomprensibile.
art.321 comma 2 cod. proc. pen.
Norma richiamata dalla difesa in relazione alla disciplina del sequestro; contestata ma non ritenuta violata dalla Corte.
Norma in tema di revoca o simulazione di atti a danno dei creditori, citata dalla difesa in riferimento alla natura delle somme; la Corte ha ritenuto la censura generica e non provata.
Limite di pignorabilità di una quota dei trattamenti retributivi/pensionistici; la difesa invocava questo limite ma non specificò importi/tempi tali da dimostrare la violazione; la Corte ha ritenuto la censura non circostanziata.
Norma che disciplina la condanna alle spese processuali in Cassazione; applicata alla ricorrente per la soccombenza.
decreto-legge n.137 del 2020, art.23 comma 8
Previsione procedurale utilizzata per le conclusioni in udienza da parte del Pubblico Ministero e del difensore.
Massime di principio
- Per determinare il nucleo familiare ai fini del reddito di cittadinanza conta la situazione anagrafica e gli atti formali al momento della presentazione della domanda (l'omologa della separazione rende efficace la separazione ai fini ISEE).
- L'omessa indicazione o la mancata comunicazione di eventi rilevanti per il beneficio (es. sottoposizione a misura cautelare di un componente) può integrare le fattispecie sanzionate dall'art.7 d.l. n.4/2019 sia nel momento genetico che durante l'erogazione del beneficio; l'obbligo informativo è stringente e temporizzato (entro 30 giorni).
- La sottoposizione a misura cautelare rileva ai fini della riduzione del beneficio indipendentemente dal titolo di reato che ha determinato la misura; la norma mira alla trasparenza e alla cooperazione amministrativa.
- La confisca diretta del profitto del reato è compatibile con la presenza contemporanea di somme di origine lecita sullo stesso conto, data la fungibilità del denaro; per contrastarla è necessario un'eccezione fondata e circostanziata, non mere affermazioni generiche sull'origine lecita.
- Le doglianze sull'impignorabilità o sul "minimo vitale" devono essere specifiche e documentate (importi, periodi, natura delle somme) per essere prese in considerazione; formulazioni generiche vengono rigettate.
- In sede di impugnazione di provvedimenti di sequestro preventivo è necessario dimostrare violazioni di legge o vizi motivazionali radicali; l'illogicità della motivazione richiede il motivo specifico previsto dall'art.606 cod. proc. pen.
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