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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22598/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (datore di lavoro)

La controversia

La controversia riguarda un licenziamento per giustificato motivo oggettivo avviato il 19/20 febbraio 2020 e perfezionato il 21 settembre 2020 da una società datrice di lavoro nei confronti di un dipendente. Il lavoratore aveva chiesto la declaratoria di nullità del licenziamento sostenendo che dovesse applicarsi la normativa emergenziale introdotta nel 2020 per fronteggiare l’emergenza pandemica, in particolare la disciplina sulla sospensione dei licenziamenti per g.m.o. La Corte d’appello aveva però ritenuto che tale disciplina non si applicasse ai licenziamenti intimati prima del 23 febbraio 2020. Con il ricorso per cassazione il lavoratore denunciava, ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., la violazione e falsa applicazione dell’art. 46 d.l. 18/2020 conv. in l. 27/2020, dell’art. 80 d.l. 34/2020 conv. in l. 77/2020 e dell’art. 14 d.l. 104/2020 conv. in l. 126/2020, censurando l’interpretazione della corte territoriale circa la non applicabilità delle norme emergenziali ai licenziamenti anteriori al 23 febbraio 2020. La società resistente proponeva ricorso incidentale condizionato, deducendo la violazione dell’art. 6 l. 604/1966, come modificato dall’art. 32 l. 183/2010, per sostenere la decadenza del lavoratore dall’impugnativa del licenziamento.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale del lavoratore, ritenendo corretta la lettura della normativa emergenziale compiuta dai giudici di merito: il divieto/sospensione dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo non è applicabile a un licenziamento avviato il 19/20 febbraio 2020, perché tale fattispecie è anteriore al lasso temporale considerato dal legislatore emergenziale, che inizia dal 23 febbraio 2020. Il ricorso incidentale condizionato della società è stato dichiarato assorbito, poiché la soccombenza del ricorrente principale ha reso superfluo l’esame della questione di decadenza. La Corte ha inoltre condannato il lavoratore alle spese di lite e dato atto dell’obbligo di versamento dell’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Le norme emergenziali in materia di sospensione dei licenziamenti si applicano solo entro il perimetro temporale espressamente individuato dal legislatore; non è consentita un’estensione analogica o interpretativa a fattispecie anteriori a tale perimetro.
  • Quando una disposizione successiva interviene a modificare il regime dei licenziamenti, la sua applicazione va valutata secondo il principio del tempus regit actum, con riferimento al momento in cui il licenziamento è stato intimato o alla sequenza procedimentale rilevante.
  • Se il ricorso principale viene rigettato e il ricorso incidentale è proposto in via condizionata, quest’ultimo resta assorbito e non necessita di esame.
  • La deduzione di una violazione di legge in cassazione deve confrontarsi con l’effettivo ambito temporale e oggettivo della norma invocata, non potendo fondarsi su una lettura che prescinda dal dato testuale e dalla successione delle disposizioni emergenziali.

Come è indicizzato

MaterieLicenziamentoRicorso per cassazione
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieGiustificato motivo
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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