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Cassazione Civile, Ordinanza n. 32407/2023 del 22/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da un decreto ingiuntivo ottenuto da una struttura sanitaria privata, subentrata a una precedente casa di cura, per il pagamento del saldo di prestazioni sanitarie rese in regime di convenzionamento nell'anno 2008 nei confronti dell'azienda sanitaria provinciale. L'azienda sanitaria propose opposizione sostenendo che l'importo richiesto era superiore al budget assegnato alla struttura secondo i criteri fissati da decreti assessoriali e che, quindi, le prestazioni eccedenti il tetto di spesa non fossero integralmente remunerabili. Il Tribunale accolse solo in parte l'opposizione, ma la Corte d'appello riformò la decisione e revocò il decreto ingiuntivo. In cassazione la struttura privata articolò due motivi: con il primo denunciò violazione della disciplina sulla compensazione delle risorse del fondo sanitario nazionale e contestò che nel budget dovessero ricomprendersi anche le prestazioni rese a pazienti di altra regione; con il secondo dedusse violazione della normativa regionale siciliana per mancata allegazione e prova del superamento dell'aggregato di spesa e per l'omesso riconoscimento delle prestazioni in extrabudget.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo, osservando che la Corte d'appello aveva correttamente ricondotto gli abbattimenti al quadro normativo regionale e ai criteri di programmazione del tetto di spesa, includendo nel budget anche le prestazioni rese in regime di assistenza indiretta a pazienti di altra regione. Ha giudicato inammissibile il secondo motivo perché generico, non confrontandosi adeguatamente con la motivazione della sentenza impugnata e non offrendo una specifica prova contraria rispetto ai dati e ai limiti di spesa considerati dall'amministrazione. Il ricorso è stato quindi rigettato con condanna della ricorrente alle spese e con richiamo all'ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel sistema dei rimborsi delle prestazioni sanitarie in regime di accreditamento, i tetti di spesa programmati dalla normativa e dagli atti amministrativi competenti costituiscono un limite strutturale alla remunerabilità delle prestazioni.
  • Le prestazioni sanitarie eccedenti il budget concordato non sono automaticamente remunerabili in assenza di una specifica previsione normativa dei criteri di pagamento delle eccedenze.
  • Nella determinazione del budget possono essere ricomprese anche le prestazioni rese in assistenza indiretta a favore di pazienti di altra regione, se così previsto dal quadro regolatorio applicabile.
  • Una volta fissati i limiti di spesa, la discrezionalità dell'amministrazione cessa e l'operatore privato convenzionato può contestare gli abbattimenti solo allegando e provando specificamente l'erroneità dei dati o la mancata corretta applicazione dei criteri normativi.
  • In sede di legittimità, la censura è inammissibile se si limita a contestazioni generiche sulla prova del superamento del tetto di spesa senza misurarsi con la motivazione della sentenza impugnata e senza indicare elementi contrari specifici.

Come è indicizzato

RamiBancario e finanziarioProcesso civile
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