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Cassazione Civile, Ordinanza n. 14222/2025 del 28/05/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia origina da un avviso di accertamento emesso per l’anno d’imposta 2009 ai fini Ires, Irap e Iva. L’Ufficio aveva contestato, da un lato, l’indeducibilità di costi per servizi resi da una cooperativa, ritenuti privi di certezza, determinabilità e inerenza all’attività d’impresa; dall’altro, l’indeducibilità di provvigioni corrisposte a due soggetti indicati come figli del socio unico. La Commissione tributaria regionale aveva confermato il recupero a tassazione delle provvigioni ma aveva invece riconosciuto la deducibilità dei costi relativi ai servizi della cooperativa. L’Agenzia, con ricorso principale, ha censurato la decisione per violazione delle norme in tema di determinazione del reddito e onere della prova, sostenendo che la mera produzione dei contratti non fosse sufficiente a dimostrare effettività e inerenza dei costi, anche alla luce della genericità delle pattuizioni e dell’estraneità dell’attività della cooperativa rispetto a quella della contribuente. La società ha proposto ricorso incidentale, lamentando che la CTR avesse negato la deducibilità delle provvigioni nonostante conferimenti d’incarico, fatture e altra documentazione attestante gli affari procacciati.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso principale dell’Agenzia delle entrate, ritenendo fondato il motivo relativo alla deducibilità dei costi per servizi della cooperativa, perché la CTR aveva considerato sufficiente la sola produzione dei contratti senza verificare adeguatamente effettività, specificità delle prestazioni e inerenza dei costi. Ha invece dichiarato inammissibile il ricorso incidentale della società, poiché volto a sollecitare una rivalutazione del merito già compiuta dal giudice di appello sulla prova delle provvigioni. La sentenza impugnata è stata quindi cassata limitatamente al motivo accolto e la causa è stata rinviata alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio, sezione staccata di Latina, in diversa composizione, anche per le spese. È stato inoltre dato atto dell’obbligo, a carico della ricorrente incidentale, del versamento dell’ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In materia di imposte dirette e IVA, quando l’Amministrazione contesta la deducibilità o detraibilità di un costo, il contribuente deve provare e documentare in modo specifico l’esistenza del costo, i fatti che lo giustificano e la sua concreta destinazione all’attività d’impresa.
  • L’inerenza non si presume dalla sola esistenza formale del contratto: occorre verificare se il costo sia effettivamente correlato all’esercizio dell’impresa e non a una sfera estranea, sulla base di elementi qualitativi e non meramente quantitativi.
  • Se l’Ufficio contesta la genericità o insufficienza della documentazione, può evidenziare sia la mancanza di elementi dimostrativi forniti dal contribuente sia l’esistenza di circostanze di fatto incompatibili con l’inerenza del costo.
  • La produzione di contratti o di documenti formalmente coerenti non è di per sé sufficiente quando manchino indicazioni concrete su prestazioni eseguite, personale impiegato, tempi, modalità operative e corrispondenza tra importi pattuiti e somme dedotte.
  • In sede di legittimità non è censurabile la valutazione di merito della CTR che, con motivazione congrua, abbia escluso la prova dell’effettività e dell’inerenza dei costi; è invece inammissibile il motivo che miri soltanto a una diversa rivalutazione del materiale istruttorio.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamentoRicorso per cassazione
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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