Sentenza del 18/09/2015 n. 18355 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle entrate contestava la sentenza della CTR del Molise che aveva qualificato come contratti di agenzia, e non di lavoro subordinato, i rapporti tra la società e i soggetti incaricati della commercializzazione e distribuzione dei prodotti lattiero-caseari. Secondo l'Amministrazione, mancavano i requisiti dell'agenzia, in particolare l'autonomia, la stabilità e l'assunzione del rischio d'impresa; di conseguenza, le provvigioni sarebbero state indeducibili ai fini IRAP e l'IVA relativa non detraibile. L'Agenzia sosteneva inoltre che i contratti, anche se formalmente leciti, fossero stati utilizzati abusivamente per conseguire un indebito vantaggio fiscale.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i motivi di ricorso. Quanto alla qualificazione dei rapporti, ha ritenuto che l'Agenzia mirasse sostanzialmente a ottenere una nuova valutazione dei fatti e dei contratti, attività riservata al giudice di merito e non censurabile in cassazione mediante una semplice denuncia di violazione di legge. La CTR aveva motivatamente rilevato l'autonomia organizzativa degli agenti, la stabilità dei rapporti, l'assunzione del rischio economico, la remunerazione variabile e l'assenza di potere direttivo della società. Quanto all'abuso del diritto, la Corte ha rilevato che tale contestazione era stata introdotta tardivamente e senza indicare in modo puntuale le operazioni elusive, le norme aggirate e il vantaggio fiscale indebito; inoltre, l'Agenzia aveva confuso il difetto di inerenza con l'abuso del diritto e non aveva rispettato la disciplina procedurale applicabile. L'Agenzia è stata condannata a rimborsare alla società le spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro 15.500,00 oltre accessori. Non è stato imposto il versamento dell'ulteriore contributo unificato, essendo l'Agenzia delle entrate istituzionalmente esonerata.
Norme richiamate
La qualificazione di un rapporto come contratto di agenzia dipende dalla verifica concreta di elementi quali stabilità dell'incarico, autonomia organizzativa, promozione o conclusione di contratti e assunzione del rischio economico. Nel caso concreto, tali elementi sono stati ritenuti sussistenti.
La subordinazione richiede l'assoggettamento del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore. La CTR ha escluso tale soggezione, ritenendo prevalenti i caratteri dell'autonomia tipici dell'agenzia.
D.P.R. n. 633 del 1972, art. 19
La detrazione IVA è stata ritenuta ammissibile poiché le provvigioni derivavano da operazioni effettivamente inerenti all'attività d'impresa e riferibili a rapporti di agenzia.
D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 11
I costi relativi alle provvigioni sono stati considerati deducibili ai fini IRAP, non essendo stata dimostrata la loro estraneità o non inerenza all'attività della società.
Chi intende far valere l'abuso del diritto deve allegare e provare gli elementi costitutivi della fattispecie, inclusi l'operazione elusiva, la norma aggirata e il vantaggio fiscale indebito. Non è sufficiente una contestazione generica.
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 37-bis
Per l'elusione fiscale relativa alle imposte non armonizzate rilevano le operazioni espressamente individuate dalla norma e la specifica procedura prevista, compresa la richiesta preventiva di chiarimenti al contribuente. La disciplina non può essere ignorata attraverso una generica invocazione dell'abuso del diritto.
La limitazione del ricorso per cassazione in caso di doppia conforme non era applicabile perché l'appello era stato introdotto prima dell'11 settembre 2012.
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater
Non è stato applicato l'ulteriore contributo unificato poiché le amministrazioni dello Stato, comprese le Agenzie fiscali, utilizzano il meccanismo della prenotazione a debito e sono istituzionalmente esonerate dal relativo versamento.
Direttiva CEE n. 86/653
La disciplina europea dell'agenzia commerciale è stata richiamata come coerente con la qualificazione dei rapporti effettuata dalla CTR.
Massime di principio
- La qualificazione di un rapporto come agenzia o lavoro subordinato dipende dalle modalità concrete di svolgimento del rapporto, non soltanto dal nomen iuris utilizzato nei contratti.
- La presenza di autonomia organizzativa, assunzione del rischio economico, compensi variabili collegati alle vendite e assenza di un potere direttivo gerarchico sono indici rilevanti dell'agenzia.
- In cassazione non è normalmente possibile ottenere una nuova valutazione degli elementi di fatto o una diversa interpretazione dei contratti; occorre indicare una specifica violazione delle regole interpretative o un vizio motivazionale nei limiti consentiti.
- L'Amministrazione finanziaria che invoca l'abuso del diritto deve contestare in modo puntuale l'operazione, la norma elusa, il vantaggio fiscale indebito e l'artificiosità della struttura; il mero risparmio d'imposta non è automaticamente illecito.
- Non bisogna confondere l'inerenza dei costi con l'abuso del diritto: l'inerenza riguarda il collegamento del costo all'attività d'impresa, mentre l'abuso richiede un uso distorto di strumenti giuridici per ottenere un vantaggio fiscale contrario alla ratio della normativa.
- La contestazione dell'abuso non può essere introdotta per la prima volta in cassazione mediante una linea difensiva radicalmente diversa da quella sostenuta nei gradi di merito.
- Quando l'Amministrazione non dimostra la simulazione o l'inesistenza dei rapporti e il giudice di merito motiva adeguatamente sulla loro effettività, i relativi costi e l'IVA possono essere riconosciuti fiscalmente.
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