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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10292/2026 del 20/04/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

La controversia riguarda un avviso di accertamento per omesso versamento dell'ICI relativa all'anno 2011, pari a euro 55.554,57 oltre accessori, emesso da un Comune nei confronti di una società che aveva realizzato un fabbricato su un terreno ricevuto in concessione con convenzione del 15 marzo 2007, terreno compreso nel patrimonio indisponibile comunale. La contribuente ha impugnato l'atto sostenendo, in cassazione, che il concessionario di un bene patrimoniale indisponibile non possa essere considerato soggetto passivo ICI se non è proprietario del fabbricato edificato sul suolo concesso. Il ricorso deduceva violazione e falsa applicazione degli artt. 58, comma 1, d.lgs. 446/1997, 18 L. 388/2000, 3, comma 2, d.lgs. 504/1992 e 822 c.c., assumendo che la soggettività passiva non potesse essere estesa al caso di concessione avente natura meramente obbligatoria e riferita a fabbricati realizzati su area del patrimonio indisponibile.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato l'unico motivo di ricorso e ha confermato la decisione di merito che aveva già riconosciuto la soggettività passiva ICI in capo alla società concessionaria. Secondo la Corte, la disciplina dell'ICI, come modificata dall'art. 18, comma 3, L. 388/2000, attribuisce soggettività passiva al concessionario di area demaniale a decorrere dal 2001, senza che occorra verificare se la concessione produca effetti reali o obbligatori; tale regola, per eadem ratio, si applica anche alle concessioni di beni del patrimonio indisponibile, poiché tali beni appartengono alla categoria generale dei beni pubblici e non vi è una sostanziale differenza funzionale rispetto ai beni demaniali. La Corte ha inoltre valorizzato il carattere irrilevante della qualificazione civilistica della convenzione tra le parti, ritenendo che il presupposto impositivo sia il godimento del bene pubblico oggetto di concessione. Il ricorso è stato quindi rigettato; nessuna statuizione sulle spese, poiché il resistente era rimasto intimato, ed è stato dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 58, comma 1, d.lgs. 446/1997

    Richiamato solo come norma indicata nel motivo di ricorso; non risulta dalla decisione una specifica interpretazione autonoma della disposizione.

  • art. 18 L. 388/2000

    Ha modificato con decorrenza dall'1 gennaio 2001 l'art. 3, comma 2, d.lgs. 504/1992, ampliando la soggettività passiva ICI anche al concessionario di area demaniale.

  • art. 3, comma 2, d.lgs. 504/1992

    Nel caso di concessione su aree demaniali soggetto passivo è il concessionario

    La disposizione, come novellata, rende il concessionario soggetto passivo dell'ICI indipendentemente dagli effetti reali o obbligatori della concessione; il presupposto impositivo è il godimento del bene pubblico concesso.

  • art. 822 c.c.

    Richiamato nel motivo insieme alle norme tributarie e utilizzato come riferimento al regime dei beni demaniali, ma senza una lettura autonoma ulteriore rispetto al tema della concessione di beni pubblici.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Norma processuale indicata quale parametro del motivo per violazione o falsa applicazione di legge.

  • art. 9, comma 1, d.lgs. 23/2011

    Nel caso di concessione di aree demaniali, soggetto passivo è il concessionario

    Conferma nella disciplina IMU la medesima scelta normativa già prevista per l'ICI: il concessionario dell'area demaniale è soggetto passivo.

  • art. 1, comma 743, L. 160/2019

    Nel caso di concessione di aree demaniali, il soggetto passivo è il concessionario

    Ribadisce nella nuova IMU la regola della soggettività passiva del concessionario di area demaniale.

  • art. 934 c.c.

    Richiamato per affermare che il fabbricato edificato o edificando su area demaniale resta accessorio al suolo e non muta il fondamento del presupposto impositivo, che rimane il godimento dell'area concessa.

  • art. 952 c.c.

    Richiamato solo nel passaggio che distingue la specifica fattispecie decisa in altra pronuncia sul diritto di superficie/proprietà superficiaria.

  • d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, art. 13, comma 1-quater

    Applicato per dare atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • In materia di ICI e, per continuità interpretativa, di IMU, il concessionario di un'area demaniale è soggetto passivo d'imposta a prescindere dalla qualificazione civilistica della concessione come titolo a effetti reali o obbligatori.
  • La disciplina fiscale sui beni pubblici valorizza il godimento esclusivo e temporaneo del bene concesso come indice di capacità contributiva, rendendo irrilevante la ricostruzione negoziale o provvedimentale del rapporto concessorio.
  • L'estensione della soggettività passiva ai beni del patrimonio indisponibile è giustificata dall'eadem ratio rispetto ai beni demaniali, poiché entrambi appartengono alla categoria dei beni pubblici e non presentano una differenza sostanziale quanto alla funzione esercitata.
  • Quando la legge individua il concessionario come soggetto passivo dell'imposta, non è necessario accertare chi sia proprietario del manufatto edificato sull'area concessa, se il presupposto impositivo resta ancorato alla concessione del bene pubblico.

Come è indicizzato

MaterieRiscossioneContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

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