Cassazione Civile, Ordinanza n. 32062/2024 del 12/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (riscossione)
La controversia
La controversia nasce dall'impugnazione, da parte di un contribuente, di un preavviso di fermo amministrativo e del successivo fermo amministrativo disposto su un veicolo di sua proprietà, emessi in relazione a cartelle esattoriali sottostanti. In primo grado e in appello i ricorsi riuniti sono stati respinti. In cassazione il ricorrente propone quattro motivi: (1) omessa pronuncia sulla efficacia interruttiva delle copie fotostatiche delle relate di notifica delle cartelle prodotte dall'agente della riscossione; (2) violazione delle norme sulla prova documentale e sulla prescrizione, per avere la CTR ritenuto sufficiente documentazione in mera copia fotostatica a dimostrare la notifica delle cartelle e l'interruzione della prescrizione; (3) violazione di giudicato, dell'art. 112 c.p.c. e delle norme sulla prescrizione, per avere la CTR ritenuto definitive le cartelle pur senza prova della loro notifica; (4) omessa pronuncia e violazione del principio di proporzionalità e dell'art. 86 d.P.R. 602/1973, per la pretesa abnormità del fermo rispetto al credito, pari a circa 4.000 euro, a fronte di un veicolo del valore di circa 30.000 euro. Il ricorrente, in memoria, chiede anche di valutare l'applicabilità di una sopravvenienza normativa del 2018, ma la richiesta è ritenuta generica. La Corte affronta preliminarmente anche la costituzione dell'agente della riscossione a mezzo di difensore del libero foro, dichiarandola inammissibile.
La decisione
La Corte rigetta integralmente il ricorso. Ritiene inammissibile la costituzione dell'Agenzia delle entrate riscossione a mezzo di difensore del libero foro. Sul primo motivo afferma che il disconoscimento della conformità all'originale delle copie fotostatiche prodotte dall'agente della riscossione era generico e quindi inefficace; ne consegue che la documentazione in copia poteva essere valorizzata dal giudice di merito per ritenere provata la notifica delle cartelle e l'effetto interruttivo della prescrizione. Da ciò deriva anche l'infondatezza, e l'assorbimento, dei motivi relativi alla prescrizione, alla definitività delle cartelle e al giudicato. Quanto al quarto motivo, la Corte richiama in astratto il principio di proporzionalità nell'azione amministrativa e nella riscossione, ma conclude che nel caso concreto non vi era una sproporzione evidente tra credito e bene sottoposto a fermo, sicché la doglianza è infondata. La richiesta di esaminare una normativa sopravvenuta è dichiarata inammissibile per genericità. Le spese seguono la soccombenza e sono poste a carico del ricorrente.
Norme richiamate
richiamato per le doglianze di omessa pronuncia; la Corte non ravvisa vizi decisivi, perché la questione della prova documentale è comunque infondata e il ricorso viene respinto
richiamato dal ricorrente in tema di riparto dell'onere probatorio; la Corte valorizza però la genericità del disconoscimento della copia e la conseguente utilizzabilità del documento
la copia fotostatica non autenticata si ha per riconosciuta se non è specificamente e tempestivamente disconosciuta; il disconoscimento deve essere chiaro, circostanziato e riferito al documento concreto
richiamato nel motivo relativo alla valutazione della prova documentale; la Corte ritiene corretto l'apprezzamento del giudice di merito sulla base della documentazione prodotta
richiamato nel motivo sulla prova; la Corte non riscontra errori nella valutazione probatoria effettuata dalla CTR
richiamato per l'interruzione della prescrizione; la Corte afferma che la notifica delle cartelle, una volta ritenuta provata, produce effetto interruttivo
richiamato per la dedotta definitività delle cartelle; la Corte ribadisce che, una volta scaduti i termini per impugnare la cartella, non possono essere contestati i vizi dell'atto presupposto mediante impugnazione dell'atto successivo
richiamato per il giudicato sostanziale; la Corte richiama la preclusione a contestare l'atto divenuto definitivo
richiamato nel motivo sulla prescrizione; la Corte non accoglie la doglianza perché la notifica delle cartelle è stata ritenuta provata
richiamato nel motivo sulla prescrizione breve; la Corte osserva che il ricorrente non ha articolato una specifica doglianza sulla prescrizione successiva alla notifica delle cartelle
richiamato per la pretesa conversione della prescrizione breve in decennale; la Corte ricorda che la mancata impugnazione della cartella produce irretrattabilità del credito ma non conversione automatica della prescrizione breve in ordinaria
richiamato nel motivo sul fermo; la Corte tratta la misura come atto funzionale alla riscossione, soggetto a valutazione di proporzionalità in concreto
costituisce la base normativa del fermo amministrativo dei beni mobili registrati; la Corte afferma che la misura deve comunque rispettare il principio di proporzionalità
art. 19, comma 3, D.Lgs. n. 546/1992
il preavviso di fermo che segua un atto impositivo definitivo è sindacabile solo per vizi propri e non per contestazioni relative all'atto presupposto, salvo mancata conoscenza della pretesa prima del preavviso
richiamato per dichiarare inammissibile la richiesta relativa alla normativa sopravvenuta, per difetto di specificità
art. 111, comma 2, Cost.
richiamato per giustificare una decisione nel merito in caso di questione di diritto infondata e priva di ulteriori accertamenti di fatto
interpretato in senso costituzionalmente orientato, consentendo alla Corte di decidere nel merito senza rinvio quando la questione sia infondata e non servano nuovi accertamenti
art. 3 Cost.
richiamato nel motivo sulla sproporzione del fermo; la Corte richiama il principio di ragionevolezza/proporzionalità come canone dell'azione amministrativa
art. 42 Cost.
richiamato nel motivo sul fermo; la Corte non fonda su tale parametro una illegittimità della misura nel caso concreto
art. 53 Cost.
richiamato nel motivo sul fermo; evocato in relazione al bilanciamento tra pretesa erariale e sacrificio del debitore
art. 97 Cost.
richiamato nel motivo sul fermo; la Corte collega l'azione amministrativa ai principi di ragionevolezza e proporzionalità
art. 5 TUE
richiamato per affermare che i principi di ragionevolezza e proporzionalità sono immanenti anche nel diritto dell'Unione europea
art. 1 Statuto del contribuente
qualificato come norma che rende i principi ivi contenuti criteri di interpretazione della legislazione tributaria e principi generali dell'ordinamento tributario
art. 10-ter Statuto del contribuente
richiamato come espressa codificazione del principio di proporzionalità nel procedimento tributario, anche in relazione alle misure di contrasto all'evasione e alle sanzioni tributarie
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
richiamato nel dispositivo per i presupposti del contributo unificato aggiuntivo
Cass. S.U. n. 30008/2019
richiamata per dichiarare inammissibile la costituzione in giudizio dell'agente della riscossione mediante difensore del libero foro
Cass. n. 16171/2017
richiamata sul potere della Corte di decidere nel merito una questione di diritto infondata evitando il rinvio
Cass. n. 2313/2010
richiamata sul medesimo principio di economia processuale e decisione nel merito
Cass. n. 24841/2020
richiamata sul disconoscimento specifico e tempestivo della copia fotostatica
Cass. n. 882/2018
richiamata sul regime probatorio delle copie fotostatiche
Cass. n. 4053/2018
richiamata sul regime probatorio delle copie fotostatiche
Cass. n. 28096/2009
richiamata per affermare che non bastano contestazioni generiche o formule di stile per il disconoscimento
Cass. n. 7775/2014
richiamata per l'esigenza di contestazione chiara e circostanziata del documento in copia
Cass. n. 29993/2017
richiamata per la necessità di specificità del disconoscimento
Cass. n. 1991/2006
richiamata sul carattere specifico e successivo del disconoscimento
Cass. n. 25292/2018
richiamata per affermare che il disconoscimento della copia non vincola in assoluto il giudice, il quale può accertarne la conformità con altri mezzi di prova
Cass. n. 23426/2020
richiamata come precedente che esemplifica le modalità corrette di disconoscimento della copia
Cass. n. 21338/2022
richiamata in continuità sul disconoscimento della copia fotostatica
Cass. n. 10326/2014
richiamata per escludere un onere dell'agente della riscossione di esibire in giudizio la copia integrale delle cartelle
Cass. n. 19010/2019
richiamata per il principio secondo cui, una volta notificata regolarmente la cartella, non si possono far valere contro l'atto successivo i vizi dell'atto presupposto divenuto definitivo
Cass. n. 3005/2020
richiamata per ribadire che le eccezioni relative ad atti impositivi definitivi sono precluse nei confronti dell'atto successivo
Cass. n. 16641/2011
richiamata sulla sindacabilità del preavviso di fermo solo per vizi propri
Cass. n. 8704/2013
richiamata sulla limitazione delle censure avverso l'atto successivo ai soli vizi propri
Cass. S.U. n. 23397/2016
richiamata per escludere la conversione del termine di prescrizione breve in quello ordinario per effetto della definitività della cartella
Cass. n. 5060/2016
richiamata sul medesimo punto della prescrizione e della mancata conversione ex art. 2953 c.c.
Cass. n. 22018/2017
richiamata come precedente contrario sulla irrilevanza della sproporzione tra valore del bene e importo del credito ai fini del fermo; la Corte ne richiama l'orientamento ma sviluppa un diverso rilievo di proporzionalità, senza però accogliere il motivo nel caso concreto
Corte cost. n. 467/1991
richiamata per affermare la rilevanza costituzionale del principio di ragionevolezza e proporzionalità
Corte di giustizia UE, 8 marzo 2022, C-205/20
richiamata per ribadire che proporzionalità e ragionevolezza sono principi generali del diritto dell'Unione europea
Massime di principio
- La copia fotostatica non autenticata di un documento può essere utilizzata come prova se la parte contro cui è prodotta non la disconosce in modo specifico, chiaro, circostanziato e tempestivo; non bastano contestazioni generiche o formule di stile.
- Il disconoscimento della conformità all'originale di una copia documentale, ai sensi dell'art. 2719 c.c., non produce gli effetti preclusivi del disconoscimento della scrittura privata ex art. 215 c.p.c.: il giudice può comunque valutarne la conformità e la sua efficacia probatoria anche mediante altri elementi di prova.
- Una volta ritenuta provata la regolare notifica della cartella esattoriale, il contribuente non può far valere, impugnando il successivo preavviso di fermo o il fermo, i vizi dell'atto presupposto divenuto definitivo; il sindacato sull'atto successivo resta limitato ai vizi propri, salvo che la pretesa sia stata conosciuta solo con quell'atto.
- La definitività della cartella per mancata impugnazione determina l'irretrattabilità del credito, ma non comporta automaticamente la conversione della prescrizione breve nel termine decennale di cui all'art. 2953 c.c.
- Nel fermo amministrativo dei beni mobili registrati, il principio di proporzionalità è rilevante come criterio di legittimità dell'azione amministrativa, ma la misura non è illegittima per il solo fatto che il valore del bene superi il credito, occorrendo una sproporzione concreta e manifesta tale da tradursi in arbitrio.
- La Corte può evitare la cassazione con rinvio e decidere nel merito quando l'omessa pronuncia investa una questione di diritto che risulti infondata e non richieda ulteriori accertamenti di fatto, in nome dell'economia processuale e della ragionevole durata del processo.
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