Sentenza del 15/07/2020 n. 14998 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione di avvisi di accertamento e di una cartella esattoriale relativi all'IVA 2005-2006: l'Ufficio aveva recuperato l'IVA ritenendo soggettivamente inesistenti le operazioni relative ai lavori di ammodernamento di un centro natatorio (eseguiti da una societa' 'cartiera') e aveva considerato imponibili contributi comunali 'a fondo perduto' come corrispettivi per prestazioni di gestione; inoltre l'Ufficio aveva negato la possibilita' di ammortamento dell'impianto perche' costruito su terreno comunale con diritto di superficie trentennale della Cooperativa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale della Cooperativa e anche il ricorso incidentale dell'Ufficio, confermando nella sostanza gli accertamenti della Commissione Regionale che avevano ritenuto soggettivamente inesistenti molte delle operazioni e, pertanto, legittimo il recupero dell'IVA; ha pero' rilevato l'omessa pronuncia della Regionale su uno dei contributi comunali non esaminati dall'organo di merito e ha confermato l'annullamento dell'accertamento quanto al contributo di un altro Comune, ritenuto finanziamento a fondo perduto non imponibile. Le spese sono compensate integralmente.
Norme richiamate
art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3,4,5
Usata per valutare i motivi di cassazione relativi a violazioni di norme, errori in iudicando e vizi di motivazione. La Corte ha ritenuto molte censure inammissibili per difetto di autosufficienza o perche' attaccavano apprezzamenti di merito non sindacabili in Cassazione.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 37-bis, comma 4
La norma sul preventivo contraddittorio antielusivo e' stata considerata non applicabile nella fattispecie in quanto l'Ufficio aveva fondato l'accertamento su un'ipotesi diversa (operazioni soggettivamente inesistenti), quindi l'eccezione della Cooperativa e' stata implicitamente respinta.
Direttiva VI CE (sesta direttiva UE)
Richiamata dalla parte per questioni di diritto dell'IVA; tuttavia le censure che attaccano la valutazione di fatto sulle prestazioni sono state ritenute inammissibili in Cassazione.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, artt. 21 e 54
Norme sull'emissione delle fatture e sul diritto alla detrazione IVA. La Corte ha osservato che la regolarita' formale delle fatture e dei pagamenti non basta a dimostrare l'inesistenza della frode o la diligenza del cedente quando esistono indici gravi che fanno ritenere l'interposizione di societa' 'cartiere'.
Richiamato dalla Cooperativa per la prova documentale: la Corte ha comunque ritenuto insufficiente la prova documentale non riprodotta e non valutabile nel giudizio di legittimità.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 36
Richiamato dall'Ufficio nel ricorso incidentale per censurare omissioni della Regionale. La Corte ha ritenuto inammissibile la censura che contestava valutazioni di fatto sulla natura dei contributi.
Norma sul sindacato della Corte sulle questioni non decise: la Cassazione ha osservato che la Regionale ha omesso di pronunciarsi su un contributo comunale e che tale censura sarebbe stata in termini di omessa pronuncia.
Richiamato per la possibilita' della Corte di correggere o integrare l'errata motivazione in diritto quando l'interpretazione normativa e' corretta.
D.P.R. 26 marzo 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater
Norma richiamata nel dispositivo sulla esistenza dei presupposti per l'eventuale versamento di un ulteriore contributo unificato da parte del ricorrente.
Massime di principio
- Quando l'Amministrazione fiscale contesta operazioni come "soggettivamente inesistenti" puo' basarsi su indici presuntivi concreti (assenza di struttura imprenditoriale del fornitore, omessi versamenti d'imposta, interposizione di 'cartiere', collegamenti societari/familiari) che, se gravi, precisi e concordanti, possono legittimare il recupero dell'IVA anche in presenza di fatture e pagamenti formali.
- La regolarita' formale della documentazione (fatture, ricevute di pagamento) non esclude automaticamente la frode: il contribuente deve dimostrare la diligenza adottata per evitare di partecipare alla frode e, in Cassazione, deve allegare e riprodurre i documenti necessari per l'apprezzamento della prova.
- Se l'Ufficio invoca un accertamento antielusivo che richiede il contraddittorio preventivo, la sua mancata instaurazione puo' essere rilevante soltanto se l'accertamento e' effettivamente fondato su quell'ipotesi: se l'accertamento si basa su una diversa fattispecie (es. operazioni inesistenti), l'eccezione antielusiva perde rilevanza.
- La qualificazione dei contributi comunali (fondo perduto vs corrispettivo) dipende dalla sostanza economica: se si tratta di un finanziamento senza corrispettivo e finalizzato a sostenere la costruzione/ristutturazione, e' normalmente non imponibile; se e' effettivamente corrispettivo per una prestazione deve essere assoggettato a IVA. La valutazione e' essenzialmente di fatto e richiede accertamenti probatori concreti.
- In appello e in Cassazione le censure che attaccano la mera valutazione delle prove di fatto sono spesso inammissibili o destinate a fallire: chi impugna deve proporre censure di diritto ben fondate e documentazione riprodotta per la verifica.
- Se il giudice di merito omette di pronunciarsi su una domanda, la censura corretta e' quella di omessa pronuncia; se invece manca una motivazione formale ma il risultato e' conforme al diritto, la Corte di legittimita' puo' integrare o correggere la motivazione ai sensi dell'art. 384 c.p.c.
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