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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28439/2023 del 12/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento IMU per l’anno 2012 emesso da un comune e impugnato dalla società contribuente. Il ricorso per cassazione era affidato a tre motivi: con il primo si denunciava la violazione delle regole sull’effetto devolutivo dell’appello e dell’art. 53 del d.lgs. n. 546 del 1992, sostenendo che la commissione regionale avesse erroneamente dichiarato inammissibile l’appello per aspecificità; con il secondo si deduceva nullità della sentenza per motivazione apparente o mancante, in relazione agli artt. 132 c.p.c., 118 disp. att. c.p.c., 36 d.lgs. n. 546 del 1992 e 111 Cost.; con il terzo si lamentava la violazione della normativa sulla sottoscrizione degli avvisi tributari locali, assumendo che l’atto fosse illegittimo perché sottoscritto con firma meccanografica senza un valido provvedimento dirigenziale di designazione del funzionario responsabile.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo, ritenendo errata la declaratoria di inammissibilità dell’appello per difetto di specificità, perché l’atto di appello conteneva censure puntuali e non una mera reiterazione del ricorso di primo grado. Tuttavia ha respinto il secondo motivo, rilevando che la motivazione della sentenza regionale, pur sintetica, era sufficiente e non apparente; ha respinto anche il terzo motivo, affermando che per gli atti di accertamento dei tributi locali la sottoscrizione può essere validamente sostituita dall’indicazione a stampa del nominativo del funzionario responsabile, se questi sia stato designato con apposita delibera, come risultava nel caso concreto. Poiché le altre due rationes decidendi impugnate sono state ritenute corrette, il ricorso è stato comunque rigettato integralmente, con condanna della ricorrente alle spese e ordine di distrazione in favore del difensore del comune antistatario; è stato inoltre dato atto dell’obbligo di versare l’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel processo tributario l’inammissibilità dell’appello per difetto di specificità richiede una reale mancanza di confronto con la sentenza impugnata; non basta che l’appellante riproponga questioni già dedotte in primo grado, se queste sono articolate in modo da confutare la ratio decidendi.
  • La specificità dei motivi di appello è soddisfatta quando l’atto devolve al giudice di secondo grado le questioni di fatto e di diritto decise sfavorevolmente, anche mediante riproposizione critica delle argomentazioni disattese dal primo giudice.
  • La motivazione è solo apparente quando non consente di individuare il percorso logico-giuridico seguito dal giudice; è invece sufficiente una motivazione sintetica che renda controllabile la ratio decidendi.
  • In materia di tributi locali, la sottoscrizione dell’avviso di accertamento può essere validamente sostituita dall’indicazione a stampa del nominativo del funzionario responsabile, purché il funzionario sia stato preventivamente designato con atto dell’ente competente.
  • La disciplina speciale dei tributi locali sulla designazione e sottoscrizione degli atti impositivi non è superata dalla disciplina generale sull’organizzazione degli enti locali, quando questa non contenga una espressa abrogazione della norma speciale.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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