Cassazione Civile, Ordinanza n. 12670/2026 del 05/05/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia riguarda un avviso di accertamento con cui l’Amministrazione finanziaria ha determinato in via induttiva l’imposta unica sulle scommesse per l’anno 2015. I contribuenti avevano impugnato l’atto e, dopo il rigetto in primo e secondo grado, hanno proposto ricorso per cassazione articolato in quattro motivi: (1) violazione della normativa sull’imposta unica, assumendo che fosse stata applicata alla società una disciplina pensata per l’esercizio di attività illecita, incompatibile con la sua posizione; (2) omessa pronuncia della corte di merito sulla dedotta violazione della disciplina che consente la quantificazione dell’imposta in via induttiva; (3) violazione del TFUE e dei principi di parità di trattamento e non discriminazione, con richiesta di rinvio pregiudiziale alla CGUE e di questione di legittimità costituzionale; (4) illegittima applicazione delle sanzioni per la ritenuta sussistenza di obiettive condizioni di incertezza normativa.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati il primo, il terzo e il quarto motivo, richiamando un orientamento già consolidato secondo cui l’imposta unica sulle scommesse si applica anche al bookmaker estero privo di concessione e al soggetto che raccoglie le scommesse nel territorio italiano, in regime di solidarietà paritetica, senza che ciò comporti una sanzione, una discriminazione o una violazione della libertà di stabilimento/prestazione di servizi. Ha ritenuto infondato anche il secondo motivo perché la corte di merito si era effettivamente pronunciata sulla questione dell’accertamento induttivo; la doglianza atteneva semmai all’asserita erroneità in diritto della decisione, non a un’omissione di pronuncia. I ricorrenti sono stati condannati alle spese, a un importo per responsabilità aggravata e al contributo unificato, oltre a una somma in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
è richiamato come parametro dei motivi di ricorso per violazione o falsa applicazione di legge
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
è richiamato come parametro del motivo di nullità per omessa pronuncia
la Corte ribadisce che l’omessa pronuncia sussiste solo se il giudice omette completamente di decidere sulla domanda o eccezione
art. 1, comma 644, lett. g), L. 23 dicembre 2014, n. 190
norma applicata dall’Amministrazione per la quantificazione induttiva dell’imposta unica sulle scommesse
art. 1, comma 926, L. 28 dicembre 2015, n. 208
richiamata come modifica della disciplina dell’imposta unica
art. 24, comma 10, d.l. 6 luglio 2011, n. 98, conv. in L. 15 luglio 2011, n. 111
richiamata in relazione alla quantificazione dell’imposta unica
art. 1, comma 64, L. 13 dicembre 2010, n. 220
invocata dai ricorrenti come disciplina asseritamente impropriamente applicata
artt. 56 ss. TFUE
invocati per lamentare la violazione della libertà di prestazione di servizi e della non discriminazione
art. 3 d.lgs. 23 dicembre 1998, n. 504
norma del sistema dell’imposta unica richiamata nel quadro interpretativo già consolidato
art. 8 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
richiamato nei motivi contro il regime sanzionatorio
art. 5, comma 1, d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472
richiamato in tema di sanzioni tributarie
art. 6, comma 2, d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472
richiamato in tema di non punibilità per obiettive condizioni di incertezza
art. 10, comma 4, L. 27 luglio 2000, n. 212
invocato per l’esclusione delle sanzioni in presenza di obiettiva incertezza normativa
art. 401 direttiva 2006/112/CE
richiamato per escludere che l’imposta unica abbia natura armonizzata o contrasti con la direttiva IVA
art. 96, terzo e quarto comma, c.p.c.
base della condanna per responsabilità aggravata
richiamato in relazione al procedimento camerale e alla responsabilità aggravata
art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
richiamato per il contributo unificato aggiuntivo
art. 1, comma 17, L. 24 dicembre 2012, n. 228
norma di inserimento del comma 1 quater dell’art. 13 del d.P.R. n. 115/2002
Massime di principio
- L’imposta unica sulle scommesse si applica agli operatori che raccolgono scommesse nel territorio italiano anche se stabiliti all’estero e anche se privi di concessione, quando operino tramite un soggetto che raccoglie le giocate in Italia; tra i soggetti coinvolti sussiste una solidarietà paritetica.
- Tale prelievo non ha natura sanzionatoria: la sua applicazione non può essere esclusa qualificandolo come misura punitiva o come trattamento discriminatorio rispetto agli operatori nazionali.
- Non ricorre una obiettiva incertezza normativa idonea a escludere le sanzioni per le annualità successive al 2011, alla luce del consolidamento giurisprudenziale sulla disciplina dell’imposta unica.
- Il vizio di omessa pronuncia presuppone la totale mancanza di decisione sulla domanda o eccezione; se il giudice di merito si è espresso sul punto, la censura che investe la correttezza giuridica della soluzione integra, semmai, una violazione di legge e non un error in procedendo.
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