Cassazione Penale, Sentenza n. 37946/2024 del 16/10/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del tribunale del riesame di Taranto che aveva rigettato la richiesta di riesame del decreto di sequestro. La ricorrente deduce cinque motivi: vizi di violazione di legge e omessa o apparente motivazione in relazione all'assunto dell'assenza dell'autorizzazione paesaggistica e alla legittimità della determina del Commissario ad acta (sostegno che la determina del 3.2.2015 avrebbe inglobato concessione demaniale, autorizzazione paesaggistica e permesso di costruire, e che il parere del Soprintendente non sarebbe soggetto al termine quinquennale); censura della valutazione del fumus del reato (art. 452-bis c.p.), contestazione della mancata considerazione delle consulenze tecniche della difesa utili a escludere il fumus e il periculum in mora; contestazione della motivazione sulla presunta prosecuzione di opere; deduzioni su classificazioni e vincoli urbanistici/paesaggistici applicabili alle particelle interessate.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazione principale: carenza di legittimazione attiva della ricorrente a proporre il riesame in proprio relativamente a beni sequestrati appartenenti alla societa ITL Italconsult Costruzioni s.r.l. (la ricorrente era amministratrice ma non ha impugnato in qualità di rappresentante munita di procura speciale, né ha dimostrato un interesse concreto alla restituzione dei beni). La Corte richiama giurisprudenza sul requisito della procura speciale per il difensore del terzo interessato e sul principio che l'indagato può proporre impugnazioni in proprio ma non può sostituirsi alla societa titolare del bene senza procura. Per tali ragioni il merito delle questioni sostanziali (validità autorizzazioni paesaggistiche, durata del parere del Soprintendente, fumus e periculum) non è stato valutato nel merito. Conseguenze: declaratoria di inammissibilità; condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; disposizione di versamento in favore della Cassa delle Ammende di euro 3.000,00; precisione che il ricorso non è stato presentato con colpa rilevante.
Norme richiamate
art. 110, art. 452-bis, art. 734, art. 323
Gli artt. citati descrivono i reati contestati (concorso, danneggiamento da incendio, deturpamento di cose altrui, corruzione o altro illecito connesso a pubblico ufficiale). La Corte non ha deciso nel merito sulla sussistenza di tali reati perche ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di legittimazione.
DPR 380/2001 (Testo Unico Edilizia)
art. 44 lett. c), art. 30
Art. 44 riguarda le sanzioni e i titoli abilitativi; art. 30 richiama il certificato di destinazione urbanistica. Nel giudizio la ricorrente contestava applicazioni e scadenze dei titoli urbanistici; la Corte non si e pronunciata nel merito ma ha ricordato limiti procedurali relativi alla legittimazione.
D.lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio)
art. 146 comma 4 terzo periodo, art. 181
Art. 146 comma 4-ter disciplina efficacia temporale dell'autorizzazione paesaggistica (quinquennio e proroga di un anno se i lavori sono iniziati). La difesa sosteneva che il parere del Soprintendente non è soggetto al quinquennio; la Corte ha registrato la questione ma ha deciso sull'inammissibilita per motivi di legittimazione.
Richiama l'iter progettuale e la conferenza di servizi per l'approvazione del progetto definitivo. La difesa ha sostenuto che la determina del Commissario ad acta aveva inglobato gli atti autorizzativi.
Norme sul procedimento amministrativo e sulla conferenza di servizi; utilizzate nella ricostruzione difensiva circa la conformità urbanistica e il rilascio delle autorizzazioni.
Norma quadro in materia di incendi boschivi; la difesa contestava l'applicazione di vincolo ex art. 10 alla particella, sostenendo che non ricorresse.
Art. 100 c.p.p. disciplina la presenza del difensore e la procura speciale per atti specifici; la Corte ha usato questo principio per stabilire che il difensore del terzo deve avere procura speciale per proporre istanza di riesame. Art. 616 c.p.p. riguarda l'onere delle spese del procedimento, qui imposto alla ricorrente.
art. 83 (richiamato per analogia)
Richiama il principio secondo cui il difensore che agisce per conto di terzi deve essere munito di procura speciale; la Corte ha applicato questa regola per i soggetti con interesse meramente civilistico.
Giurisprudenza della Corte costituzionale
sentenza n. 186 del 13/6/2000
Citata in relazione alla valutazione dell'eventuale colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte di cassazione ha ritenuto che la ricorrente non fosse colpevole in tal senso e ha determinato il solo contributo alla Cassa delle Ammende.
Massime di principio
- Se il bene sottoposto a sequestro appartiene a una societa, la persona fisica indagata che agisce in sede di impugnazione deve dimostrare di essere legittimata ad agire in nome e per conto della societa con procura speciale; in mancanza l'istanza può essere dichiarata inammissibile per carenza di legittimazione.
- Il requisito dell'interesse concreto ed attuale alla restituzione della cosa è centrale per l'impugnazione di provvedimenti cautelari: l'interessato deve poter dimostrare che il risultato processuale richiesto (dissequestro/restaurazione della disponibilita) lo riguardi direttamente.
- Questioni complesse sulla validità di titoli amministrativi (concessioni demaniali, autorizzazioni paesaggistiche, permessi di costruire) vanno documentate e dedotte correttamente; se il ricorso si fonda solo su motivazioni tecniche senza la legittimazione processuale, il giudice può non esaminare il merito.
- Distinguere tra il parere del Soprintendente (atto endoprocedimentale) e l'autorizzazione paesaggistica (atto finale): per la durata e l'applicabilità delle scadenze e dei vincoli è necessario produrre documentazione che dimostri data e natura dell'atto e l'eventuale mera conferma successiva.
- Per contestare il fumus e il periculum in mora relativi a reati ambientali/paesaggistici è fondamentale produrre consulenze tecniche e prove che dimostrino l'assenza di pericolo attuale o di un nesso causale con il danno contestato; tali elementi devono essere posti in modo chiaro già nel primo grado di sindacato e nell'istanza di riesame.
- Quando si eccepisce che una determinazione amministrativa sia coperta da giudicato o sia esente da sindacato penale (es. provvedimenti del Commissario ad acta adottati in ottemperanza a sentenze TAR), occorre documentare l'esistenza del giudicato o dell'ognuna delle condizioni che escludono l'impugnabilità, poiché la mera affermazione non sostituisce la prova.
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