Cassazione Civile, Sentenza n. 13737/2023 del 18/05/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
L'Agenzia delle entrate aveva emesso avviso di accertamento nei confronti di Esposito Luigi in qualità di socio-amministratore della società di fatto costituita da Esposito Luigi, Cioffi Nicola e Vecchione Gennaro, ritenuta responsabile di un meccanismo di frode carosello con uso di società 'filtro' e 'cartiere' estere che emettevano fatture fittizie, con rideterminazione del reddito ai fini IRES, IRAP e IVA e applicazione di sanzioni. Esposito impugnava la sentenza della CTR denunciando violazioni di norme tributarie e costituzionali e vizi di motivazione; in Cassazione sollevava più motivi (violazione di norme del DPR 633/1972 relative all'IVA, del TUIR e del d.lgs. 446/1997, vizio di motivazione e mancato esame di fatti decisivi).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità dell'intero giudizio di merito (sia della sentenza della CTR sia di primo grado) perché i giudizi erano stati celebrati senza la partecipazione necessaria di tutti i soci della presunta società di fatto (Cioffi e Vecchione), violando il principio del contraddittorio e l'art. 14 del d.lgs. n. 546/1992. In conseguenza, le sentenze impugnate sono state cassate e la causa rinviata, anche per le spese, alla Corte di giustizia tributaria di primo grado di Milano, in diversa composizione, disponendo l'integrazione del contraddittorio e la celebrazione del nuovo giudizio nei confronti di tutti i litisconsorti necessari.
Norme richiamate
Riferita alla configurabilità della società di fatto tra i partecipi; la CTR aveva ritenuto che i soggetti agissero come una unità economica secondo i criteri del codice civile
art. 14 d.lgs. n. 546/1992
Norma invocata per il principio del contraddittorio e la necessità di integrazione del contraddittorio nei casi di litisconsorzio necessario; la Corte ha ritenuto che la sua violazione comporti la nullità dell'intero giudizio
D.P.R. n. 633/1972 (IVA), artt. 1, 4, 17, 19, 21, 53, 55
artt. 1, 4, 17, 19, 21, 53, 55 DPR 633/1972
Richiamati nei motivi relativi alla determinazione del debito IVA e alla qualificazione delle operazioni (nazionali, intracomunitarie, importazioni) e delle fatture; tuttavia la Corte di legittimità non è entrata nel merito delle questioni IVA in quanto ha disposto la nullità processuale
Direttive UE 77/388/CEE e 2006/112/CE
art. 17 dir. 77/388/CEE; art. 168 dir. 2006/112/CE
Riferite ai principi comunitari sull'imposizione IVA e sulla qualificazione delle cessioni intracomunitarie; citate nei motivi del ricorrente ma non valutate dalla Corte per effetto della pronuncia sulla nullità
TUIR (D.P.R. 917/1986), art. 1, 56, 73
art. 1, art. 56, art. 73 TUIR
Richiamati in relazione alla determinazione del reddito imponibile ai fini delle imposte dirette; i rilievi sostanziali non sono stati esaminati in Cassazione per la declaratoria di nullità
d.lgs. 446/1997, art. 2 e art. 5‑bis
art. 2 e art. 5‑bis d.lgs. 446/1997
Richiamati con riguardo alla disciplina dell'IRAP e della sua base imponibile; non valutati nel merito dalla Corte a causa della nullità processuale
D.P.R. 600/1973, artt. 39 e 40
artt. 39, 40 DPR 600/1973
Richiamati in relazione agli obblighi documentali e all'accertamento dei redditi; richiamo quadrato nei motivi ma non deciso dalla Corte
Codice di procedura civile, art. 360 (nn. 3, 4, 5) (pressione dei motivi di cassazione)
art. 360 c.p.c. nn. 3, 4, 5
Norme sui motivi di cassazione invocate per denunciare violazione di legge, motivazione apparente e omesso esame di fatti decisivi; la Corte ha ritenuto prevalente la questione pregiudiziale dell'integrità del contraddittorio
Costituzione, artt. 3, 23 e 53
Richiamati da parte del ricorrente per profili di corretto procedimento e tutela dei diritti; la Corte non si è pronunciata sul merito costituzionale per effetto della declaratoria di nullità processuale
Massime di principio
- Quando in una controversia tributaria si deduce l'esistenza di una società di fatto, tutti i partecipi alla società di fatto sono litisconsorti necessari: l'assenza di anche uno solo di essi nelle fasi di merito può determinare la nullità assoluta del giudizio.
- Prima di proseguire con giudizi di accertamento che addebitano la responsabilità collettiva per meccanismi complessi (es. frode carosello), l'amministrazione e il giudice devono verificare e, se necessario, disporre l'integrazione del contraddittorio per evitare nullità processuali.
- La Corte di legittimità, se rileva in via pregiudiziale l'assenza del contraddittorio necessario, può cassare le decisioni di merito senza entrare nel merito delle questioni tributarie sostanziali (IVA, IRES, IRAP).
- Per contestare operazioni di frode carosello è comunque necessario provare l'unitaria gestione delle diverse entità (società‑filtro, cartiere) e la soggettiva inesistenza delle fatture; tali profili, se non affrontati con la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti, rischiano di essere vanificati da vizi processuali.
- In casi analoghi, la parte che agisce in giudizio (sia contribuente sia amministrazione) dovrebbe sollevare tempestivamente la questione dell'integrazione del contraddittorio quando risulti, o sia verosimile, l'esistenza di terzi necessitati al buon esito del giudizio.
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