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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28819/2021 del 19/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (contribuente)

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato per cassazione la sentenza con cui la Commissione Tributaria Regionale del Lazio aveva accolto l'appello del contribuente contro il rigetto di primo grado della sua impugnazione di un avviso di accertamento catastale relativo a un immobile in Roma, zona Esquilino, con aumento della rendita/classamento ai sensi dell'art. 1, comma 335, della L. 311/2004. La CTR aveva ritenuto l'atto insufficientemente motivato perché non spiegava adeguatamente le ragioni della riclassificazione, anche con riferimento alla collocazione dell'immobile nella microzona. Con unico motivo, l'Agenzia denunciava violazione e falsa applicazione dell'art. 1, comma 335, L. 311/2004, dell'art. 2697 c.c. e dell'art. 360, n. 3, c.p.c., sostenendo che, trattandosi di revisione massiva di microzona per riequilibrare lo scostamento tra valori commerciali e catastali, non fosse necessaria un'indicazione analitica delle caratteristiche intrinseche del singolo immobile oltre ai parametri di microzona e ai presupposti normativi dell'operazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il motivo. Ha ribadito che, nel riclassamento catastale d'ufficio ex art. 1, comma 335, L. 311/2004, l'obbligo di motivazione non si esaurisce nel richiamo al significativo scostamento dei valori di mercato rispetto a quelli catastali della microzona e agli atti amministrativi presupposti, ma deve consentire al contribuente di conoscere anche gli elementi concreti che, in quella specifica microzona e per il singolo immobile, hanno inciso sul diverso classamento, con riferimento ai parametri dell'art. 8 del D.P.R. 138/1998 (qualità urbana, qualità ambientale, caratteristiche edilizie del fabbricato e della singola unità). Ha quindi confermato che non è sufficiente una motivazione standardizzata o meramente assertiva, né può supplire in giudizio l'amministrazione integrando ex post le ragioni dell'atto. Il ricorso è stato pertanto rigettato; il testo fornito si interrompe prima della parte finale sulle spese.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel riclassamento catastale d'ufficio ex art. 1, comma 335, L. 311/2004, la motivazione è sufficiente solo se, oltre al richiamo ai presupposti generali dell'operazione di microzona, rende conoscibili le ragioni concrete che hanno inciso sul classamento della singola unità immobiliare.
  • La motivazione non può essere meramente standardizzata o limitata a formule generiche sullo scostamento tra valori catastali e di mercato della microzona: occorre un riferimento agli elementi specifici rilevanti per il bene, come qualità urbana, qualità ambientale e caratteristiche edilizie.
  • L'amministrazione finanziaria non può integrare in giudizio le ragioni dell'atto di riclassamento: la validità del provvedimento va verificata ex ante sulla base della motivazione originaria.
  • La possibilità per il contribuente di difendersi in giudizio non sana un difetto originario di motivazione dell'avviso di classamento.
  • Nel nuovo classamento ex art. 1, comma 335, la motivazione deve mettere il contribuente in condizione di valutare consapevolmente se impugnare l'atto e di delimitare l'oggetto del contenzioso, impedendo all'amministrazione di introdurre successivamente cause giustificative diverse da quelle enunciate.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della provaNullità

Testo integrale

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