Sentenza del 08/06/2023 n. 16250 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia contestava a I. Spa (Italmobiliare) l'indeducibilità di costi per Euro 11.000.000 sostenuti nel 2007 e registrati a fronte di un accordo transattivo con Ansaldo Energia Spa relativo a pretese risarcitorie di lavoratori per danni da amianto. L'Ufficio riteneva non inereni i costi ex artt. 101 e 109 T.U.I.R. perché derivanti da fatti 'contra ius' esterni alla sfera aziendale. I giudici di merito avevano dato ragione alla società; la Corte di cassazione, con ordinanza n. 31930/2021, aveva invece ritenuto assente l'inerenza e rigettato il ricorso del contribuente. Italmobiliare ha chiesto la revocazione della predetta ordinanza denunciando (i) un errore di fatto sulla natura della spesa (derivante da transazione e non da atto illecito) e (ii) l'omessa considerazione, in sede di legittimità, di quattro motivi che erano stati proposti e poi ritenuti assorbiti nei gradi di merito. L'Agenzia si è opposta.
La decisione
La Corte, esaminati i presupposti per la revocazione, ha dichiarato inammissibile il primo motivo (si trattava di errore di giudizio sulla qualificazione della transazione) e ha accolto il secondo motivo: ha rilevato che la Corte di appello non aveva esaminato e aveva implicitamente ritenuto assorbiti alcuni motivi di merito (es. vizi di motivazione dell'avviso, inapplicabilità delle sanzioni per carenza di criteri di quantificazione, incertezza normativa), circostanza invece rilevabile dagli atti. Per tale errore di fatto percettivo la Corte ha revocato la precedente ordinanza e, in sede rescissoria, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate, cassando la sentenza della CTR della Lombardia n. 4592/2014 e rinviando la causa alla Corte territoriale di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, per l'esame di tutti i motivi non esaminati e per la liquidazione delle spese.
Norme richiamate
I costi sono deducibili solo se inerenti all'attività d'impresa; l'inerenza va accertata in relazione all'appartenenza dell'onere all'ambito aziendale e al corretto esercizio dell'impresa
Codice Civile (art. 2043 e art. 1218)
La Corte distingue tra danni derivanti da fatto illecito (art. 2043) e obbligazioni contrattuali (art. 1218), ma segnala che la natura dell'evento che ha generato la perdita non è di per sé decisiva per l'inerenza fiscale; è necessario valutare se l'evento appartenga alla sfera aziendale
Codice di Procedura Civile (art. 391-bis)
Consente la revocazione delle sentenze della Corte di Cassazione per errore di fatto ai sensi dell'art. 395 c.p.c., n. 4, nei limiti e con i requisiti stabiliti dalla norma
Codice di Procedura Civile (art. 395, n. 4)
Definisce l'errore di fatto rilevante per la revocazione: supposizione di un fatto la cui verità sia incontrovertibilmente esclusa o inesistenza di un fatto la cui verità sia accertata; l'errore deve essere evidente, decisivo e non riguardare punti controversi decisamente esaminati
D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 (art. 7, 16, 17)
Norme sulle sanzioni tributarie; nel caso erano invocate questioni sull'applicabilità e sulla corretta quantificazione delle sanzioni
D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471 (art. 1, comma 2)
Riguarda la responsabilità e le sanzioni amministrative in materia tributaria; nel caso la parte deduceva l'inapplicabilità delle sanzioni per carenza di presupposto
Legge n. 212/2000 (art. 10, comma 3)
Richiamata in relazione a contestazioni sulla normativa e sulla certezza del diritto, come motivo di doglianza sulla applicazione delle sanzioni
Norma processuale tributaria citata rispetto alla doglianza sulla certezza e sugli oneri probatori nelle controversie tributarie
Massime di principio
- Per la deducibilità fiscale di una spesa occorre valutare l'inerenza: non è sufficiente che l'onere abbia natura risarcitoria o sia scaturito da atto illecito; bisogna accertare se l'evento che ha generato la perdita appartiene alla sfera aziendale e sia sostenuto in funzione dell'attività imprenditoriale
- Una transazione può giustificare una spesa deducibile se è dimostrabile il nesso funzionale con l'attività d'impresa (o la sua assimilabilità a un costo di assicurazione), ma la qualificazione giuridica della transazione non è automatica: occorre valutazione di merito sul collegamento con l'attività aziendale
- La revocazione in Cassazione per errore di fatto è rimedio eccezionale e richiede un errore evidente, decisivo e non riferibile a mera valutazione giurisdizionale; l'errore deve consistere in una svista percettibile dagli atti (es. omissione di questioni effettivamente presenti negli atti)
- Se la Corte di merito ha ritenuto alcuni motivi 'assorbiti' e ciò è evidente dagli atti, la Corte di Cassazione può essere revocata per errore di fatto percettivo e la causa rinviata al giudice d'appello per esaminare le questioni non decise
- Le questioni meramente di merito (es. adeguatezza della motivazione dell'avviso) non possono essere decise ex novo dalla Cassazione in sede di revocazione; vanno riassunte e decise dalla Corte territoriale a seguito del rinvio
- In controversie fiscali che coinvolgono transazioni e risarcimenti collettivi (es. claims da amianto), è essenziale documentare il nesso tra la spesa e l'attività aziendale e anticipare argomentazioni probatorie sulla natura della transazione per sostenere la deducibilità
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