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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25618/2021 del 22/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione ha richiesto l'imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse, oltre a sanzioni e interessi, per operazioni svolte nell'anno 2012. La società ricorrente gestiva una ricevitoria di scommesse sportive collegata a un bookmaker con sede a Malta, privo di concessione e autorizzazione in Italia, raccogliendo le puntate, incassando il pagamento delle scommesse e corrispondendo le vincite. La CTR ha rigettato l'appello della contribuente, ritenendo sussistenti i presupposti soggettivi, oggettivi e territoriali del tributo. In cassazione sono stati dedotti sette motivi: omessa pronuncia e falsa applicazione delle norme sull'imposta unica per insussistenza del presupposto soggettivo in capo al CTD; omessa pronuncia e falsa applicazione delle norme per insussistenza del presupposto oggettivo; erronea individuazione del presupposto territoriale; violazione del diritto unionale, del principio di parità di trattamento, non discriminazione e legittimo affidamento; violazione dell'art. 53 Cost. e del principio di capacità contributiva; violazione dei principi di uguaglianza e ragionevolezza; violazione dell'art. 6 CEDU e dell'art. 117 Cost. per l'efficacia retroattiva della norma interpretativa. La ricorrente ha anche chiesto rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia o alla Corte costituzionale.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi processuali, escludendo il vizio di omessa pronuncia perché il giudice di merito aveva comunque deciso in senso incompatibile con le tesi della parte, e ha ritenuto infondate le censure sostanziali alla luce dei principi già affermati dalla Corte costituzionale n. 27/2018 e dalla Corte di giustizia nella causa C-788/18. La Corte ha ribadito che l'imposta unica colpisce l'attività di organizzazione e raccolta delle scommesse svolta in Italia, che il titolare della ricevitoria/CTD può essere soggetto passivo anche se opera per conto di un bookmaker estero privo di concessione, e che non vi sono profili di discriminazione o violazione della libertà di prestazione dei servizi. Ha inoltre escluso la necessità di rinvio alla Corte di giustizia o alla Corte costituzionale. Le spese sono state compensate per la sopravvenuta definizione delle questioni da parte delle Corti superiore, ed è stato dato atto dell'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 267, comma 2, TFUE

    richiamato dall'istante per chiedere il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia, ritenuto non necessario dalla Corte di cassazione

  • art. 111, comma 6, Cost.

    invocato per contestare la motivazione della sentenza di merito; la Corte ha ritenuto infondati i relativi profili processuali

  • art. 132, comma 2, c.p.c.

    richiamato quale parametro della motivazione della sentenza; la Corte ha escluso il vizio denunciato

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    richiamato per la motivazione sintetica e per il richiamo a precedenti conformi

  • art. 112 c.p.c.

    invocato per dedurre omessa pronuncia; la Corte ha escluso che vi fosse mancata decisione sui motivi

  • d.lgs. n. 546 del 1992, artt. 35, comma 3, e 36, comma 2, nn. 2 e 4

    richiamati come norme sulla motivazione della sentenza tributaria, ma la censura è stata respinta

  • art. 360, comma 1, nn. 3 e 4, c.p.c.

    norma processuale di riferimento per i motivi di ricorso

  • art. 3 d.lgs. n. 504 del 1998

    interpretato nel senso che soggetto passivo dell'imposta unica è chiunque gestisca scommesse, anche per conto di terzi e anche senza concessione

  • art. 1 d.lgs. n. 504 del 1998

    collega l'imposta unica ai concorsi pronostici e alle scommesse di qualunque tipo, anche svolti all'estero

  • art. 1, comma 66, lett. a) e b), L. n. 220 del 2010

    norma interpretativa applicata ai soli fini tributari, che estende il tributo anche alle raccolte in assenza o inefficacia di concessione e individua come soggetto passivo chiunque gestisca scommesse per sé o per terzi, con responsabilità solidale del terzo

  • art. 1, comma 2, lett. b), L. n. 288 del 1998

    richiamato nel motivo sul presupposto territoriale

  • artt. 1326, 1327, 1336 c.c.

    richiamati nel motivo sul perfezionamento del contratto di scommessa e sul presupposto territoriale

  • art. 56 TFUE

    invocato per dedurre violazione della libera prestazione di servizi; la Corte ha escluso incompatibilità con il diritto unionale

  • art. 53 Cost.

    richiamato per sostenere la violazione della capacità contributiva; la Corte ha ritenuto che il meccanismo di traslazione dell'imposta sia coerente con il principio

  • art. 3 Cost.

    invocato sotto il profilo dell'uguaglianza e ragionevolezza; la Corte ha richiamato la sentenza della Corte costituzionale che ne ha escluso la violazione nella fattispecie

  • art. 64, comma 3, d.P.R. n. 600 del 1973

    citato nel motivo sulla capacità contributiva

  • art. 117, comma 1, Cost.

    richiamato in relazione alla conformità alla CEDU

  • art. 6 CEDU

    invocato contro l'efficacia retroattiva della norma interpretativa; la Corte ha escluso la violazione per la presenza di un motivo imperativo di interesse generale

  • d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater

    richiamato per l'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato

  • d.m. economia e finanze 10 marzo 2006, n. 111, art. 16

    richiamato per il pagamento delle somme dovute a titolo di imposta unica da parte del concessionario

  • L. n. 190 del 2014, art. 1, comma 644, lett. g)

    richiamato per la determinazione dell'imponibile forfetario

  • L. n. 401 del 1989, art. 4, commi 1 e 4-bis

    richiamato solo per distinguere il profilo penale da quello tributario

Massime di principio

  • In tema di imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse, il presupposto impositivo non è la singola giocata, ma l'attività di organizzazione e raccolta del gioco, intesa come prestazione di un servizio svolta sul territorio italiano.
  • Ai fini dell'imposta unica, è soggetto passivo chiunque gestisca scommesse, anche per conto di terzi e anche in assenza o inefficacia di concessione, perché la norma interpretativa del 2010 ha chiarito in senso estensivo l'ambito soggettivo del tributo.
  • La responsabilità solidale del bookmaker per il quale opera la ricevitoria non è una responsabilità meramente dipendente dalla posizione della ricevitoria, ma un vincolo derivante dalla comune partecipazione all'attività di gestione delle scommesse.
  • L'eventuale non punibilità penale dell'attività di raccolta scommesse, in ragione del contrasto della disciplina penale con il diritto dell'Unione, non esclude di per sé la soggezione al tributo, se il presupposto impositivo risulta comunque realizzato.
  • La questione della compatibilità dell'imposta con il diritto dell'Unione va risolta considerando che i giochi d'azzardo non sono materia armonizzata e che restrizioni fiscali o regolatorie possono essere giustificate da esigenze di tutela dei consumatori, prevenzione della spesa eccessiva e contrasto a evasione ed elusione, purché proporzionate.
  • Non sussiste violazione del legittimo affidamento quando una norma interpretativa si limita a esplicitare una possibile variante di senso di una disposizione preesistente e consente, per i rapporti in corso o futuri, la rimodulazione degli assetti negoziali.
  • L'omessa pronuncia non ricorre quando la decisione di merito, pur senza esaminare analiticamente ogni argomento, risulti incompatibile con la tesi della parte e quindi ne importi il rigetto implicito.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civileBancario e finanziario
IstitutiOnere della provaGiudicato

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