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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 12856/2021 del 13/05/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della CTR che aveva confermato il rigetto dei ricorsi avverso avvisi di accertamento IVA, IRPEG e IRAP (anni 2003-2005) fondati su rilievi di fatture e costi/ricavi inesistenti. Il ricorrente proponeva sei motivi tra i quali violazione di norme processuali e tributarie, mancata motivazione su capacita contributiva e deduzione di estinzione della societa (cancellazione dal Registro delle imprese il 13/10/2006) anteriore alla notifica degli avvisi e allinstaurazione del giudizio

La decisione

Il primo motivo (estinzione della societa per cancellazione dal Registro delle imprese anteriore allinizio del processo) e stato ritenuto fondato e assorbente. La Corte ha dichiarato che, poiche la societa era estinta prima della notifica degli atti e dellinizio del giudizio, il processo era viziato sin dallorigine e pertanto la sentenza impugnata e stata cassata senza rinvio ex art. 382 c.p.c. Il ricorso proposto da Giorgio Dipietromaria, nella sua duplice veste, e stato dichiarato inammissibile. La Corte ha inoltre condannato lavvocato Fabio Pace e lo stesso Dipietromaria al pagamento delle spese processuali in favore dellAgenzia delle Entrate, liquidate in misura indicata (per ciascuno Euro 20.000,00). Gli ulteriori motivi sono stati assorbiti

Norme richiamate

  • art. 2495 cod. civ.

    comma 2 (introdotto dal d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6)

    La cancellazione dal registro delle imprese determina lestinzione della societa; i rapporti pendenti alla data di estinzione si trasmettono ai soci e gli atti della societa ormai estinta non possono essere piu fatti valere dagli organi societari

  • art. 2462 cod. civ.

    Disciplina della responsabilita del socio unico nella S.r.l.; la responsabilita illimitata del socio unico opera solo al verificarsi di specifiche condizioni previste dallart. 2462

  • art. 110 cod. proc. civ.

    Regola la prosecuzione del processo nei confronti dei successori della parte venuta meno; la norma presuppone pero che il processo sia stato validamente instaurato in origine nei confronti della parte

  • art. 382 cod. proc. civ.

    Consente la cassazione senza rinvio quando esiste una ragione per cui il processo non poteva essere proseguito; applicata per annullare la sentenza resa nei confronti di societa gia estinta

  • art. 330 cod. proc. civ.

    Per il ricorso per cassazione e richiesta procura speciale; linvalidita o lassenza di tale procura comporta limpossibilita di esercitare validamente limpugnazione

  • art. 12 L. 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del Contribuente)

    Norma citata tra i motivi attinenti a tutela e garanzie del contribuente in materia processuale e tributaria; la Corte non ha pero affrontato in dettaglio uninterpretazione sostanziale separata, avendo deciso per vizio processuale di origine

  • art. 39 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

    Norma del procedimento di determinazione del reddito ai fini fiscali citata tra i motivi, ma non decisa nel merito essendo il primo motivo assorbente

  • art. 36 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602

    Norma sul procedimento di riscossione o notifiche tributaria richiamata tra i motivi; non oggetto di decisione autonoma perche il giudizio e stato chiuso sul vizio di legittimita della parte

  • artt. 54 e 55 d.P.R. n. 633/1997

    Norme IVA richiamate nei motivi relativi al recupero dellIVA; non trattate nel merito per assorbimento

  • art. 68 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Norma sul processo tributario richiamata come parametro procedurale; non interpretata nel merito per via dellaccertata estinzione societaria

  • art. 53 Cost.

    Principio di capacita contributiva evocato tra i motivi; la Corte non ha deciso sul tema sostanziale essendo intervenuto un vizio processuale di ammissibilita

  • art. 167 cod. proc. civ.

    Richiamato tra le norme processuali oggetto di censura; non determinante nella decisione finale che si basa sullestinzione della societa e sulle regole di rappresentanza e prosecuzione del processo

  • art. 115 cod. proc. civ.

    Richiamato in relazione alle spese e alle questioni processuali; la Corte richiama principi sul ruolo e responsabilita del difensore quando lacunosa procura o linvalidita della parte produce conseguenze

Massime di principio

  • Se una societa di capitali e stata cancellata dal Registro delle imprese prima della notifica degli atti impositivi e prima dellinizio del processo, il giudizio e viziato sin dallorigine e gli atti impositivi non possono essere impugnati dalla societa estinta: la sentenza resa a fronte di tale processo deve essere cassata senza rinvio
  • La trasmissione dei rapporti giuridici dalla societa estinta ai soci opera sul piano sostanziale ma non produce automaticamente effetti processuali: perche il processo possa proseguire contro i successori e necessaria che il processo sia stato validamente instaurato originariamente o che si verifichi la successione processuale prevista dallart. 110 c.p.c.
  • La qualita di socio unico in una S.r.l. unipersonale non equivale automaticamente allidentificazione della societa nel socio; la responsabilita del socio e disciplinata da norme specifiche (es. art. 2462) e la loro applicazione dipende da condizioni previste dalla legge
  • Lavvocato che propone atti processuali per conto di una societa deve verificare la permanenza della capacita di rappresentanza e lesistenza del soggetto; ove la procura sia inesistente o il difensore sia consapevole dellestinzione societaria, puo essere condannato alle spese per la lite promossa da un soggetto inesistente
  • Il ricorso per cassazione richiede procura speciale; la mancanza di idonea procura o la consapevolezza della carenza di legittimazione della parte rendono il ricorso inammissibile
  • In controversie tributarie e processuali, eccezioni di legittimazione o di estinzione della parte devono essere tempestivamente valutate: se leccezione e fondata nellorigine, essa preclude ogni accertamento di merito e rende inammissibili o inefficaci le impugnazioni svolte in nome del soggetto inesistente

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