Sentenza del 12/05/2017 n. 11872 - Corte di Cassazione
Imposte sui redditi - Stock lending - Usufrutto azioni - Art.109, comma 8, Tuir- Applicazione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’Agenzia delle Entrate aveva emesso un accertamento relativo al periodo d’imposta 2005, disconoscendo sia la deduzione di 120.000 euro erogati da F. C. P. a un’associazione, sia quella di 1.036.685,49 euro per commissioni relative a due contratti di stock lending con la società ceca DFD C. s.r.o. Il prestito riguardava azioni di due società portoghesi e consentiva alla contribuente di incassarne i dividendi, a fronte del pagamento di commissioni al mutuante. Le società hanno impugnato la sentenza della CTR che aveva riformato la decisione favorevole della CTP di Napoli, deducendo, tra l’altro, vizi dell’appello e dell’accertamento, nullità o diversa qualificazione dei contratti, deducibilità delle commissioni e delle erogazioni all’associazione, nonché vizi motivazionali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale e dichiarato assorbito quello incidentale dell’Agenzia delle Entrate. Ha stabilito che lo stock lending che attribuisce al mutuatario il diritto di incassare dividendi contro il pagamento di una commissione realizza, sul piano economico e tributario, un fenomeno equivalente all’usufrutto di azioni; pertanto, ai sensi dell’art. 109, comma 8, TUIR, la commissione è indeducibile quando riguarda partecipazioni i cui utili sono esclusi da tassazione. Il motivo sull’inammissibilità dell’appello è stato dichiarato inammissibile; i motivi relativi alla qualificazione e alla deducibilità dei costi sono stati respinti, mentre quelli concernenti garanzie procedurali, omessa pronuncia e vizi motivazionali sono rimasti assorbiti. È stato inoltre respinto il motivo sulle erogazioni all’associazione: la deduzione richiede la prova dell’effettiva destinazione delle somme a finalità solidaristiche, non essendo sufficiente la previsione statutaria né un progetto generico privo di riscontri concreti. Le società sono state condannate a rifondere all’Agenzia 11.000 euro per compensi, oltre accessori di legge e spese prenotate a debito; è stato disposto anche il versamento dell’ulteriore contributo unificato previsto per il ricorso principale.
Norme richiamate
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 109, comma 8
“In deroga al comma 5 non è deducibile il costo sostenuto per l'acquisto del diritto d'usufrutto o altro diritto analogo relativamente ad una partecipazione societaria da cui derivino utili esclusi ai sensi dell'art. 89”.
Il limite alla deduzione riguarda anche costi di operazioni che, pur strutturate come prestito di azioni e credito alla riscossione dei dividendi, producono lo stesso fenomeno economico dell’usufrutto azionario. La commissione pagata dal mutuatario è quindi indeducibile quando è collegata a dividendi esclusi da imposizione.
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 100, comma 2, lett. a), in relazione al comma 1
“La deducibilità delle erogazioni liberali effettuate, ai sensi del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 100, comma 2, lett. a),, in favore di una persona giudica è condizionata al requisito oggettivo che l'ente persegua ‘esclusivamente finalità comprese fra quelle indicate nel comma 1 o finalità di ricerca scientifica...’, ossia di ‘educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto’.”
La deduzione delle erogazioni liberali richiede che l’ente persegua le finalità qualificate dalla norma e che le somme siano effettivamente destinate alla relativa attività. Il contribuente deve provare l’effettivo svolgimento della finalità: la previsione statutaria, da sola, non basta.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 53
La società aveva invocato la disposizione per sostenere l’inammissibilità dell’appello dell’Agenzia per mancanza dell’oggetto della domanda e di motivi specifici. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il motivo in quanto prospettato come censura di omessa pronuncia, chiarendo che l’invalidità processuale denunciata va fatta valere direttamente contro la decisione che ne dipende.
Codice di procedura civile, art. 112
La disposizione è stata invocata per l’omessa pronuncia sui motivi preliminari contro l’accertamento. La relativa censura è rimasta assorbita in conseguenza della decisione sul fondamento autonomo dell’indeducibilità delle commissioni.
Codice di procedura civile, art. 132
Le censure concernenti l’incomprensibilità e l’asserito acritico recepimento delle tesi dell’Amministrazione sono rimaste assorbite, poiché la decisione è stata confermata sulla base dell’art. 109, comma 8, TUIR.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 36
La disposizione è stata richiamata dalle società per contestare la motivazione della sentenza regionale. La relativa censura è rimasta assorbita dopo che la Cassazione ha individuato nell’art. 109, comma 8, TUIR il fondamento decisivo del recupero a tassazione.
Codice di procedura civile, art. 384, ultimo comma
La Cassazione ha utilizzato il potere di correggere la motivazione della sentenza impugnata: pur non condividendo la ricostruzione della CTR in termini di nullità del contratto per mancanza di causa, ha confermato il risultato in base alla disciplina tributaria sulla non deducibilità.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 39, comma 1, lett. b) e c), e art. 40
La Corte ha osservato che l’accertamento era stato adottato in base a tali disposizioni, in relazione alla violazione dell’art. 109, comma 8, TUIR. I relativi motivi delle contribuenti sono rimasti assorbiti.
Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 12, comma 7
“L'Amministrazione finanziaria, inoltre, ha notificato il verbale di constatazione ed assegnato il termine di giorni 60, di cui alla L. n. 21 del 2000, art. 12, comma 7, per la presentazione di osservazioni - facoltà di cui le contribuenti si sono avvalse - poi espressamente considerate nell'avviso di accertamento.”
Nel caso concreto, il termine di 60 giorni per presentare osservazioni dopo la consegna del verbale di constatazione è stato rispettato e le osservazioni delle contribuenti sono state considerate nell’avviso. La Corte ha quindi escluso, nel contesto della decisione, la dedotta violazione di tale garanzia procedurale.
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-bis
A seguito del rigetto del ricorso principale, sussistevano i presupposti per il versamento da parte delle ricorrenti di un ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.
Massime di principio
- Per stabilire la deducibilità fiscale di un costo collegato a dividendi, conta la sostanza economica dell’operazione e non soltanto la forma civilistica adottata. Un prestito di azioni che trasferisce temporaneamente il diritto a incassare i dividendi contro una commissione può essere trattato, ai fini dell’art. 109, comma 8, TUIR, come un usufrutto azionario.
- Quando i dividendi sottostanti sono esclusi da tassazione nei limiti previsti dalla legge, non è deducibile il costo sostenuto per ottenere il diritto a percepirli, anche se tale costo è denominato commissione nell’ambito di un contratto di stock lending.
- Chi deduce erogazioni liberali a enti con finalità sociali deve provare che l’ente abbia effettivamente perseguito le finalità richieste e che le somme siano state destinate a tale attività. La sola previsione statutaria o un progetto generico non sono sufficienti.
- Quando il giudice di merito raggiunge un esito corretto ma lo fonda su una motivazione giuridica non condivisibile, la Cassazione può correggere la motivazione e confermare la decisione sulla base della norma applicabile.
- Le censure relative a questioni procedurali o a vizi motivazionali possono restare assorbite se una distinta ragione giuridica è sufficiente a decidere la controversia.
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