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Sentenza

Sentenza del 12/05/2017 n. 11822 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la sentenza della C.T.R. della Campania n. 186/51/09, depositata il 12 ottobre 2009, che aveva accolto l’appello dell’Ufficio e ritenuto legittimo il diniego del condono richiesto ai sensi dell’art. 9-bis della legge n. 289/2002. La contribuente aveva pagato soltanto la prima rata. Con il primo motivo ha sostenuto che il mancato pagamento delle rate successive non impedisse il perfezionamento del condono, ma comportasse soltanto la decadenza dal beneficio del termine e il recupero delle somme residue. Con il secondo ha lamentato un’insufficiente motivazione, richiamando la proroga per il pagamento delle rate non versate prevista dalla legge n. 350/2003, art. 2, comma 45.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il condono previsto dall’art. 9-bis della legge n. 289/2002 si perfeziona solo con il pagamento integrale di quanto dovuto nei termini e con le modalità prescritti: il versamento della sola prima rata, o di alcune rate, non è sufficiente. La disciplina non può essere assimilata a quella di altre forme di condono regolate dalla stessa legge, né estesa analogicamente. Il mancato pagamento integrale lascia quindi legittimata l’Amministrazione al recupero dell’imposta originariamente dovuta. Le spese del giudizio di cassazione sono state compensate, in ragione del recente consolidamento della giurisprudenza sul punto.

Norme richiamate

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9-bis

    In tema di condono fiscale, la definizione agevolata ai sensi della L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9 bis, comportante la non applicazione delle sanzioni relative al mancato versamento delle imposte o delle ritenute risultanti dalle dichiarazioni annuali presentate entro il 31 dicembre 2002 e per le quali il termine di versamento è scaduto anteriormente a tale data, si perfeziona solo se si provvede all'integrale pagamento del dovuto nei termini e nei modi previsti dalla medesima disposizione.

    Per questa forma di condono il pagamento integrale e tempestivo è condizione per il suo perfezionamento. Il pagamento della prima rata, senza il versamento delle successive, non definisce la posizione e non impedisce il recupero dell’imposta originariamente dovuta.

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, artt. 8, 9, 15 e 16

    attesa l'assenza di previsioni quali quelle contenute negli artt. 8, 9, 15 e 16 della medesima legge, che considerano efficaci le ipotesi di condono ivi regolate anche senza adempimento integrale, e che sono insuscettibili di applicazione analogica, in quanto, come tutte le disposizioni di condono, di carattere eccezionale

    Le regole di altre forme di condono, che possono conservare efficacia anche senza pagamento integrale, non si applicano per analogia al condono dell’art. 9-bis: le disposizioni agevolative sono eccezionali e ciascuna è soggetta ai propri presupposti.

  • Legge 24 dicembre 2003, n. 350, art. 2, comma 45

    La proroga invocata dalla società non è stata ritenuta idonea a mutare la conclusione sul mancato perfezionamento del condono. Il provvedimento non contiene una specifica interpretazione della disposizione né ne riporta il testo.

Massime di principio

  • Quando una definizione agevolata richiede espressamente il pagamento integrale entro termini e modalità stabiliti, il versamento della sola prima rata non perfeziona il beneficio: l’Amministrazione può recuperare il debito originario.
  • Non si possono estendere per analogia a una specifica forma di condono le regole più favorevoli previste per altre forme di definizione agevolata, soprattutto quando la disciplina ha carattere eccezionale.
  • La distinzione decisiva è tra condoni che definiscono anche l’accertamento o il quantum dovuto e condoni meramente clemenziali, diretti a eliminare o ridurre sanzioni: per questi ultimi l’integrale pagamento previsto dalla legge è condizione essenziale del beneficio.

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