Sentenza del 28/01/2020 n. 861 - Comm. Trib. Reg. per la Campania
Massima n. 187/2020 AVVISO DI ACCERTAMENTO - utilizzazione di un bene aziendale da parte dell'amministratore delegato di spa a socio unico. - retribuzione in natura - assoggettamento a reddito di lavoro dipendente - attività dell'amministratore rientrante in quella lavorativa.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Contestazione dell'utilizzo personale di un'imbarcazione in leasing dalla società N. S.p.A. a socio unico da parte dell'amministratore delegato per il periodo d'imposta 2013. L'Amministrazione ha qualificato tale uso come retribuzione in natura (fringe benefit) e ha ritenuto dovute maggiori imposte IRPEF e IVA; il contribuente impugnava sostenendo carenza di motivazione dell'atto, l'inapplicabilità della disciplina di cui all'art. 67(1)(lett. h-ter) TUIR al caso di socio unico persona giuridica, l'assenza di vincolo di subordinazione e l'assenza di prove dell'utilizzo per fini aziendali.
La decisione
Il procedimento di appello è stato respinto. La CTR ha ritenuto legittimo l'avviso di accertamento e la motivazione per relationem all'atto e al processo verbale della Guardia di Finanza. Ha qualificato l'utilizzo dell'imbarcazione come fringe benefit assimilabile a reddito da lavoro dipendente/assimilato, non come reddito diverso ai sensi dell'art. 67(1)(lett. h-ter), perché l'uso non è stato dimostrato come esercitato nella qualità di socio per fini aziendali né formalizzato come integrazione della retribuzione (mancavano lettera-contratto o delibera assembleare/consiglio). Sono stati valorizzati elementi quali assenza di documentazione di noleggio/uso aziendale, mancata deduzione dei costi da parte della società e mancata indicazione di terzi fruitori. Confermata la quantificazione del valore del beneficio operativo dall'Ufficio; decisione definitiva a favore dell'Amministrazione con compensazione delle spese.
Norme richiamate
DPR 917/1986 (TUIR) - art. 67, comma 1, lett. h-ter
la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell'impresa a soci o familiari dell'imprenditore
La norma definisce il reddito diverso derivante dalla concessione di beni aziendali a soci/familiari; la CTR chiarisce che quando l'uso è connesso al rapporto lavorativo e formalizzato come integrazione retributiva va invece trattato come reddito da lavoro dipendente/assimilato, non come reddito diverso.
Decreto-Legge 138/2011, art. 2, comma 36-terdecies (introduzione della lett. h-ter)
Ha introdotto la lett. h-ter nell'art. 67 TUIR; la Corte utilizza questa cornice normativa per distinguere tra concessione in qualità di socio e utilizzo nell'ambito del rapporto di lavoro.
DPR 917/1986 (TUIR) - art. 6, comma 1
Regola la tassazione dei redditi di lavoro dipendente e assimilato e si applica ai fringe benefits, indipendentemente dal fatto che il percettore sia un dipendente 'in senso stretto' o un dirigente/amministratore; la CTR lo usa per ricondurre il beneficio a reddito assimilato al lavoro dipendente.
Stabilisce l'obbligo di motivazione degli atti di accertamento. La CTR ritiene che il rinvio per relationem al PVC e ad atti conoscibili dal contribuente sia sufficiente a soddisfare tale obbligo.
Norma che disciplina le attività di verifica della Guardia di Finanza; citata per descrivere il contesto e la legittimità delle acquisizioni documentali effettuate dall'Ufficio.
Riguarda i presupposti per la sospensione dell'esecutività della sentenza; la CTR ha escluso la sussistenza dei requisiti (fumus boni iuris e periculum in mora) per la sospensione richiesta.
Riferito al potere del consiglio di amministrazione in ordine ai compensi dei consiglieri delegati; la CTR osserva che, per amministratori-soci, l'attribuzione di benefit dovrebbe risultare da delibera assembleare o del consiglio per essere considerata formalmente legittima.
Massime di principio
- L'uso personale di beni aziendali da parte di amministratori può costituire 'fringe benefit' e va tassato come reddito da lavoro dipendente o assimilato se l'utilizzo è connesso all'attività lavorativa e non configurato come mera concessione in qualità di socio.
- Per sottrarre l'utilizzo alla disciplina dei redditi diversi (art. 67 lett. h-ter) e inquadrarlo come integrazione retributiva è necessaria una formalizzazione (lettera/contratto di attribuzione del benefit) e, per amministratori-soci, una delibera dell'assemblea o del consiglio che espliciti l'attribuzione.
- La mancata deduzione dei costi da parte della società e l'assenza di documentazione che provi un utilizzo aziendale rafforzano l'interpretazione di uso esclusivamente personale e quindi la qualificazione come compenso in natura a carico del percettore.
- L'onere della prova grava sul contribuente che dichiara l'utilizzo a fini aziendali: elementi concreti (contratti, documentazione di eventi aziendali con terzi fruitori, delibere) sono necessari per contrastare l'accertamento.
- L'accertamento con adesione sottoscritto dalla società non vincola necessariamente l'Amministrazione nei confronti del singolo amministratore; l'Amministrazione può agire distintamente nei confronti del percettore del fringe benefit.
- La determinazione del valore del fringe benefit segue il criterio del valore normale del godimento (al netto di quanto eventualmente corrisposto dall'utilizzatore); se il contribuente non contesta con valutazioni alternative convincenti, la quantificazione dell'Ufficio è difficilmente superabile.
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