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Decreto legge

DECRETO-LEGGE 13 agosto 2011, n. 138

Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo.

Normativa italiana011G0185Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto introduce misure urgenti di contenimento della spesa pubblica, spending review, riduzione degli organici e riorganizzazioni amministrative, oltre a interventi su entrate, IVA, giochi, contante e pagamenti. Molte disposizioni sono limitate agli anni 2011-2016; alcune prevedono regimi transitori o sono poi abrogate/modificate.

Taglio della spesa pubblica e misure fiscali/finanziarie 2011

Riduzione della spesa pubblica e spending review

Il provvedimento avvia una revisione organica della spesa dello Stato, con l’obiettivo di superare la spesa storica e di ottenere riduzioni progressive della spesa corrente primaria. Sono previste anche misure di razionalizzazione organizzativa e di rimodulazione delle dotazioni finanziarie ministeriali.

Obiettivi di contenimento e rimodulazione della spesa

Per gli anni 2012 e 2013 le amministrazioni centrali devono ridurre le spese di funzionamento fino all’1% annuo rispetto al consuntivo 2010 e le dotazioni per interventi fino all’1,5%; per oneri comuni di parte corrente e conto capitale la riduzione è fino allo 0,5% per ciascun anno. Per il periodo 2014-2016 la spesa primaria del bilancio dello Stato può crescere solo entro il 50% dell’incremento del PIL previsto nel DEF.

Rimodulazione delle dotazioni e limiti procedurali

Per il quinquennio 2012-2016, in deroga alla disciplina ordinaria di flessibilità di bilancio, le dotazioni finanziarie possono essere rimodulate con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze su proposta del Ministro competente, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica. La variazione non può superare il 20% per autorizzazioni di spesa a fattore legislativo e il 5% per le spese di cui all’art. 21, comma 6, della legge n. 196/2009. È vietato usare spese in conto capitale per finanziare spese correnti. Gli schemi di decreto sono trasmessi alle Commissioni parlamentari competenti per il parere entro 15 giorni.

Razionalizzazione degli organici e blocco assunzioni

Le amministrazioni indicate dalla normativa richiamata devono ridurre entro il 31 marzo 2012 almeno del 10% gli uffici dirigenziali non generali e almeno del 10% la spesa complessiva per il personale non dirigenziale. In caso di inadempimento, dal 31 marzo 2012 scatta il divieto di assunzioni a qualsiasi titolo, salvo incarichi dirigenziali di cui all’art. 19, commi 5-bis e 6, del d.lgs. n. 165/2001. Restano esclusi vari comparti sensibili, tra cui uffici giudiziari, Presidenza del Consiglio, Forze armate, sicurezza, vigili del fuoco e altri soggetti indicati dalla legge.

Effetti su dirigenti, retribuzioni e mobilità

È prevista la riduzione del 30% della retribuzione di risultato dei dirigenti responsabili nei casi di mancato conseguimento degli obiettivi di risparmio. Le amministrazioni possono disporre il passaggio ad altro incarico, prima della scadenza, per i dirigenti e per la carriera prefettizia, mantenendo il trattamento economico in godimento con eventuale compensazione finanziaria. È inoltre ampliata la possibilità di trasferimento del personale in caso di vacanza di posti in area diversa da quella di inquadramento, con neutralità finanziaria.

Interventi su previdenza, pensionamenti e servizio

Sono modificati diversi istituti pensionistici e di gestione del servizio, con effetti in larga parte dal 2011-2012 e con regimi transitori per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2011. È inoltre prevista la deroga al blocco del turn over per il personale sanitario delle regioni sottoposte a piani di rientro, previa verifica dei livelli essenziali di assistenza e degli equilibri di bilancio.

Misure fiscali e tributarie

Il decreto interviene su addizionale comunale IRPEF, imposta provinciale di trascrizione, partecipazione dei comuni all’accertamento tributario, IVA al 21%, contributo di solidarietà sui redditi elevati e limiti all’uso del contante. Molte misure hanno decorrenze specifiche dal 1° gennaio 2012 o dalla data di entrata in vigore della legge di conversione.

Misure su patrimoni e finanza locale

Sono previste modifiche per Roma Capitale e per piani di rientro, l’incremento di alcuni fondi per il 2012-2013, regole più stringenti per la liquidazione di debiti e per l’affidamento di attività a società controllate dallo Stato. È inoltre rafforzato il ruolo dei comuni nel contrasto all’evasione e nella gestione del trasporto pubblico locale.

Regole sul processo civile

Per le controversie instaurate dopo l’entrata in vigore della legge di conversione, il giudice deve fissare il calendario delle udienze successive, con possibilità di proroga per gravi motivi. Il mancato rispetto dei termini può rilevare disciplinarmente e ai fini della valutazione di professionalità.

Profili di vigenza e obsolescenza

Numerose disposizioni hanno efficacia temporalmente limitata agli anni 2011-2016 oppure risultano modificate, abrogate o superate da interventi successivi. La norma conserva rilievo solo per specifici effetti ancora ricostruibili su periodi pregressi o su disposizioni non completamente superate.

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