Cassazione Civile, Ordinanza n. 00869/2026 del 15/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (gestore idrico)
La controversia
Tre utenti avevano convenuto il gestore del servizio idrico integrato davanti al Giudice di Pace di Nuoro chiedendo l’annullamento di fatture emesse nel 2016 per complessivi euro 737,60, riferite a "partite pregresse 2005/2011", la restituzione di quanto pagato per euro 206,94 e il risarcimento del danno esistenziale. Il giudice di pace aveva accolto le domande salvo quella risarcitoria; il Tribunale aveva confermato. In cassazione il gestore ha proposto tre motivi: 1) difetto di giurisdizione del giudice ordinario, assumendo che la controversia implicasse un sindacato sul merito di atti dell’Autorità di regolazione e dell’Ente d’ambito; 2) violazione della disciplina sul servizio idrico e della delibera tariffaria, sostenendo la legittimità dei conguagli per partite pregresse come componente ordinaria della tariffa e quale integrazione automatica del contratto ex art. 1339 c.c.; 3) omessa pronuncia sulla prescrizione dei crediti, che secondo la ricorrente sarebbe iniziata solo dall’esigibilità dei conguagli dopo i provvedimenti tariffari. I resistenti hanno chiesto il rigetto del ricorso.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il primo motivo per difetto dei presupposti dell’art. 360-bis c.p.c., ritenendo che la controversia riguardasse la debenza delle somme fatturate e quindi fosse devoluta al giudice ordinario, con disapplicazione incidentale degli atti amministrativi presupposti. Ha accolto il secondo motivo, applicando il principio affermato dalle Sezioni Unite secondo cui l’art. 31 della delibera AEEGSI 643/2013 consente il recupero dei conguagli per partite pregresse solo nei limiti delle somme effettivamente addebitabili agli utenti secondo la disciplina tariffaria vigente nei singoli periodi, in particolare il d.m. 1 agosto 1996 per il metodo tariffario normalizzato e le successive discipline temporanee; il giudice di merito aveva invece escluso la debenza delle somme solo per l’irretroattività dei provvedimenti tariffari, senza verificare in concreto se gli importi richiesti fossero compatibili con la tariffa applicabile ratione temporis. Ha dichiarato inammissibile il terzo motivo perché la questione di prescrizione era rimasta assorbita e non esaminata dal Tribunale, dovendo essere riproposta in rinvio. La sentenza impugnata è stata quindi cassata nei limiti del motivo accolto, con rinvio al giudice di merito per nuovo esame degli importi fatturati alla luce della disciplina tariffaria applicabile e per le ulteriori questioni rimaste assorbite.
Norme richiamate
è richiamato per denunciare il presunto difetto di giurisdizione del giudice ordinario.
richiamato nel motivo di giurisdizione, ma la Corte esclude che vi sia stato uno sconfinamento nel merito degli atti amministrativi.
art. 133, comma 1, lett. c) c.p.a.
invocato dalla ricorrente sul riparto di giurisdizione; la Corte ritiene invece che la domanda verta sulla debenza delle somme fatturate.
fondamento dell’inammissibilità del primo motivo, perché la questione era già stata risolta da precedenti conformi.
art. 142, terzo comma, d.lgs. 152/2006
richiamato tra le norme di settore invocate per sostenere la legittimità dei conguagli tariffari.
richiamato come base della disciplina della tariffa del servizio idrico e dei relativi criteri di determinazione.
art. 9 Dir. 2000/60/CE
la Corte, richiamando le Sezioni Unite, esclude che la direttiva imponga o consenta di per sé una retroattività tariffaria immediatamente applicabile.
art. 21, commi 13 e 19, d.l. 201/2011
richiamato per il trasferimento del potere tariffario all’autorità di regolazione.
norma di contesto della disciplina del servizio idrico e della regolazione tariffaria.
art. 3 d.P.C.m. 22 luglio 2012
richiamato nel quadro della regolazione tariffaria del servizio idrico.
la Corte osserva che il richiamo contrattuale alla regolazione pubblicistica non esclude il controllo incidentale sulla legittimità ed efficacia degli atti amministrativi inseriti nel contratto.
Delibera AEEGSI n. 643/2013/R/IDR
l’art. 31 della delibera è interpretato come norma che consente il recupero dei conguagli per partite pregresse, ma solo nei limiti delle somme addebitabili secondo la disciplina tariffaria vigente nei periodi di riferimento.
Delibera AEEGSI n. 85/2012/R/IDR
richiamata come metodo tariffario transitorio per gli anni 2012-2013.
Delibera AEEGSI n. 561/2013/R/IDR
richiamata in relazione alla restituzione della componente remunerativa del capitale investito dopo il referendum abrogativo.
Delibera AEEGSI n. 163/2014/R/IDR
richiamata in relazione alla restituzione della componente remunerativa del capitale investito dopo il referendum abrogativo.
Delibera n. 18 del 26 giugno 2014 del Commissario straordinario per la regolazione del Servizio idrico integrato della Sardegna
atto presupposto dei conguagli, ma disapplicabile dal giudice ordinario nella controversia sui diritti soggettivi degli utenti.
art. 170, terzo comma, lett. l), d.lgs. 152/2006
richiamato per evidenziare la perdurante applicazione del d.m. 1 agosto 1996 fino all’adozione del decreto ministeriale previsto dall’art. 154, comma 2.
art. 154, secondo comma, d.lgs. 152/2006
richiamato quale base del decreto ministeriale mai emanato che avrebbe dovuto definire le componenti di costo delle nuove tariffe.
d.m. 1 agosto 1996
considerato la disciplina tariffaria di riferimento per i periodi anteriori alle nuove delibere e parametro per verificare la legittimità dei conguagli richiesti.
richiamato come atto di esito del referendum abrogativo relativo alla remunerazione del capitale investito.
L. n. 36/1994, art. 13, comma 2
richiamata per affermare che la tariffa deve comunque assicurare la copertura dei costi di investimento e di esercizio.
art. 1 d.m. 1 agosto 1996
richiamato per i criteri di composizione della tariffa normalizzata, da cui deriva il limite delle somme conguagliabili.
Massime di principio
- Nelle controversie relative a fatture del servizio idrico, la domanda dell’utente che contesta importi addebitati dal gestore e chiede la ripetizione di somme pagate ha ad oggetto la debenza del credito e rientra nella giurisdizione del giudice ordinario; gli atti tariffari presupposti possono essere solo disapplicati incidenter tantum.
- L’art. 31 della delibera tariffaria 643/2013 consente il recupero dei conguagli per partite pregresse, ma soltanto nei limiti delle somme che potevano essere legittimamente addebitate agli utenti secondo la disciplina tariffaria effettivamente vigente nei singoli periodi di riferimento.
- La verifica della legittimità del conguaglio non può arrestarsi all’affermazione della irretroattività della nuova tariffa: il giudice deve accertare in concreto se l’importo richiesto trovi giustificazione nei criteri del metodo tariffario applicabile ratione temporis.
- Il richiamo nel contratto di utenza alla regolazione pubblicistica non sottrae gli atti amministrativi inseriti nel rapporto al controllo incidentale del giudice ordinario quando la controversia riguarda diritti soggettivi delle parti.
- Le questioni non esaminate dal giudice di merito perché ritenute assorbite, come l’eccezione di prescrizione, non possono essere decise in cassazione e devono essere riproposte al giudice del rinvio.
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